Cercando di essere “solidali” con gli iraniani, occorre essere “solidi” nelle proprie convinzioni, per riuscire davvero a dare una mano non solo a coloro che lottano e resistono, ma anche ai tanti dubbiosi e delusi. Delusi anche da noi europei”: così il leader radicale Marco Pannella motiva l’impegno dei Radicali a sostegno dei manifestanti di Teheran.
“L’Europa deve tornare allo slancio federalista del Manifesto di Ventotene di Ernesto Rossi e Altiero Spinelli – spiega il leader radicale - per arrivare all’Africa e al Medio Oriente attraverso il rilancio della civiltà del Mediterraneo e non attraverso Gheddafi. Abbiamo fatto accordi bilaterali con tutte le dittature, anche se il trattato europeo di cooperazione impegna, all’articolo 2, al rispetto dei diritti umani. Invece questo non accade, si continua nella negazione dei diritti umani e il nostro Stato concorre a garantire questo stato di cose.
“In Italia non vi è democrazia – afferma ancora Pannella – e occorre una strategia per ricercarla, non solo per noi ma anche per coloro che in Libia sono ammazzati, non più dagli italiani come accadeva durante la guerra coloniale, ma dal dittatore libico che l’Italia accoglie con tutti gli onori e contribuisce a rafforzare, con la sua politica estera cosiddetta “strategica”, cioè con la ragion di Stato.
“Si continua nella stolida politica dell’Europa delle patrie, con l’Italia patria dei leghisti più reazionari. Invece l’unica vera strategia democratica europea è l’apertura al Medio oriente, alla Turchia, al Libano, a Israele, al lato sud del Mediterraneo, per arrivare sino ai confini dell’Iran. E’ questa la scelta nonviolenta per la vita della democrazia e della libertà.
“Dobbiamo smetterla di piangere sui “pericoli” di una democrazia che non esiste, è un alibi per chi l’ha distrutta. La situazione politica italiana è grave: se si continua a parlare di “complotti”, qualcuno (non necessariamente chi ne parla) potrà cogliere l’occasione per approfittarne; può prevalere chi chiede misure straordinarie per “difendere” una democrazia che in realtà non esiste.
“L’Iran ci aiuta a comprendere meglio cosa dobbiamo fare. Quando nacquero l’Europa e la Nato, la destra e la sinistra erano contro. E’ stato grazie alla Turchia, che si espose in una situazione tremendamente rischiosa, che noi riuscimmo a dare un contributo essenziale alla crescita della civiltà europea. Fin dai tempi antichissimi – conclude Pannella - la civiltà mediterranea è in realtà l’unica che sia riuscita a fare nascere questa idea di Europa, l’unica che potrà un giorno davvero permetterci di salutare l’Iran libero, la Persia libera con le sue immense tradizioni, con la sua ricchezza e la sua civiltà”.