Silvio Viale torna a chiedere la sanatoria come provvedimento sempre più urgente ed invita il governo a smetterla di contare balle.
Non è possibile che solerti esponenti del governo i giorni dispari dicano che non vi è retroattività per il reato di immigrazione clandestina e i giorni pari ricordino che chi non è in regola con il lavoro o con l’alloggio compie reati, senza collegare i due aspetti. Si tratta di malafede e di balle a giorni alterni. Chi scrive le leggi non può non sapere che chi lavora senza essere in regola non potrà esserlo finchè rimarrà clandestino, anche se questo per lui non è reato. Così pure per chi, italiano o straniero che sia, ospita clandestini o da loro case in affitto. Come ha detto giustamente la CEI è una situazione che non può durare più a lungo e i giornali (La Stampa di oggi in cronaca di Torino) cominciano a raccontare di badanti licenziate in tronco e italiani che temono le delazioni dei vicini. Come radicali non siamo assolutamente in imbarazzo a condividere una giusta posizione con la CEI, come non lo siamo quando la critichiamo per posizioni sbagliate. E’ il governo che non può continuare a contare balle. Dica alla CEI che se ne frega di tutto questo, ma eviti i siparietti a giorni alterni di spiegazioni impossibili dei vari Quagliarello, Capezzone, Gasparri e compagnia cantante, perché la sanatoria è sempre più un’urgenza sociale.
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(Silvio Viale 339.3257406)