Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
mer 26 feb. 2025
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza Tibet
Partito Radicale Budapest - 25 aprile 1996
LIBERTA' PER IL TIBET/DEMOCRAZIA PER LA CINA-FAX N.20

Bollettino di informazione sulle campagne del Partito Radicale Transnazionale per la libertà del Tibet e per la democrazia in Cina.

"I truly believe that individuals can make a difference in society. Since periods of great change such as the present one come so rarely in human history, it is up to each of us to make the best use of our time to help create a happier world".

S.S. il XIV.mo Dalai Lama, 1992

Numero 20 del 24 aprile 1996

Redazione: Massimo Lensi, Dorottya u. 3.III.em 6. - 1051 Budapest (H) - Tel. +36-1-266.34.86 - 266.09.35 - Fax. 11.87.937 - e-mail M.Lensi@agora.stm.it - WWW-Url: http//:www.agora.stm.it/pr - Telnet: Agora.stm.it

Distribuzione: Alberto Novi - rue Belliard 89 - Rem 508, 1047 Bruxelles (B); tel.+32-2-2304121, fax +32-2-2303670.

Pubblicato in inglese, francese, spagnolo, italiano, ungherese, croato e rumeno.

GINEVRA. UN SOLO COMMENTO: VERGOGNA!

CANCELLATA LA RISOLUZIONE SUI DIRITTI UMANI IN CINA ED IN TIBET PRESENTATA DALL'UNIONE EUROPEA. PASSA LA MOZIONE CINESE CHE IMPEDISCE IL VOTO.

SUBITO MIGLIAIA DI FIRME SULL'APPELLO A BOUTROS GHALI PERCHE' RICEVA IL DALAI LAMA AL PIU' PRESTO.

La Commissione sui Diritti Umani dell'ONU ha quindi deciso di espellere dal dibattito e dal voto conclusivo la risoluzione sui diritti umani in Cina ed in Tibet approvando una mozione procedurale nota come "No Action". La vergognosa decisione di fatto invita la Cina a proseguire nella violazione dei diritti umani e nella negazione delle libertà civili, politiche e religiose senza essere chiamata in causa dalla comunità internazionale.

La decisione è passata per 27 voti contro 20 (6 gli astenuti) accogliendo nei fatti la dichiarazione dell'Ambasciatore cinese Wu Jianmin: "Questa proposta di risoluzione è politicamente motivata, e anche se graziosamente confezionata conferma la sua natura anti-cinese. Ed è diretta non solo contro la Cina, ma anche contro tutti i Paesi in via di sviluppo. Quello che succede oggi alla Cina potrà succedere domani a qualsiasi altro Paese in via di sviluppo".

L'Unione Europea oltre che presentare la risoluzione non si è certo adoperata per costruire un consenso attorno all'azione. Addirittura di fronte alle pressioni della Francia è stata valutata anche la disponibilità a far cadere la risoluzione. Solo all'ultimo momento sono state superate le obiezioni ed i distinguo da parte dei Paesi che alla conferenza di Bangkok avevano ottenuto contratti commerciali per milioni di dollari come l'acquisto di airbus (Francia), treni (Germania) e navi (Ucraina).

Di fronte a questa vergognosa conclusione dei lavori della Commissione di Ginevra dobbiamo rilanciare immediatamente e con maggiore forza le campagne politiche in corso per la libertà in Tibet e per la democrazia in Cina. In particolare e nell'immediato dobbiamo intensificare i nostri sforzi perché l'ONU non continui a lavarsi le mani sulla questione del Tibet. Anche se altre iniziative andranno sicuramente messe in cantiere, possiamo farlo sin d'ora rafforzando la raccolta di adesioni di parlamentari sull'appello al Segretario Generale delle Nazioni Unite perché riceva al più presto il Dalai Lama per avviare con lui quei primi passi verso il negoziato sino-tibetano senza pre-condizioni tra il Governo tibetano in esilio e quello di Pechino. Un appello che per avere la forza necessaria ha bisogno di migliaia di firme di deputati e senatori da tutto il mondo.

Il momento è grave. Non dobbiamo far passare tempo dal vergognoso voto di Ginevra e rispondere subito con tutte le nostre forze a questa vittoria della real-politik.

