C’è un signore con l’età che si avvicina a quella di Matusalemme, tessera radicale da sempre: è tra i fondatori del Partito, conosce Marco Pannella da prima ancora; potrebbe vivere tranquillo, pago e sazio di quello che ha dato, che è tanto, ed essenziale. No, invece: ogni giorno si tormenta: se fa dieci, vorrebbe far cento; se fa cento, vuol fare mille… Non manca una manifestazione, non perde un convegno, un appuntamento, una riunione. Dice sempre che non ha nulla da dire; poi accade che quando parla lui, non vola una mosca, tutti lo stanno a sentire. E anche lui ti ascolta, vuole capire, ed è sempre pronto a mettersi in discussione…Che gli dici ad uno così? Questo signore, che si chiama Sergio Stanzani, non si dà ancora pace, ogni giorno viene al Partito a via di Torre Argentina, brontola, sacramenta, s’incazza, il suo problema in buona sintesi è che vuole ancora dare, ed è convinto di non fare quello che dovrebbe; ostinato come un mulo, non c’è verso di convincerlo che il suo solo “essere” è un “fare” importantissimo, unico.
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C’è un altro signore, anche lui si sta avvicinando al secolo; l’altro giorno era in treno, diretto a Milano, andava a confortare come si può – con la sua presenza – un amico e un compagno colpito da un grave e irreparabile dolore. Questo signore si chiama Angiolo Bandinelli, scrive cose raffinate e al tempo stesso stilisticamente “semplici”: di quella “semplicità ” di cui erano capaci i Voltaire, e a volte beffardo come uno Swift; tre giovedì al mese pubblica una colonna sulla pagina due del “Foglio”(un appuntamento fisso, che dura da anni, non è difficile da ricordare; eppure accade di dimenticarlo, ed è un peccato); sono riflessioni laiche preziose, che lui cesella pazientemente, e con una punta di maniacalità ; così s’incavola perché gli amputano una virgola, non rispettano un capoverso; meriterebbero di essere raccolte, quelle riflessioni, e bisognerà decidersi a farlo prima o poi, perché non si vede un editore col gusto e l’intelligenza di farlo. Questo signore ieri ci ha telefonato scusandosi, perché tutto preso dalla triste incombenza che lo vedeva impegnato, si era dimenticato di mandarci la copia dell’articolo (è quello che trovate oggi tra gli editoriali). Questa delicatezza dice tutto della persona, del suo essere, di come si rapporta con il suo prossimo.
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C’è un terzo signore. I radicali – ma il paese nel suo complesso – gli deve qualcosa. Era il 1975, quando venne arrestato per ordine di un magistrato di Firenze poi leader del Movimento per la Vita, istigato da una campagna lanciata dal settimanale “Candido” di Giorgio Pisanò. Era segretario del Partito Radicale, con lui fu arrestato un medico fiorentino, si chiamava Giorgio Conciani; poi vennero arrestate Adele Faccio e infine Emma Bonino: tutti colpevoli di dare copertura o di essere animatori e responsabili del CISA, il Centro Informazioni Sterilizzazione Aborto. Se oggi abbiamo una legge che consente l’aborto senza essere criminalizzate, e soprattutto se sono state cancellate le norme fasciste che lo punivano, lo si deve a molte persone: da Marco Pannella a Loris Fortuna, a circa cinquecento radicali e femministe che si autodenunciarono per aborto e procurato aborto; a quanti raccolsero le firme per il referendum abrogativo, e animarono mille e mille iniziative; ma se si è arrivati dove si è arrivati, lo si deve anche a queste quattro persone, e si tende a dimenticarlo. Anche questo signore potrebbe vivere di rendita; c’è stato un periodo in cui non si riconosceva in certe posizioni assunte dai radicali, e senza farne un dramma se n’è rimasto appartato a osservare; fino a quando, qualche anno fa, è tornato, ed eccolo anche lui aggirarsi nelle stanze di via di Torre Argentina, a stilar comunicati, documenti, testi per volantini e manifesti. Un lavorio “anonimo”, da “retrovia”; e tuttavia importante, essenziale, prezioso; e, non ultima, una grande qualità : saper tradurre in forma scritta un testo orale di Marco Pannella.
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Infine il quarto signore: vive e lavora a Milano; anche lui è radicale da sempre, tra i primi ad esser stato denunciato e arrestato per antimilitarismo; è uno sciagurato: perché tanto potrebbe dare; e molto di quel dare è un dire; scrive con il contagocce: negli archivi radicali ci saranno non più di dieci suoi interventi scritti. Ha il gusto di posizioni controcorrente, che argomenta con sapienza e capacità di convinzione. Ma le cose più preziose, più piacevoli e interessanti arrivano quando hai la fortuna di parlargli a quattr’occhi, magari in pizzeria o sorseggiando un caffé. Una persona schiva e piacevole, colpita in questi giorni da un grave, doloroso lutto: Lorenzo Strik-Lievers è parte dell’arredamento radicale. Lo incontri sempre sorridente, saranno trent’anni che lo conosco: non l’ho mai visto una volta inalberato; e anche nel Ferragosto più torrido, quanto tutti si stanno liquefacendo, lui si presenta inappuntabile, con la cravatta.
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Ci sono una quantità di motivi di fierezza dell’esser radicale; ma se è vero, com’è vero, che le idee camminano sulle gambe delle persone, molte idee che sono il patrimonio e il DNA di questo partito, hanno camminato, e continuano a camminare, sulle “gambe” di questi quattro amici e compagni; sono dunque parte della nostra fierezza. Sono candidati nella parte “bassa” delle liste Bonino-Pannella per il Parlamento Europeo. Abbiamo tre preferenze, a disposizione. Una diamola a loro, il nostro modo per dire: grazie, davvero.   Â