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Basilicata. I Misteri della Formazione Lavoro(Parte III): Presentate interrogazione dal deputato Maurizio Turco e dall’europarlamentare Marco Cappato.

4 agosto 2007

• Dichiarazione di Maurizio Bolognetti, Direzione Nazionale Rnp e Segretario Radicali Lucani

Ancora una volta tocca occuparsi della non brillante gestione dei fondi europei e segnatamente dei denari destinati alla Formazione lavoro.

Il 23 luglio abbiamo, infatti, sollevato il caso Di Giovanni Di Leo, che, dopo aver partecipato alla fase teorica di un corso di formazione per “Autoriparatori”, bandito dalla Regione Basilicata e recante in calce la firma dell’allora assessore  Chiurazzi, si è ritrovato ad essere assegnato, per la fase di tirocinio, ad un’azienda di autolavaggio.

Il caso, assurto anche agli onori della cronaca nazionale con un articolo a firma Massimo Brancati, pubblicato dal Sole 24 ore in data 27 luglio, ora è stato posto all’attenzione del Ministro del lavoro e della Previdenza sociale, della Presidenza del Consiglio Politiche Europee e della Commissione Europea, attraverso due interrogazioni presentate rispettivamente dal deputato radicale della Rosa nel Pugno Maurizio Turco e dall’europarlamentare Marco Cappato.

Nei giorni scorsi abbiamo nuovamente sottolineato che il mondo della Formazione Lavoro appare troppo spesso asservito a logiche clientelari, che impediscono un efficace utilizzo delle risorse disponibili. Insomma, per dirla fuori dai denti, abbiamo l’impressione che la Formazione Lavoro serva più alle società di formazione e ai formatori che non ai tanti disoccupati lucani, che hanno bisogno di essere professionalizzati.

l’Unione Europea, gioverà ricordarlo ancora una volta, riferendosi all’utilizzo dei finanziamenti in questo settore, ha scritto: “ I programmi del fondo sociale europeo hanno raggiunto un numero molto vasto di beneficiari, ma all’ampiezza dell’intervento non ha corrisposto un’altrettanto diffusa efficacia. Sono inoltre mancati i legami tra il sostegno alle risorse umane e il settore produttivo…”

Da forza politica che da anni esprime un giudizio critico sull’impiego del fiume di denaro che l’Unione europea ha destinato alla Lucania, non possiamo certo dirci sorpresi per le performance, certo non esaltanti, prodotte dal considerevole investimento dei denari del Fondo Sociale Europeo.

Nel ricordare che sul sopra citato corso di formazione, in data 24 luglio, il sottoscritto ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica, voglio, ancora una volta, ringraziare i deputati radicali Maurizio Turco e Marco Cappato per l’attenzione che, da sempre, rivolgono alle vicende lucane.

 

In allegato

 

L’interrogazione a prima firma Maurizio Turco

 

TURCO, BELTRANDI, D'ELIA e PORETTI.

Roma, 1 Agosto 2007

Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale, al Ministro delle politiche europee.

