Prendo atto con piacere che anche Sergio Cecotti, sindaco di Udine, abbia deciso di convergere sul progetto di riforma elettorale e istituzionale elaborato per i radicali friulani nel 2002 dal costituzionalista Emilio Colombo e depositato come progetto nello scorso mandato dal consigliere regionale Mario Puiatti.
Per uscire infatti dal tunnel partitocratico dove gli attuali consiglieri regionali si sono ficcati va rilanciata invece l'opzione rappresentata dall'alternativa americana di riforma elettorale.
Noi radicali abbiamo tenuto fermo il timone sulla necessità della riforma americana delle istituzioni (maggioritario secco, presidenzialismo, federalismo).
Per noi, quella resta la strada, e su quel percorso saremmo lieti di poter incontrare Illy e la sua maggioranza.
Vorremmo il Friuli come primo esempio di regione stato all'americana, dove i partiti siano solo due, o al massimo tre (chi vince è eletto, e chi perde va a casa), come accade nei paesi della libertà e della democrazia, dove non vi sono stati fascismi, nazismi e comunismi. Dove sia possibile eleggere, proprio come in America, il governatore o il consigliere regionale per ogni collegio elettorale.
Noi chiediamo ad Illy una scelta chiaramente federalista, presidenzialista e maggioritaria, che apra la strada ad una radicale riforma della politica.
Su questo potremmo anche convergere e sostenere la coalizione che si impegni nella prossima campagna elettorale a proporre di riscrivere lo statuto della regione introducendo la riforma elettorale maggioritaria a turno unico che preveda una doppia investitura diretta da parte dell'elettore: una per l'elezione del governatore ed una per l'elezione diretta dei consiglieri regionali in collegi uninominali di ventimila abitanti.
Certo scegliendo l'alternativa americana Riccardo Illy andrebbe contro gli interessi di bottega dei partiti, dei sindacati e delle corporazioni, ma nello stesso tempo conquisterebbe quel 90% degli elettori, che in occasione dei referendum sul maggioritario, promossi dai radicali, hanno parlato chiaro. Il cittadino ha scelto il principio dell'elezione diretta dove viene messo al centro del sistema l'individuo e le sue responsabilità. Negli Stati Uniti tutti sono eletti, col sistema uninominale, in quanto individui: il pubblico ministero, i consiglieri di quartiere, i deputati, i senatori, il presidente... E ciascuno di loro rappresenta un vero contropotere.
Questo proponiamo a Riccardo Illy, l'intesa su un progetto di Regione-Stato "americana" (con Presidente-Governatore e Deputati-Consiglieri eletti con sistema uninominale maggioritario a turno unico) con fortissime integrazioni di democrazia diretta referendaria sul modello svizzero. Questo è il percorso che può liberare la nostra Regione dalla prospettiva di continuare ad essere una succursale ancora più inefficiente della burocrazia centralista e romana, e insieme assicurare al Friuli Venezia Giulia la possibilità di competere con le altre, così come con gli altri sistemi regionali europei.
Il progetto sarà illustrato e rilanciato al congresso di Radicali Friulani che si terrà a Pordenone domenica 28 gennaio.