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A Chianciano per un'Italia nuova

• da L'Opinione del 25 giugno 2009, pag. 1

di Biagio Marzo

A Chianciano! Per riprendere le armi della "lotta partigiana". Armi della critica per intenderci. Sembra la parola d’ordine pannelliana un controsenso, per un movimento non violento di ispirazione gandhiana, ma, in effetti, è la sola via "volta ad aiutare il popolo italiano a liberarsi dell’ormai letale sessantennio partitocratico, promuovendo e organizzando la candidatura politica di forze e di progetto, per una Riforma di Alternativa Democratica nella Repubblica Italiana; e in Europa". A Chianciano! I Radicali riprendono la loro riflessione, dopo la lunga campagna elettorale in cui si sono presentati con la propria lista alle Europee, non avendo riportato alcun eletto, per via dell’esiziale sbarramento dei 4%. "Con buona pace di coloro che si battono per lo status quo e per l’oscurantismo. "I Radicali famosi perciò clandestini", per ripetere la massima a loro molto cara. Coraggiosamente in piena autonomia è stata presentato il tradizionale logo radicale Pannella & Bonino, mentre le altre omologhe liste sventurate erano di coalizione. Tra queste spicca la lista di Sinistra e Libertà che, per bocca di Nichi Vendola, fece scattare la "conventio ad excludendum" nei confronti dei Radicali. La cui presenza sarebbe stata significativa, perché avrebbe reso potabile la lista di Sinistra e libertà agli elettori dei mondo riformista, laico, libertario, liberale e garantista. Insomma, i Radicali avrebbero fortemente diluito il forte tasso di cultura politica di origine comunista. E, guarda caso, l’ex rifondarolo comunista Vendola ha menato le danze in campagna elettorale. Inutile dire che la presenza del Partito socialista non l’ha notata alcun elettore, nella lista di "Sinistra e libertà". Il peggio che potesse capitare ai Radicali fu quando i dirigenti socialisti, da cui  avrebbero dovuto avere l’appoggio, per molte affinità elettive, non si opposero alla loro esclusione. Del resto, non potevano aspettarsi nulla di buono da parte socialista, visto che nel corso delle elezioni non hanno curato i propri interessi politici, lasciando campo libero agli alleati. E, comunque, non hanno proferito verbo allorché Vendola si è impossessato dei bastone di comando e da buon affabulatore ha rubato la scena politica. Chapeau! Soprattutto per la scelta deleteria anti-Radicale, "Sinistra e Libertà non ha avuto alcun eletto al Parlamento di Strasburgo. Con il senno del poi, si potrebbe dire mal comune mezzo gaudio. Un miracolo il risultato acquisito da Pannella e Bonino, oltre il 2%; se si pensa che le elezioni l’hanno fatta non avendo occhi per piangere, ossia senza mezzi e, per di più, sono stati oscurati dai mass media pubblici e privati. A Chianciano! Ma subito dopo, il 29 giugno, sarebbe meglio dire da Chianciano. Laddove inizierà l’attraversata nel deserto per arrivare all’obiettivo realistico di portare finalmente alla luce la democrazia, con le sue leggi e i suoi diritti umani da promuovere e affermare, come nuovo ordine e forma del nostro tempo, frutto ormai maturo della Religione della Libertà e dell’opera di generazioni di suoi chierici, ingegneri e operai, umanisti e umanitari". Mentre il Pd discute del prossimo congresso e si divide sulle candidature alla segreteria, "Sinistra e libertà" ha aperto il suo cantiere, anche se che non sappiamo cosa veramente vorrà costruire, e le altre formazioni hanno lavori in corso per opere di restauro; i Radicali hanno aperto, viceversa, un confronto con gli apolidi della sinistra, con dirigenti e militanti di diversi partiti e con i rappresentanti di associazioni culturali, per discutere dei Caso Italia. A Chianciano! I Radicali porteranno una ventata di idee fresche e originali in un clima intossicato dal gossip berlusconiano e dagli sterili dibattiti sulle nomenclature post comuniste e post democristiane. Pertanto, sarà lotta dura senza paura nei confronti del "monopartitismo imperfetto" - il copyright è di Pannella che sta distruggendo la politica e che vive sulla leva della cooptazione, un metodo scellerato di selezionare la classe dirigente. Paradossalmente, non viene scelta in base al merito, bensì in base al legame che ha con il potere relazionale. Una selezione alla rovescia da cui scaturisce una classe dirigente senza qualità. Proprio per le loro denunzie, i Radicali sono scomodi a tutti coloro che preferiscono le scorciatoie, invece di seguire la via dei talento, dei diritti, dei rispetto delle leggi vigenti e della conoscenza.



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