Tahar Lamri è uno scrittore algerino, vive a Ravenna.
Montecchio Maggiore è un comune di 23.830 abitanti in provincia di Vicenza, amministrato dalla Lega Nord e dal Popolo delle Libertà . E’ tristemente famoso per la decisione, presa nel marzo del 2010, di escludere dalla mensa scolastica i figli delle famiglie in ritardo con il pagamento della retta. Nove bambini sono rimasti a pane e acqua, e i loro compagni si sono presi la responsabilità di riparare ai torti della politica dividendo il loro pasto con gli esclusi.
Simon viene dalla Nigeria e abita a Montecchio da qualche anno. Ha comperato una casa di settanta metri quadrati e si è ricongiunto alla moglie e alla figlia. Sua moglie è incinta, ma secondo i criteri imposti dall’amministrazione comunale nel suo appartamento non possono vivere più di tre persone. Gli immigrati hanno bisogno di un certificato di idoneità abitativa per rinnovare il permesso di soggiorno. “Sono andato a informarmi al comune”, racconta, “e davanti al rifiuto del funzionario di concedermi il certificato ho chiesto: cosa devo fare con il figlio che sta per nascere? Mi hanno risposto: regalalo alla Caritas”. Simon si sente ferito.
Babbo, bangladese, è un fiume in piena quando parla di Montecchio. “Qualcosa si è spezzato dentro di noi. Anch’io ho comprato casa e non so come fare. Noi immigrati non abbiamo più una vita pubblica, hanno tolto le panchine di piazza San Paolo, ci vietano di mangiare e bere nei negozi che vendono kebab. Ora non abbiamo neppure una vita privata, non possiamo ospitare nessuno, addirittura dovremmo regalare i nostri figli. Se chiedi spiegazioni, ti dicono che questo è il sistema, se non sei contento, vai altrove”.
Chi può, lascia Montecchio Maggiore, molti sognano di lasciare l’Italia. Altri, sostenuti da Cgil, Cisl e Uil, hanno presentato ricorso al tribunale di Vicenza, accusando la giunta comunale di razzismo.