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Conferenza Rivoluzione liberale
Donvito Vincenzo - 4 febbraio 2000
VELOCITA' DELL'INFORMAZIONE

COMUNICATO STAMPA DELL'ADUC

Associazione per i diritti degli utenti e consumatori

URL: http://www.aduc.it

mailto aduc.it@aduc.it

Tel.055290606 - 0552302266

THE ECONOMIST BATTE TUTTI SULLA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

ITALIANA SUI REFERENDUM. BRAVURA, POTENZA, O POTERE?

Firenze, 4 Febbraio 2000. L'Aduc fa una rassegna stampa settimanale italiana, europea ed

internazionale (USI&CONSUMI) sulle utenze ed i consumi, monitorando quotidianamente quasi 50

testate in 5 lingue, e ci imbattiamo in diverse notizie, ma stamane siamo saltati sulla seggiola quando

abbiamo letto questo:

Il settimanale The Economist, in edicola stamane molto presto (edizione per l'Italia stampata in

Svizzera), ha un articolo a pag. 32 sulla situazione politica italiana. C'e' anche uno schema con

l'elenco dei 7 referendum ammessi dalla Corte Costituzionale, e nel testo dell'articolo c'e' questa

frase:

"The Constitutional Court ruled on February 3rd that seven of the 21 mooted referendums can be put

to the people, some time between mid-April and mid-June".

Sottolineamo ".... ruled on February 3rd ...... ", dove "ruled" sta per "ha deciso", non per

"decidera'".

I casi sono tre:

IL PRIMO.

The Economist ha sistemi di stampa e distribuzione ignoti ai piu' per la loro velocita' (e' un

settimanale in carta patinata non un fogliaccio che macchia le mani per l'inchiostro ancora fresco),

per cui ieri pomeriggio, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, hanno scritto l'articolo di corsa e

poi sono andati in stampa e distribuzione ...... fino alla nostra edicola stamane alle 7 in piazza della

Repubblica a Firenze, non all'edicola di Fiumicino o Malpensa, magari (poveri Panorama e

L'Espresso, in edicola anche loro stamane, ma con notizie vecchie quanto il cucco .....)

IL SECONDO.

Il settimanale conservatore britannico (quindi tendenzialmente non amico degli amici italiani di

Tony Blair che, sempre in Italia, governano e controllano un po' ovunque) -che nell'articolo in

questione, come sempre quando parla della politica italiana, ci piglia per i fondelli rispetto a

credibilita' e ci tratta alla stregua di un Paese tipo Peru'- ha gole profonde e agganci che la

stampa italiana si sogna .......

IL TERZO.

The Economist ha assoldato chiaroveggenti che funzionano.

Ognuno pensi cio' che gli sembra piu' logico e credibile. Per quanto ci riguarda propendiamo per la

seconda ipotesi: siamo proprio una bella colonia in cui, quelli che nel mondo contano,

possono tutto.

 
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