>. Nonostante il fatto storico, la frase fu interpretata dal Governo cinese come un crimine contro l'unità della madre patria." Shanshan si è appellata inconclusione alla Commissione per i diritti umani affinché essa approvasse una risoluzione di condanna delle violazioni e di sostegno a WEI Jingsheng ed alle migliaia di prigionieri di coscienza in Cina.
COMMISSIONE DIRITTI UMANI/PARLAMENTO EUROPEO
Il 19 aprile su iniziativa dei gruppi parlamentari Alleanza Radicale europea, Verdi e Liberali, sostenuta poi da tutti gli altri gruppi con la sola eccezione del gruppo Unione per l'Europa, il PE ha approvato una risoluzione nella quale invita l'Unione e gli Stati membri a sostenere effettivamente la risoluzione sulle violazioni dei diritti dell'uomo in Cina ed in Tibet presso la Commissione sui Diritti umani delle Nazioni Unite. Il testo della risoluzione approvata dal PE "domanda agli stati membri di mettere in opera tutte le misure diplomatiche e di fare gli sforzi necessari per ottenere il sostegno degli altri membri della Commissione dei Diritti dell'Uomo delle Nazioni Unite affinché una risoluzione sulla situazione dei diritti dell'uomo in Cina e nel Tibet OCCUPATO sia approvata e che tale risoluzione tenga conto dei documenti precedentemente approvati dal PE".
COMMISSIONE DIRITTI UMANI/MANIFESTAZIONI DI DIALOGO IN EUROPA
Lunedi' 22 aprile, vigilia del voto sulla Risoluzione finale alla Commissione sui Diritti Umani di Ginevra, si sono tenute manifestazioni di dialogo organizzate dal Partito Radicale, insieme a numerosi Tibet Support Group ed organizzazioni della dissidenza cinese, di fronte ai Ministeri degli Esteri di Parigi, Bruxelles, Roma, Mosca per procedere sulla via della condanna delle violazioni dei diritti umani in Cina ed in Tibet. In particolare le manifestazioni nelle capitali degli stati membri dell'Unione europea hanno invitato i propri Governi ad utilizzare le ultime ore prima del voto della risoluzione finale per convincere quanti più stati terzi a votare la risoluzione sostenuta dall'Unione europea affinché, per la prima volta, le pesanti violazioni dei diritti dell'uomo in Cina vengano sanzionate dalla Comunità internazionale.
A Parigi circa 300 persone di France-Tibet, Humains Associés, May All Beings Be Happy, hanno partecipato alla manifestazione ed una delegazione di 6 persone si è incontrata col Direttore del Dipartimento Asia-Oceania del Ministero degli Esteri francese. A Roma alcune decine di iscritti al Partito Radicale si sono riuniti di fronte al Palazzo della Farnesina sventolando bandiere tibetane. A Bruxelles hanno partecipato alla manifestazione una trentina di persone ed una delegazione ha incontrato i direttori generali dei Dipartimenti Asia, Diritti Umani e Nazioni Unite.
COMMISSIONE DIRITTI UMANI/IL VOTO DEI PAESI MEMBRI
Il 23 aprile la Commissione vota.
Risultati: 27 SI alla mozione procedurale "No Action"
20 NO
6 astenuti
* Si esprimono per il SI: Algeria; Angola; Bangladesh; Bielorussia; Benin; Bhutan; Camerun; Cina; Costa d'Avorio; Cuba; Egitto; Etiopia; Gabon; Guinea; India; Indonesia; Madagascar; Malesia; Mali; Mauritania; Nepal; Pakistan; Peru; Sri Lanka; Uganda; Ucraina; Zimbabwe.
* Si esprimono per il NO: Australia; Austria; Brasile; Bulgaria; Canada; Cile; Danimarca; Repubblica Dominicana; Equador; El Salvador; Francia; Germania; Ungheria; Italia; Giappone; Malawi; Paesi Bassi; Nicaragua; Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord; Stati Uniti d'America.
* Si astengono dal voto: Colombia; Messico; Filippine; Repubblica di Corea; Federazione Russa; Venezuela.
COMMISSIONE DIRITTI UMANI/DICHIARAZIONE DEL PARTITO RADICALE
Il 24 aprile a seguito della conclusione dei lavori della sessione della Commissione di Ginevra, Olivier Dupuis, segretario del Partito Radicale, ha dichiarato: "La posizione della Cina rappresenta una sfida pericolosissima alle competenze della Commissione sui diritti umani. L'ONU ha fallito nuovamente. L'Unione Europea ha mantenuto la politica di principio sui diritti umani solo nella forma. Nella sostanza ha vinto l'enorme mercato cinese, i finanziamenti e le forniture ad ogni costo ai Paesi in via di sviluppo e i contratti miliardari con i ricchi paesi europei. E' stata una campagna acquisti; poco importa se in Cina lo sviluppo passa anche attraverso i milioni di lavoratori coatti dell'universo lager dei "Laogai", delle centinaia di migliaia di prigionieri politici, dell'uso della tortura e della pena di morte per reati minori, del tentativo di cancellare il Tibet ed i Tibetani dalla carta geografica, delle persecuzioni religiose e del rapimento del Panchen Lama (6 anni). Poco importa... ".
APPELLO A BOUTROS GHALI PERCHE' RICEVA IL DALAI LAMA
In venti giorni l'incremento delle adesioni è stato di 54 firme di parlamentari appartenenti a 9 parlamenti. Siamo quindi a "meno 1553" firme dall'obiettivo delle 2.000 adesioni di parlamentari.
Sono da segnalare nuove adesioni dal parlamento georgiano, macedone, sloveno e basco.