Buon lavoro!

COMMISSIONE DIRITTI UMANI/INTERVENTO DI WEI SHANSHAN

Il 16 aprile la sorella del dissidente cinese WEI Jingsheng e membro della delegazione del Partito Radicale ai lavori della 52.ma sessione della Commissione sui Diritti Umani della Nazioni Unite è intervenuta all'interno del punto 10 della agenda dei lavori. WEI Shanshan nel suo intervento, commentando la nuova condanna del fratello a quattordici anni di detenzione per "cospirazione ai fini di sovversione", ha ricordato: "Lo ripeto, Signor Presidente, mio fratello, WEI Jingsheng, non è colpevole di nessun crimine. La sua è la voce della coscienza della Cina - democrazia, diritti umani, tolleranza e ragionevolezza - la più importante delle voci nelle società democratiche. (...) Mio fratello è stato giudicato per aver fatto anche semplici constazioni di fatti storici. Cito mio fratello: <>. Nonostante il fatto storico, la frase fu interpretata dal Governo cinese come un crimine contro l'unità della madre patria." Shanshan si è appellata in

conclusione alla Commissione per i diritti umani affinché essa approvasse una risoluzione di condanna delle violazioni e di sostegno a WEI Jingsheng ed alle migliaia di prigionieri di coscienza in Cina.

COMMISSIONE DIRITTI UMANI/PARLAMENTO EUROPEO

Il 19 aprile su iniziativa dei gruppi parlamentari Alleanza Radicale europea, Verdi e Liberali, sostenuta poi da tutti gli altri gruppi con la sola eccezione del gruppo Unione per l'Europa, il PE ha approvato una risoluzione nella quale invita l'Unione e gli Stati membri a sostenere effettivamente la risoluzione sulle violazioni dei diritti dell'uomo in Cina ed in Tibet presso la Commissione sui Diritti umani delle Nazioni Unite. Il testo della risoluzione approvata dal PE "domanda agli stati membri di mettere in opera tutte le misure diplomatiche e di fare gli sforzi necessari per ottenere il sostegno degli altri membri della Commissione dei Diritti dell'Uomo delle Nazioni Unite affinché una risoluzione sulla situazione dei diritti dell'uomo in Cina e nel Tibet OCCUPATO sia approvata e che tale risoluzione tenga conto dei documenti precedentemente approvati dal PE".

COMMISSIONE DIRITTI UMANI/MANIFESTAZIONI DI DIALOGO IN EUROPA

Lunedi' 22 aprile, vigilia del voto sulla Risoluzione finale alla Commissione sui Diritti Umani di Ginevra, si sono tenute manifestazioni di dialogo organizzate dal Partito Radicale, insieme a numerosi Tibet Support Group ed organizzazioni della dissidenza cinese, di fronte ai Ministeri degli Esteri di Parigi, Bruxelles, Roma, Mosca per procedere sulla via della condanna delle violazioni dei diritti umani in Cina ed in Tibet. In particolare le manifestazioni nelle capitali degli stati membri dell'Unione europea hanno invitato i propri Governi ad utilizzare le ultime ore prima del voto della risoluzione finale per convincere quanti più stati terzi a votare la risoluzione sostenuta dall'Unione europea affinché, per la prima volta, le pesanti violazioni dei diritti dell'uomo in Cina vengano sanzionate dalla Comunità internazionale.

A Parigi circa 300 persone di France-Tibet, Humains Associés, May All Beings Be Happy, hanno partecipato alla manifestazione ed una delegazione di 6 persone si è incontrata col Direttore del Dipartimento Asia-Oceania del Ministero degli Esteri francese. A Roma alcune decine di iscritti al Partito Radicale si sono riuniti di fronte al Palazzo della Farnesina sventolando bandiere tibetane. A Bruxelles hanno partecipato alla manifestazione una trentina di persone ed una delegazione ha incontrato i direttori generali dei Dipartimenti Asia, Diritti Umani e Nazioni Unite.

COMMISSIONE DIRITTI UMANI/IL VOTO DEI PAESI MEMBRI

Il 23 aprile la Commissione vota.