- Per sapere - premesso che: nel dicembre 2006, la Regione Basilicata, con il cofinanziamento del Fondo sociale europeo, affidava alla società «Memory Consult srl» la realizzazione di un progetto formativo denominato «Formazione per autoriparatori»; il bando di partecipazione, emanato in data 18 dicembre 2006, rientrava nell'ambito del completamento di programmazione del P.O.R. Basilicata 2000-2006 Asse III - Risorse umane, e recava in calce la firma dell'allora assessore Carlo Chiurazzi e dell'amministratore della Memory Consult srl, Antonio Imbrogno; il sopra citato bando prevedeva un piano formativo per n. 16 allievi, fatto di 160 ore di «formazione d'aula» e 6 mesi di stage formativo presso aziende resesi disponibili ad ospitare i tirocinanti; nel bando, inoltre, veniva stabilito che al termine del corso sarebbe stato rilasciato ai corsisti un attestato di competenza professionale; dopo la fase di formazione in aula, svoltasi tra aprile e maggio 2007, i corsisti/tirocinanti venivano assegnati, nel mese di luglio 2007, alle aziende che prendevano parte al progetto; in riferimento allo stage formativo, risulta che il signor Giovanni Di Leo, uno dei 16 tirocinanti, invece di essere assegnato ad un'autofficina veniva destinato per lo svolgimento della fase formativa di 6 mesi, denominata «formazione on the job» (tirocinio), ad un autolavaggio, l'azienda Panza Emanuele ubicata in Maratea (Potenza); da sottolineare che nel sopra citato bando è dato leggere: «Il presente intervento mira a formare la figura dell'autoriparatore, figura innovativa e complessa che accorpa in sé le competenze proprie del carrozziere e del meccanico. Nell'ottica di permettere l'acquisizione di competenze spendibili nell'odierno mercato del lavoro, la figura professionale a cui si è pensato è in grado di inserirsi facilmente nel mondo del lavoro sia come lavoratore autonomo al livello artigianale, sia come dipendente di piccole aziende locali»;
in data 24 luglio 2007, il Dipartimento formazione, lavoro, cultura e sport ufficio lavoro e territorio della Regione Basilicata comunicava alla Memory Consult srl, e per conoscenza al signor Giovanni Di Leo, quanto segue: «In proposito si ritiene utile richiamare, preliminarmente, i soggetti coinvolti (soggetto attuatore ed azienda ospitante) al rispetto degli obblighi previsti dall'articolo 11 dell'Avviso Pubblico n. 01/2005 e ribaditi nella convenzione sottoscritta con la Regione Basilicata, con particolare riferimento alla gestione del progetto (... da realizzare secondo i tempi, le fasi, le modalità ed i contenuti come dettagliatamente descritti nella proposta progettuale presentata ed approvata, assicurando l'attuazione del percorso formativo ed il conseguimento degli obiettivi professionali ed occupazionali prefissati). Dal contenuto della nota pervenuta si appalesa il mancato rispetto dei suddetti obblighi, o quantomeno un parziale ed insufficiente raccordo tra i soggetti interessati. Per quanto sopra, e non potendosi giustificare simili situazioni, si richiede alle Signorie loro, ciascuna per quanto di propria competenza, di relazionare in merito a quanto segnalato e di comunicare, altresì, se sono state rimosse le cause alla base della segnalazione e, in ultimo, se sono state assicurate all'allievo in questione le condizioni necessarie per la frequenza al corso di che trattasi»;
allo stesso Di Leo è stata, inoltre, negata la possibilità di accedere a documenti inerenti il sopra citato corso di formazione per autoriparatori; infatti, in data 11 maggio 2007, il signor Giovanni Di Leo inviava una lettera alla Memory Consult, alla Regione Basilicata e al direttore generale ingegnere Gerardo Calvello, con la quale richiedeva una copia del progetto definitivo del corso di autoriparatore; in data 14 maggio 2007, la responsabile area formazione della Memory Consult srl, rispondeva alla richiesta scrivendo: «La sua richiesta di ricevere in copia il progetto definitivo in riferimento al corso in oggetto è da rigettare, atteso che, il progetto di cui trattasi è un atto amministrativo depositato in Regione il cui accesso è consentito solo alle parti coinvolte nelle procedure di cui trattasi...»; nonostante la richiesta avanzata, al signor Giovanni Di Leo, ad oggi, non è stato consentito di prendere visione dei sopra citati documenti;
la gestione del corso per «Autoriparatori», bandito dalla Regione Basilicata il 18 dicembre 2006, e le vicissitudini del signor Giovanni Di Leo, stanno a dimostrare, una volta di più, che per garantire l'efficacia degli interventi occorrerebbe attivare un monitoraggio qualitativo permanente, che risulta essere palesemente assente; l'Unione europea, riferendosi all'utilizzo dei finanziamenti nel settore della formazione lavoro, afferma: «I programmi del fondo sociale europeo hanno raggiunto un numero molto vasto di beneficiari, ma all'ampiezza dell'intervento non ha corrisposto un'altrettanto diffusa efficacia. Sono inoltre mancati i legami tra il sostegno alle risorse umane e il settore produttivo...»; sono eloquenti a questo riguardo alcune tabelle del Por Basilicata 2000-2006, laddove è dato apprendere che le misure destinate al contrasto della disoccupazione, per il tramite della formazione, continuano a segnalare performance deludenti. Si pensi che su 21.000 soggetti sottoposti alla formazione finalizzata all'occupazione, appena il 25 per cento di questi ha trovato uno sbocco lavorativo, con rapporti contrattuali la cui natura e consistenza sarebbe il caso di scandagliare -: se siano a conoscenza dei fatti narrati, anche alla luce della sussistenza di finanziamenti comunitari; come intendano intervenire, ferme restando le competenze regionali in materia per stabilire una connessione più efficace fra formazione professionale e incremento qualitativo e quantitativo del livello occupazionale; se non intenda svolgere un monitoraggio a livello nazionale sull'efficacia dei percorsi di formazione professionale. (4-04626)

