Notizie Radicali
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  giovedì 21 ottobre 2010
 Direttore: Gualtiero Vecellio
Congresso dell’ELDR di Helsinki. Un “verbale” dei lavori

di Matteo Angioli

Il congresso dell’ELDR (l’Internazionale liberal-democratica, ndr) ad Helsinki dal 13 al 15 ottobre ha visto la partecipazione di circa settecento delegati ed è ruotato attorno alla questione demografica dell’Europa: “Quali sfide per una popolazione che invecchia?”. La delegazione di Radicali Italiani era formata da Luca Pardi, Davide Miraglia, Laura Harth e me. Provenienti dall’Italia anche sette delegati dell’Italia dei Valori (su venti a cui hanno diritto), tra cui L. Orlando e Rinaldi, che mi ha riso in faccia quando ho detto loro che erano state respinte le nostre risoluzioni, dicendo che erano argomenti a lui non nuovi… C’era anche Giulio Ercolessi per “Critica liberale”.

Sono stati eletti tre nuovi vice presidenti Graham Watson (Regno Unito – 276 voti), Dick Roche (Eire – 214) e Vesna Pusic (Croazia – 195). Non ce l’ha fatta l’olandese Jeanine Hennis ex MEP, ora eletta alla Camera nei Paesi Bassi. Anche il tesoriere è cambiato, a Griffiths è succeduto lo sloveno Roman Jakic. Noi abbiamo espresso otto voti (ogni delegato può votare per un assente entro i numeri consentiti dalla delegazione). Abbiamo tutti votato Watson e Pusic per dividerci poi tra l’irlandese e la Hennis.
 
Nella risoluzione finale non c’è traccia alcuna delle nostre due risoluzioni urgenti, su esilio di Saddam e giustizia italiana a partire dalla situazione delle carceri. Il bureau ha stabilito che non contenevano nessun elemento d’urgenza. Chiedendo spiegazioni al segretariato dell’Eldr (Presidente Neyts e uno dei vice, l’olandese Van der Laan incluse) ho capito che sono urgenze quelle risoluzioni relative a eventi verificatisi nel periodo compreso tra la scadenza per presentare le mozioni alle risoluzioni del congresso (quest’anno era il 12 agosto) e il congresso stesso.
 
Dunque le carceri e la situazione irachena (nonostante la possibile novità data dalla chiave esilio) non sono urgenze perché sono temi di cui si è parlato in un modo o nell’altro anche in estate. In questo modo vogliono evitare che ogni delegazione invii la propria proposta nazionale sui temi più disparati. Non è stato possibile nemmeno avere una sorta di posizione comune del partito, né una dichiarazione. A quel punto non abbiamo potuto far altro che appellarci ai singoli deputati per avere alcune dichiarazioni scritte da pubblicare. Spero mi arrivino in settimana, dopo aver fatto conoscere loro quest’iniziativa.
 
Per quanto riguarda la mozione finale ci siamo astenuti con dichiarazione espressa da Luca Pardi. I nostri emendamenti, che puntavano al “family planning”, non sono stati accettati. Purtroppo Luca non è stato avvisato sufficientemente in tempo per poter preparare un lavoro più approfondito. Anche per questo gli è stato difficile difenderli. Comunque, il suo intervento ha ricevuto applausi da diversi liberali fiamminghi, dai membri di un’associazione tedesca per la libertà delle donne e da altri delegati. Anche Sam Rainsy ha partecipato, e nell’ambito della presentazione di un lungo documentario sulla prostituzione in Cambogia, ha parlato del nuovo mandato di arresto che pende su di lui qualora rimettesse piede ne suo paese. Durante la sessione di domande dal pubblico è intervenuto Ramon Tremosa, che ha annunciato una risoluzione, elaborata con Rinaldi e Provera della Lega, che verrà presentata questa settimana al PE sul particolare caso di Sam.
 
In un'altra sessione, Duff ha presentato la sua proposta di seggio unico per le elezioni europee, transnazionali e da tenersi per tutti gli elettori nello stesso periodo. In questa fase ho preso la parola per ribadire la nostra posizione federalista dal 1979: non solo un seggio unico ma anche una sede unica, e altre riforme, inclusa l’elettorale che rendano più accessibile e comprensibile l’UE. Poi ho confermato la nostra contrarietà alle proposte dell’Italia dei Valori, di fissare un massimo di due mandati consecutivi e le misure dipietristico-grilline per un “Parlamento pulito”. Duff ha concluso il suo giro di risposte con un “grazie a Dio ci sono gli italiani”.
 
Infine ha preso la parola Guy Verhofstadt. Dopo un elenco dei successi dell’ALDE al Parlamento Europeo, ha criticato l’Europa degli Stati nazione attraverso un esempio particolare: l’invasione dell’Iraq nel 2003: al Consiglio tenutosi pochi giorni prima della guerra, sia Jacques Chirac che Tony Blair si accordarono sul fatto che la questione non meritava di essere dibattuta perché c'era disaccordo totale e in meno di cinque minuti il "dibattito" fu chiuso. A meno di sorprese, Watson dovrebbe venire a Chianciano. Vorrebbe cogliere quest’occasione per presentare il suo nuovo libro "Costruire un'Europa liberale: il progetto ALDE".