Ad aprile 2007, attraverso tre articoli pubblicati dai giornali Repubblica, Corriere della Sera e L’Unità , apprendevamo che il Procuratore capo di Catanzaro, Dr. Mariano Lombardi, aveva ritenuto di dover sottrarre al sostituto procuratore Luigi De Magistris l’inchiesta “Poseidone”, inerente presunti illeciti nella gestione dei finanziamenti dell’Unione Europea nel settore della depurazione in Calabria.
Â
Da sottolineare che l’inchiesta “Poseidone”, in base a quanto riferito dalla stampa, coinvolge anche il Sen. Giancarlo Pittelli(Fi). Elemento particolarmente interessante da valutare in tutta questa vicenda: i rapporti che intercorrono tra Pierpaolo Greco e Pittelli. Chi è Pierpaolo Greco ce lo spiegano Carlo Macrì e Francesco Viviano in due articoli pubblicati rispettivamente da “Corriere della Sera” e “Repubblica” il 1 aprile.
Â
Scrive Macrì: “Il Procuratore Lombardi è sposato con la dottoressa Grazia Muzzi, cancelliere presso la Corte d’Assise di Catanzaro. Il figlio della Muzzi, Pierpaolo Greco, avvocato, dal 27 ottobre 2006 risulta socio in affari con il senatore Giancarlo Pittelli nella società “Roma 9”. Greco si è cimentato anche in politica, candidandosi con Forza Italia alle passate elezioni per il rinnovo del consiglio comunale di Catanzaro. Lo stesso procuratore capo Lombardi partecipò, nel maggio dell’anno scorso, a una convention di Alleanza Nazionale svoltasi a Catanzaro, in occasione della presentazione della candidatura a sindaco del capoluogo dell’attuale parlamentare, nonché vice presidente dell’Antimafia, Mario Tassone(Udc).”
Â
Dalle pagine di “Repubblica” gli fa eco Francesco Viviano: “…da considerare che Pittelli, indagato anche per riciclaggio, ha una società , la “Romanove srl”, di cui è socio il figlio della moglie del procuratore Lombardi.”
Â
Ancora, sul settimanale “l’Espresso2, in data 29 Marzo, in un articolo a firma Gomez e Lillo leggiamo: “Il legale non disdegna l'attività imprenditoriale: nel 2006 ha creato un'immobiliare (in cui è socio al 25 per cento) con il figlio della compagna del procuratore di Catanzaro: Mariano Lombardi. Il capo di De Magistris convive serenamente con il socio del nemico numero uno del suo pm. Cose che succedono in Calabria.”
Â
Alla luce di quanto riportato, e di quanto ancora sta avvenendo in queste ore, la domanda che ci sentiamo di porre al Ministro Mastella, al Csm e a chiunque abbia voglia di ascoltare, è la seguente: Per una questione di mera opportunità non sarebbe necessario trasferire il Dr. Lombardi in altra sede? Per quel che ci è dato sapere, e in base ai documenti che abbiamo avuto modo di leggere sulle inchieste condotte dal Dr. De Magistris, fermo restando il sacrosanto diritto alla presunzione d’innocenza, a noi sembra che il sostituto procuratore sia persona che operi in maniera attenta e scrupolosa.
Certo, ha anche un grave difetto, ed è quello di voler fare fino in fondo il suo lavoro d’inquirente, con inchieste che in Calabria, come in Basilicata, riguardano tutte le forze politiche(salvo rare eccezioni), magistrati, imprenditori e la torta multi miliardaria dei fondi UE e pubblici, e con l’inquietante ipotesi di finanziamento illecito dei partiti.
Â
A noi sembra che in tutta questa vicenda il Dr. De Magistris sia il vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro. Nelle scorse ore abbiamo appreso che l’On. Felice Belisario ha ritenuto opportuno interrogare il Ministro Mastella, scrivendo: “Va verificato con assoluta urgenza se, come appreso da fonti giuridiche, la Procura della Repubblica di Matera, il cui capo dott. Giuseppe Chieco è indagato dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, abbia, direttamente o indirettamente, avviato indagini proprio sulla Procura di Catanzaro e ciò anche attraverso acquisizioni di documenti presso il comando dei Carabinieri di Policoro.”
Â
L’on. Maurizio Turco, che tra l’altro solo l’anno scorso, in quel di Napoli, ha illustrato i non proprio lusinghieri giudizi espressi dalla Commissione europea sull’utilizzo degli 81 miliardi di euro di fondi strutturali piovuti al sud nel periodo 1994 – 2006, nella giornata di ieri ha espresso il suo pieno sostegno all’interrogazione dell’On. Belisario, dichiarando: "Quanto accade in Basilicata ha dell'incredibile e l'ultima dichiarazione del collega Felice Belisario, coordinatore nazionale dell'Italia dei Valori, ci trova completamente d'accordo. Sottoscriviamo dunque la sua interrogazione al Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, sugli sviluppi dell'inchiesta "toghe lucane".
Â
Intanto, questa mattina abbiamo avuto modo di leggere sulla stampa regionale che qualche giorno fa, su mandato della Procura della Repubblica di Matera, alcuni poliziotti si sarebbero recati presso la stazione dei carabinieri di Policoro per acquisire “ordini di servizio”. Da sottolineare che il comandate della stazione di Policoro è il Capitano Pasquale Zacheo, che indaga in Basilicata per conto della Procura di Catanzaro.
Â
Che dire! In virtù del contesto e delle situazioni ambientali nelle quali viviamo, e che più volte abbiamo avuto modo di descrivere, vogliamo nuovamente affermare che occorre garantire al Dr. De Magistris la possibilità di svolgere con serenità le sue indagini.
Â
Dr. De Magistris, che in una intervista rilasciata alla giornalista dell’ “Unità ” Sandra Amurri, afferma: “D. Intende che la magistratura fa parte di quel sistema corruttivo che le indagini delineano? R. “Non ritengo che ne sia estranea”. D. Vuol dire che nei salotti bene di Catanzaro indagati e indagatori vanno a braccetto? R. “Basta frequentarli per verificarlo. Io non li frequento?”
Â
La verità è che nel salotto, certo non buono, creato dal vigente regime partitocratico, produttore in quantità industriale di illegalità e corruzione, degrado della vita politica e istituzionale, economica e sociale, sembra non esserci troppo spazio e “simpatia” per tutti coloro che vogliono adempiere al loro dovere, e questo al di là delle inchieste in corso e della loro rilevanza penale.
Che altro aggiungere, se non ricordare la storica frase che Gaetano Salvemini ebbe a pronunciare riferendosi ad uno storico serbatoio di clientele: “Acquedotto pugliese, ha dato più da mangiare che da bere”.
Â
Dopo l’amaro lucano, ahimè, tocca assaggiare il cerasiello calabrese.