Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mar 09 giu. 2026
  cerca in archivio   NOTIZIE RADICALI
Prima assemblea della Lega per l’Uninominale. Un “verbale” della riunione

8 ottobre 2010

di Matteo Angioli

 

Si è svolta a Roma, al Teatro dei Comici la prima assemblea della neo-costituita Lega per l’Uninominale. Quello che segue è una sorta di “verbale” della riunione curato da Matteo Angioli.


Roma, 7.10.2010

Teatro dei Comici


Costituzione del Comitato incaricato dello statuto a regime e della rappresentanza della fase intermedia tra oggi e entrata in vigore dello statuto, votato all'unanimitĂ .


Comitato: Baldassarri, Chiaromonte, Dainelli, Gemontani, Ichino, Lanchester, Martino, Pannella, Patrono.

Tesoriere: Michele De Lucia

Webmaster: Francesco D'Ambrosio, Antonio Dainelli


Il nome scelto è "Lega per l'Uninominale", con sede in Via delle Coppelle 16, Roma, presso il Centro Studi di M. Baldassarri


Prima assemblea dell'Assemblea per l'Uninominale

Ichino: Associazione o Lega?


Baldassarri: tenendo presente le possibili elezioni anticipate dobbiamo ragionare sui tempi. La nostra riforma sarebbe probabilmente non per le prossime elezioni. Due considerazioni:

1) Ricentrare tutto su definizione di "democrazia";

2) Oltre a iniziative romanocentriche, dobbiamo immaginare iniziative almeno a livello regionale, proprio per cominciare a dare valor al territorio.


Pannella: dobbiamo scegliere una struttura che avvii un'iniziativa che dia speranza, che abbia un carattere abbastanza storico. Dev'essere alternativa alle controriforme alle quali abbiamo sempre assistito. L'iniziativa di agosto ha tolto il carattere aristocratico (in senso buono) al comitato. 80 deputati socialisti si schierarono per l'uninominale nel 1993, abbandonando la storica posizione del PSI del 1919. Il nostro compito è, come per la Lega del Divorzio, o per l'Obiezione di Coscienza, scegliere tra Associazione o Lega per l'uninominale. La prima è partitocratica, la seconda ha forza di aggregazione, per dare parola alla gente, vuole essere inclusiva. Allo stesso tempo la Lega ci permette anche di stare al passo con l'attualità politica ed esser capaci di tradurre l'iniziativa in un contributo legislativo. Per quanto riguarda il modello, possiamo discutere un sistema francese a doppio turno con ballottaggio tra i primi due, e l'anglosassone a turno unico. La Lega deve avere comunque come obiettivo l'uninominale e creare un movimento d'opinione.


Ceccanti: dobbiamo coinvolger opinione pubblica. Poi troveremo le forme di attuazione del programma a medio-lungo termine.


Gramazio: stabiliamo chi siamo, sono per la Lega per l'Uninominale. Il dibattito esterno è necessario, l'opinione pubblica è con noi. Non sono d'accordo sul doppio turno, perché secondo turno di solito registra scarsa affluenza. Un'iniziativa popolare può esser la strada da percorrere, bisogna uscire dal teatro e dalla commissione parlamentare.


Lanchester: lascerei Lega, così si allarga la domanda. Siamo sotto gli standard internazionali dal punto di vista procedurale. Siamo in crisi dal 1993. Bisogna dare sicurezza al procedimento democratico, per questo la Lega ha uno scopo strategico e pedagogico. C'è un problema di legittimazione e dobbiamo dare speranza usando il percorso della Nuova Zelanda avviato alla fine degli anni 80 e terminato nel 1993. La riforma deve mobilitare il corpo elettorale, con un'iniziativa di democrazia deliberativa.


Dainelli: ottima la presenza trasversale. Ok Lega. Ci diamo come obiettivo solo la riforma elettorale, o anche altri obiettivi come es. il superamento del bicameralismo perfetto? Per quanto riguarda la procedura, son d'accordo con il referendum proposto da Lanchester. Proviamo anche a coinvolgere i leghisti, ché la nostra legge va anche nel senso federalista. Inoltre, oltre a lavorare per far durare questa legislatura, propongo riduzione o eliminazione del quorum per i referendum.


Barbi: ho aderito alla campagna immediatamente. Siamo ormai a uno scontro tra proporzionalisti e maggioritari. Ok Lega, ma troverei un modo per inserire nella nostra denominazione "maggioritario", perché anche nel sistema tedesco c'è il collegio uninominale. I partitisti sono al lavoro per approntare qualcosa, addirittura si pensa al sistema ungherese. La nostra proposta deve aver uno slancio e un'apertura a tutto il paese e una volta aperta la breccia rischiamo di ritrovarci in una slippery slope, un pendio scivoloso. Allora bisogna andare avanti compatti per evitare che in parlamento "entri un cavallo ed esca un cammello". In USA sulla scheda ci sono i nomi scritti in grassetto e i nomi dei partiti appena visibili.


Germontani: 4 di noi senatori di Futuro e Libertà hanno aderito. Prepariamo conferenza stampa. Ho dubbi sul doppio turno, perché al secondo c'è il rischio astensionismo. Quindi dobbiamo discutere di quale legge adottare. Ok nome Lega, specie per noi eletti al nord e infatti sono anche molto favorevole ad iniziative regionali.


Tonini: due forze si affrontano in parlamento, i pro-porcellum e gli anti-porcellum architettando qualche sistema ungherese, tedesco.. Per riprendere il timore espresso da Barbi, immaginiamo un parlamento in cui a seguito di una riforma, si apra senza la chiarezza di chi è incaricato di formare il governo. Giusto enfatizzare l'aspetto "maggioritario" della Lega, perché anche il Senato è stato uninominale ma su impianto proporzionale. Sono favorevole a coinvolgimento dei cittadini italiani. Una procedura razionale, partecipata e democratica è giusta e dovremmo sostenerla, anche perché l'opinione pubblica è largamente contraria a questa legge attuale, ma non ha chiaro quale direzione imboccare.


Duilio (un elettore): è da 50 anni che son convinto che l'uninominale secco è il miglior sistema. Legame eletto-elettore chiaro. Il meccanismo del vecchio Senato non è Mai stato uninominale. La chiave è focalizzarsi su un singolo tema, come fecero le varie Leghe in passato. Quest'assetto permetter di mantenere una chiarezza e un'efficacia comunicativa, grazie all'unicità del soggetto proposto.



IN PRIMO PIANO







  stampa questa pagina invia questa pagina per mail