 

Link

 

L’Interrogazione dell’Europarlamentare Marco Cappato

Interrogazione alla Commissione Europea

 

Bruxelles, 1 Agosto 2007


Nel dicembre 2006 la Regione Basilicata, con il cofinanziamento del Fondo Sociale Europeo, affidava alla società "Memory Consult srl" la realizzazione di un progetto formativo denominato "Formazione per autoriparatori". Il bando di partecipazione, emanato in data 18 dicembre 2006, rientrava nell'ambito del completamento di programmazione del P.O.R. Basilicata 2000 – 2006 Asse III – Risorse umane. Il bando prevedeva un piano formativo per n° 16 allievi, fatto di 160 ore di "formazione d'aula" e 6 di stage formativo presso aziende resesi disponibili ad ospitare i tirocinanti.Dopo la fase di formazione in aula, svoltasi tra aprile e maggio 2007, i corsisti/tirocinanti venivano assegnati alle aziende che prendevano parte al progetto. Il sig. Giovanni Di Leo, uno dei 16 tirocinanti, ha riferito che invece di essere assegnato ad un'autofficina veniva destinato per lo svolgimento della fase formativa di 6 mesi, ad un autolavaggio che nulla aveva a che fare con le finalità del bando che "mira a formare la figura dell'autoriparatore, figura innovativa e complessa che accorpa in sé le competenze proprie del carrozziere e del meccanico" .È in seguito emersa la singolare circostanza che in otto casi su tredici i tirocinanti sono mogli e figli dei titolari delle ditte scelte per i 6 mesi di tirocinio.
È la commissione a conoscenza dei suddetti fatti? Alla luce della molteplicità di segnalazioni di questo tipo, fermo restando il fatto che i controlli e gli audit devono, in primo luogo, essere effettuati dalle autorità nazionali e regionali e che le autorità di gestione competenti devono trarne le conclusioni e procedere a tutte le correzioni necessarie, non ritiene la Commissione che tali eventuali controlli, nel caso in esame, siano stati o inesistenti o assolutamente inadeguati? Fermo restando che gli audit effettuati dalla Commissione vengono eseguiti solo in via sussidiaria e nell'ambito della strategia annuale, può la Commissione far sapere se intende intervenire in un qualsiasi modo per verificare, o invitare a verificare, il corretto svolgimento di tali progetti finanziati dal Fondo Sociale Europeo, prendere i dovuti provvedimenti, e se intende prendere provvedimenti di qualsiasi tipo per prevenire nel futuro il ripetersi di simili casi, in particolare nel relazionarsi con la Regione Basilicata?

Da radicali.it

Bolognetti: I misteri della formazione lavoro

 

Basilicata. I Misteri della Formazione lavoro - Parte seconda. Bolognetti: presentato esposto alla Procura della Repubblica di Lagonegro

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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