- Totale firme raccolte al 3 aprile: 393
- Totale firme raccolte al 23 aprile: 447
al 21/3 al 3/4 23/4
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Parlamento europeo 114 115 119
Parlamento albanese 30 41 41
Parlamento austriaco 12 12 12
Parlamento basco 0 0 11
Parlamento belga 15 16 16
Parlamento bulgaro 14 14 14
Parlamento ceco 8 8 8
Parlamento croato 5 5 12
Parlamento estone 0 15 15
Parlamento francese 12 16 18
Parlamento georgiano 0 0 7
Parlamento italiano 35 36 36
Parlamento lituano 0 21 21
Parlamento lussemburghese 9 9 9
Parlamento macedone 0 0 3
Parlamento moldavo 0 1 1
Parlamento montenegrino 2 2 2
Parlamento polacco 42 42 42
Parlamento romeno 17 17 17
Parlamento russo 9 9 12
Altri parlam. Fed. russa 2 2 2
Parlamento sloveno 0 0 1
Parlamento svedese 3 3 19
Parlamento ucraino 2 2 2
Parlamento ungherese 7 7 7
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Totali 313 393 447
Ricordiamo che il testo dell'appello sul quale stanno raccogliendo adesioni le Comunità tibetane in Europa, i Tibet Support Group ed il PR, cosi' come i moduli per raccogliere le firme sono disponibili su richiesta in numerose lingue presso la Redazione di "Libertà per il Tibet".
TIBET TELEX
REPUBBLICA CECA/VISITA DEL MINISTRO DEGLI ESTERI CINESE
Il Ministro degli Affari esteri cinese Tchien Tchi-Tchen ha compiuto una visita ufficiale a Praga e si è incontrato il 20 aprile con numerosi ministri della Repubblica Ceca. Una dichiarazione, sottoscritta da numerose organizzazioni, nella quale si ricorda alle istituzioni della Repubblica Ceca di esprimere al ministro cinese la condanna per la violazione dei diritti umani in Cina ed in Tibet ed in particolare per i casi di Wei Jingshengh e del Panchen Lama, è stata diffusa alla stampa nazionale per l'occasione.
REPUBBLICA CECA/MANIFESTAZIONE A PRAGA
Il 20 aprile di fronte al Ministero degli Esteri della Repubblica ceca si è svolta una manifestazione di protesta per la violazione dei diritti umani in Cina ed in Tibet in occasione della visita ufficiale del ministro degli esteri cinese. La manifestazione è stata organizzata dalle seguenti organizzazioni: Centre for the Support of Local Initiatives, Helsinki Citizens Assembly, Radical Party, Czech Centre of International Pen Club, Children of the Earth, Duha Moviment, Movement for Civic Solidarity and Tolerance (HOST), Human Troubles Foundation, Ladronka Foundation, International Society for Human Rights, Tolerance Foundation, S.O.S. Tibet, Society for Sustainable Life. All'arrivo all'aereoporto di Praga il capo della diplomazia cinese ha ricevuto il benvenuto di alcuni attivisti che, travestiti da giornalisti, hanno fatto sventolare due grandi bandiere tibetane; lo stesso fatto è stato ripetuto nella città di Prerov dove cinque persone hanno fatto sventolare le bandiere tibetane nell'albergo dove si stava
no svolgendo gli incontri col ministro degli esteri della RPC.
USA/TIBET DAY
Il Comune e la Contea di PRINCETON hanno proclamato l'11 aprile "Tibet Independence Day", giornata in cui la marcia per il Tibet, partita da Washington D.C. il 10 marzo scorso, ha raggiunto la città americana. Ricordiamo che la marcia si concluderà a New York tra pochi giorni con una manifestazione di fronte al Palazzo di Vetro, sede delle Nazioni Unite.
ITALIA/COMUNE DI SETTIMO TORINESE
Il 2 aprile il gruppo di "Rifondazione Comunista" presso il consiglio comunale di Settimo Torinese ha depositato una interpellanza al Sindaco, che aveva issato la bandiera tibetana il 10 marzo scorso, nella quale viene chiesto se "si rendono conto che il sostegno all'iniziativa del Partito Radicale è un oggettivo appoggio alla politica secessionista del Dalai Lama contro l'unità nazionale cinese, riconquistata dopo una durissima lotta di liberazione dall'invasore giapponese alleato di Hitler e Mussolini". Immediata la risposta di Gianfranco GALLO del PR che, ripetendo una frase del Dalai Lama, ha dichiarato "io credo ancora nell'idea di trasformare il Tibet in una zona smilitarizzata, dotata di autonomia interna, la cui politica estera sia affidata alla Cina". Ai piccoli neo-maoisti di Settimo Torinese non gli auguriamo di visitare un laogai cinese per capire meglio l'unità nazionale cinese....
ITALIA/MANIFESTAZIONE A LUCCA
Mercoledi 17 aprile si è svolta a Lucca una manifestazione organizzata dal Club Pannella "Obiettivo Comune" per protestare contro la visita di una delegazione commerciale cinese alla banca "Cassa di Risparmio" di Lucca ed alla "Holding Casse Toscane". Nel comunicato diffuso alla stampa gli organizzatori hanno protestato contro le violenze compiute sul popolo tibetano e chiesto di verificare se gli affari che si intendevano concludere in Cina da parte delle banche toscane non prevedevano il lavoro dei prigionieri dei "laogai", i famigerati lager cinesi.
FOTO DELLA MANIFESTAZIONE LIBERTA' PER IL TIBET
Venti fotografie della manifestazione "Libertà per il Tibet" di Bruxelles del 10 marzo scorso, realizzate da Lorenzo CEVA, sono disponibili sul Web del Partito Radicale (url http://www/agora/stm/it/pr).