Risultati: 27 SI alla mozione procedurale "No Action"

20 NO

6 astenuti

* Si esprimono per il SI: Algeria; Angola; Bangladesh; Bielorussia; Benin; Bhutan; Camerun; Cina; Costa d'Avorio; Cuba; Egitto; Etiopia; Gabon; Guinea; India; Indonesia; Madagascar; Malesia; Mali; Mauritania; Nepal; Pakistan; Peru; Sri Lanka; Uganda; Ucraina; Zimbabwe.

* Si esprimono per il NO: Australia; Austria; Brasile; Bulgaria; Canada; Cile; Danimarca; Repubblica Dominicana; Equador; El Salvador; Francia; Germania; Ungheria; Italia; Giappone; Malawi; Paesi Bassi; Nicaragua; Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord; Stati Uniti d'America.

* Si astengono dal voto: Colombia; Messico; Filippine; Repubblica di Corea; Federazione Russa; Venezuela.

COMMISSIONE DIRITTI UMANI/DICHIARAZIONE DEL PARTITO RADICALE

Il 24 aprile a seguito della conclusione dei lavori della sessione della Commissione di Ginevra, Olivier Dupuis, segretario del Partito Radicale, ha dichiarato: "La posizione della Cina rappresenta una sfida pericolosissima alle competenze della Commissione sui diritti umani. L'ONU ha fallito nuovamente. L'Unione Europea ha mantenuto la politica di principio sui diritti umani solo nella forma. Nella sostanza ha vinto l'enorme mercato cinese, i finanziamenti e le forniture ad ogni costo ai Paesi in via di sviluppo e i contratti miliardari con i ricchi paesi europei. E' stata una campagna acquisti; poco importa se in Cina lo sviluppo passa anche attraverso i milioni di lavoratori coatti dell'universo lager dei "Laogai", delle centinaia di migliaia di prigionieri politici, dell'uso della tortura e della pena di morte per reati minori, del tentativo di cancellare il Tibet ed i Tibetani dalla carta geografica, delle persecuzioni religiose e del rapimento del Panchen Lama (6 anni). Poco importa... ".

APPELLO A BOUTROS GHALI PERCHE' RICEVA IL DALAI LAMA

In venti giorni l'incremento delle adesioni è stato di 54 firme di parlamentari appartenenti a 9 parlamenti. Siamo quindi a "meno 1553" firme dall'obiettivo delle 2.000 adesioni di parlamentari.

Sono da segnalare nuove adesioni dal parlamento georgiano, macedone, sloveno e basco.

- Totale firme raccolte al 3 aprile: 393

- Totale firme raccolte al 23 aprile: 447

al 21/3 al 3/4 23/4

-----------------------------------------------------------

Parlamento europeo 114 115 119

Parlamento albanese 30 41 41

Parlamento austriaco 12 12 12

Parlamento basco 0 0 11

Parlamento belga 15 16 16

Parlamento bulgaro 14 14 14

Parlamento ceco 8 8 8

Parlamento croato 5 5 12

Parlamento estone 0 15 15

Parlamento francese 12 16 18

Parlamento georgiano 0 0 7

Parlamento italiano 35 36 36

Parlamento lituano 0 21 21

Parlamento lussemburghese 9 9 9

Parlamento macedone 0 0 3

Parlamento moldavo 0 1 1

Parlamento montenegrino 2 2 2

Parlamento polacco 42 42 42

Parlamento romeno 17 17 17

Parlamento russo 9 9 12

Altri parlam. Fed. russa 2 2 2

Parlamento sloveno 0 0 1

Parlamento svedese 3 3 19

Parlamento ucraino 2 2 2

Parlamento ungherese 7 7 7

-----------------------------------------------------------

Totali 313 393 447

Ricordiamo che il testo dell'appello sul quale stanno raccogliendo adesioni le Comunità tibetane in Europa, i Tibet Support Group ed il PR, cosi' come i moduli per raccogliere le firme sono disponibili su richiesta in numerose lingue presso la Redazione di "Libertà per il Tibet".

