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Il paese dei campanelli

29 marzo 2005

di Il Calibano

Lì giace l'amore riposto, la chiave /

del tesoro che sarà un giorno; /

vieni, mano eletta, a cogliere il dono /

e a risvegliare questo mondo addormentato.

William Morris, For the Brian Rose.

 

 

Nel paese dei Campanelli regna la tranquillità. Nessuno scampanellio ha mai turbato la quiete sonnolenta da eterna controra che ricopre le case, le piazze metafisiche, i vicoli inquietanti e le mille chiese. Come nelle fiabe del “c’era una volta” e del “vissero felici e contenti”  sembrerebbe che nulla debba mai cambiare. Ma ecco che lontano, lontano al di là dei monti e al di là del mare un campanellino di nome Terri comincia a suonare, suonare, suonare, suonare.

Quel suono attraversa il mare, i monti e, arrivato nel paese dei Campanelli, scuote dal torpore i sonnolenti abitanti, i giornalisti, le televisioni e i media tutti che si affrettano a scrivere editoriali e mandare in onda servizi che spiegano perché, anche nelle situazioni più drammatiche, la vita sia un dono e perché ogni disabile, anche più grave, anche in stato vegetativo permanente, conservi intatti gli stessi i diritti degli altri abitanti, anzi…qualcuno di più.

Gli abitanti del paese dei Campanelli tirano un sospiro di sollievo e si sentono lontani anni luce dalle barbarie d’oltre oceano.

Confortati dalla loro buona coscienza sciamano soddisfatti lungo i vicoli inquietanti, nelle piazze metafisiche, non prima di aver fatto capolino nelle mille chiese. E’ tardi, nelle case regna il silenzio e si dorme il sonno dei giusti.

Tutto questo accade perché nel felice paese dei Campanelli lo stato vegetativo permanente non esiste nei giorni festivi. Infatti, gli infermieri delle ASL medicano le stomie o i decubiti solo nei giorni lavorativi e, anche l’assistenza domiciliare è limitata ai giorni lavorativi. Nel felice paese dei Campanelli i disabili gravi hanno tutti i diritti meno quello di votare, quello di leggere le novità letterarie o consultare un testo in biblioteca, un testo digitale, s’intende, perché molti disabili avranno pure tutti i diritti, ma non hanno mani per sfogliare un libro.

Nel paese dei Campanelli può accadere che dei disabili, pur avendo tutti i diritti, non possano uscire di casa…forse è meglio così, con l’inquinamento che c’è rischierebbero un malanno che potrebbe accorciargli la vita e, come tutti sanno, la vita nel paese dei Campanelli, è sacra, indisponibile, intangibile. Il papà di Eluana Englaro non la pensa così, ma questa è un’altra storia.

 

 



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