Lavoro, energia, acqua ambiente e territorio, pubblica amministrazione e sanità: sono i sei punti programmatici sottoscritti dalla Federazione della sinistra del Lazio e da Emma Bonino per l’alleanza elettorale in vista delle prossime regionali.
“Il nostro - ha spiegato Bonino - è un accordo politico-elettorale con la candidata presidente, una formula che Fds ha sperimentato in altre Regioni. Non si tratta – ha ribadito la radicale - di un accordo di governo, ma spero che si tratterà di un accordo dinamico”. Nel patto è previsto l’incremento del fondo per il reddito minimo garantito, l’istituzione di un osservatorio regionale per la sicurezza sul lavoro e contro il lavoro nero; la realizzazione di distretti industriali per il rilancio dell’occupazione, da quello già avviato di Fiumicino al cineaudiovisivo; il rifiuto delle centrali nucleari; l’idea che l’acqua sia un bene comune e che la Regione debba operare per garantire i migliori livelli di qualità ed efficienza; no alla privatizzazione Acea; riprogettazione del territorio a tutela dell’ambiente, del diritto all’abitare e alla mobilità; riforma della pubblica amministrazione e trasparenza in tutti gli atti amministrativi; trasparenza nella sanità a partire dalla revisione di convenzioni e criteri per le nomine di primari e dirigenti Asl; abbattimento delle liste d’attesa sanitarie anche con l’unificazione dei sistemi di prenotazione (pubblico-privato accreditato), coordinamento e incentivazione degli interventi socio-sanitari a sostegno della Regione.
Soddisfatta la segretaria Prc Lazio, Loredana Fraleone, che ha sottolineato come “sia stato positivo il confronto, che non è stato facile: il che dimostra da entrambe le parti serietà e trasparenza”. Ottimista anche il segretario del Pdc del Lazio Mario Michelangeli, per cui la Bonino “è una ventata di aria nuova”. Il dirigente ha ricordato “la trasparenza che è mancata nell’ultima giunta dalla quale siamo stati estromessi”.
La deputata radicale Rita Bernardini infine ha sottolineato come “da posizioni diverse è stato tirato fuori qualcosa di nuovo” e, nella direzione della trasparenza, “stiamo chiedendo alla Regione di costituire l’albo degli autenticatori delle firme, e, nell’ambito delle sue competenze, di potersi attivare per garantire il diritto al voto a detenuti e persone impossibilitate a muoversi da casa”.