TIBET TELEX

REPUBBLICA CECA/VISITA DEL MINISTRO DEGLI ESTERI CINESE

Il Ministro degli Affari esteri cinese Tchien Tchi-Tchen ha compiuto una visita ufficiale a Praga e si è incontrato il 20 aprile con numerosi ministri della Repubblica Ceca. Una dichiarazione, sottoscritta da numerose organizzazioni, nella quale si ricorda alle istituzioni della Repubblica Ceca di esprimere al ministro cinese la condanna per la violazione dei diritti umani in Cina ed in Tibet ed in particolare per i casi di Wei Jingshengh e del Panchen Lama, è stata diffusa alla stampa nazionale per l'occasione.

REPUBBLICA CECA/MANIFESTAZIONE A PRAGA

Il 20 aprile di fronte al Ministero degli Esteri della Repubblica ceca si è svolta una manifestazione di protesta per la violazione dei diritti umani in Cina ed in Tibet in occasione della visita ufficiale del ministro degli esteri cinese. La manifestazione è stata organizzata dalle seguenti organizzazioni: Centre for the Support of Local Initiatives, Helsinki Citizens Assembly, Radical Party, Czech Centre of International Pen Club, Children of the Earth, Duha Moviment, Movement for Civic Solidarity and Tolerance (HOST), Human Troubles Foundation, Ladronka Foundation, International Society for Human Rights, Tolerance Foundation, S.O.S. Tibet, Society for Sustainable Life. All'arrivo all'aereoporto di Praga il capo della diplomazia cinese ha ricevuto il benvenuto di alcuni attivisti che, travestiti da giornalisti, hanno fatto sventolare due grandi bandiere tibetane; lo stesso fatto è stato ripetuto nella città di Prerov dove cinque persone hanno fatto sventolare le bandiere tibetane nell'albergo dove si stava

no svolgendo gli incontri col ministro degli esteri della RPC.

USA/TIBET DAY

Il Comune e la Contea di PRINCETON hanno proclamato l'11 aprile "Tibet Independence Day", giornata in cui la marcia per il Tibet, partita da Washington D.C. il 10 marzo scorso, ha raggiunto la città americana. Ricordiamo che la marcia si concluderà a New York tra pochi giorni con una manifestazione di fronte al Palazzo di Vetro, sede delle Nazioni Unite.

ITALIA/COMUNE DI SETTIMO TORINESE

Il 2 aprile il gruppo di "Rifondazione Comunista" presso il consiglio comunale di Settimo Torinese ha depositato una interpellanza al Sindaco, che aveva issato la bandiera tibetana il 10 marzo scorso, nella quale viene chiesto se "si rendono conto che il sostegno all'iniziativa del Partito Radicale è un oggettivo appoggio alla politica secessionista del Dalai Lama contro l'unità nazionale cinese, riconquistata dopo una durissima lotta di liberazione dall'invasore giapponese alleato di Hitler e Mussolini". Immediata la risposta di Gianfranco GALLO del PR che, ripetendo una frase del Dalai Lama, ha dichiarato "io credo ancora nell'idea di trasformare il Tibet in una zona smilitarizzata, dotata di autonomia interna, la cui politica estera sia affidata alla Cina". Ai piccoli neo-maoisti di Settimo Torinese non gli auguriamo di visitare un laogai cinese per capire meglio l'unità nazionale cinese....

ITALIA/MANIFESTAZIONE A LUCCA

Mercoledi 17 aprile si è svolta a Lucca una manifestazione organizzata dal Club Pannella "Obiettivo Comune" per protestare contro la visita di una delegazione commerciale cinese alla banca "Cassa di Risparmio" di Lucca ed alla "Holding Casse Toscane". Nel comunicato diffuso alla stampa gli organizzatori hanno protestato contro le violenze compiute sul popolo tibetano e chiesto di verificare se gli affari che si intendevano concludere in Cina da parte delle banche toscane non prevedevano il lavoro dei prigionieri dei "laogai", i famigerati lager cinesi.

FOTO DELLA MANIFESTAZIONE LIBERTA' PER IL TIBET

Venti fotografie della manifestazione "Libertà per il Tibet" di Bruxelles del 10 marzo scorso, realizzate da Lorenzo CEVA, sono disponibili sul Web del Partito Radicale (url http://www/agora/stm/it/pr).

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail