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Agora' Agora - 4 aprile 1989
DROGA: TRA RADICALI E PSI LA CONTRAPPOSIZIONE E' POLITICA E IDEALE. MA GLI INSULTI E LE DIFFAMAZIONI DI SOCIALISTI APPARTENGONO ALLO STILE PECORELLIANO.
di Massimo Teodori, vicesegretario del PR

Roma, 4 aprile - N.R. - Ieri Craxi ha rilanciato la sua campagna sulla droga, volta a imporre un' immagine "forte" più che a guadagnare strumenti efficaci. La posta in gioco (illusoria) per i socialisti sono i voti di quegli strati sanfedisti che ritengono che con carabinieri, le manette e, le carceri per i consumatori possa essere affrontato un problema drammatico ma anche di portata immensa che implica potere, danaro e violenza.

Ormai è chiaro che vi è uno scontro tra due posizioni di valore ideale oltre che di portata empirica, per affrontare la questione droga. Da una parte il proibizionismo, cioè la repressione dei deboli, dall'altra l'antiproibizionismo. I socialisti hanno scelto - per immagine, per tattica, per strumentalità, spero, e non per convinzione - la leadership di una frontiera che in altri tempi era dei fascisti; noi radicali stiamo esplorando fino in fondo le ipotesi antiproibizioniste insieme a qualificati esponenti di tre continenti con i quali abbiamo fondato la Lega Internazionale.

Siamo, dunque, socialisti e radicali, avversari politici e fortemente contrapposti per ragioni anche teoriche. La polemica quindi non solo è naturale ma, direi, necessaria. Quel che invece non è consentito è l'insulto, la diffamazione, la insinuazione. Il senatore Casoli si chiede: "da dove arrivi a questi gruppi politici, che si dichiarano poveri, il mare di quattrini necessario per una simile campagna"; l'onorevole Andò dal suo canto allude oscuramente: "c'è chi teme che passata la nuova legge, i loro nomi vengano alla luce. Non vogliono e allora la mettono in politica...".

Di questa affermazioni altro non si può dire che sembrano fatte da tardi epigoni di Pecorelli. E ciò tanto basta a qualificarle.

 
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