di Sergio A. Rossi
Il Sole 24-ore, 26 aprile 1996, pag.4
Eltsin, in visita nella capitale cinese, firma un patto di »partnership strategica contro gi Usa. Sottoscritti 14 accordi economici - La Russia concede un maxicredito e fornisce centrali nucleari.
Pechino - La Cina dovrebbe partecipare quest'anno ai negoziati di Ginevra per la conclusione del Trattato tra le grandi potenze atomiche sul bando completo degli esperimenti nucleari. Lo ha detto ieri il presidente russo Boris Eltsin nella conferenza stampa congiunta con il leader cinese Jiang Zemin tenuta subito dopo la firma dei documenti finali del quarto vertice russo-cinese. »Abbiamo concordato che la controparte cinese aderirà alla decisione del G-8 sulla sicurezza nucleare, già approvata a Mosca, di effettuare trattative quest'anno e firmare un trattato sulla proibizione completa dei test nucleari .
La notizia, che rappresenterebbe da sola un vistoso successo politico e diplomatico per Eltsin, è stata però ridimensionata più tardi dal portavoce cinese, il quale pur senza smentire il leader russo ha riaffermato la vecchia posizione di Pechino. In linea di principio, la Cina è a favore di un bando completo »che rispecchi gli interessi di tutti i Paesi e, come dice la dichiarazione politica congiunta appena firmata, »Russia e Cina si sforzeranno di cooperare con gli altri Paesi per concludere al più presto possibile il trattato sul bando atomico completo . Ma proprio per questo prima di aderirvi, il portavoce ha precisato che Pechino vuole continuare gli esperimenti atomici »a uso pacifico , in altre parole dovrebbe in ogni caso effettuare due test nucleari sotterranei nel 1996. Gli esperti ritengono infatti che i fisici e i militari cinesi non abbiano ancora sviluppato, come gli Stati Uniti e la Russia, le tecnologie necessarie per la verifica e la manutenzione delle testate nucleari senza dover proceder
e di tanto in tanto a effettive esplosioni atomiche.
Eltsin ritornerà a Mosca con un telefono rosso in più sulla sua scrivania, quello della linea diretta con il presidente cinese; ma il suo viaggio ha soprattutto battezzato un nuovo asse tra Mosca e Pechino, che si sono impegnate a sviluppare nel prossimo secolo »una partnership strategica paritaria, di fiducia e coordinamento reciproco . Ciò significa, oltre a non puntare più i rispettivi missili atomici l'uno contro l'altro, e all'impegno già preso nel 1994 a non essere i primi a usare armi nucleari, la continuazione dei colloqui per ridurre le rispettive forze militari nelle zone di confine, e assumere in ogni caso una struttura chiaramente difensiva. In secondo luogo, il leader del Cremlino ha ottenuto, sempre nelle sue parole, che »il presidente cinese Jiang Zemin appoggi categoricamente la nostra posizione secondo la quale l'espansione della Nato verso i confini della Russia è inaccettabile. E nel comunicato congiunto si parla di »un mondo lontano dall'essere tranquillo, dove egemonismo, politica di pot
enza e ripetuta imposizione di pressioni su altri Paesi sono continuati, e la politica dei blocchi ha assunto nuove dimensioni . E' implicito in questo l'attacco al recente accordo militare stretto tra Tokio e Washington, e già condannato dalla Cina. Intanto la Russia conferma il rispetto della posizione cinese sul Tibet e Taiwan, impegnandosi a non avere rapporti "ufficiali" con questo Governo. In cambio, la Cina comprende »gli sforzi per mantenere l'integrità territoriale della federazione russa e considera la Cecenia un affare interno di Mosca.
Tra i quattordici accordi firmati ieri, che rappresentano nelle parole dei due presidenti »un salto di qualità tra i rispettivi Paesi , cìè da notare sul piano economico la conferma del finanziamento russo di 2,5 miliardi di dollari per la costruzione di centrali nucleari e termiche in Cina con forniture esclusive di tecnologie di Mosca. Eltsin ha detto che nei prossimi anni il commercio fra i due Paesi dovrebbe passare da 5 a 20 miliardi di dollari all'anno, e anche il futuro accordo per la delimitazione finale dei confini garantirà l'uso economico congiunto delle zone che rimarranno dall'una o dall'altra parte della frontiera russo-cinese. Oggi infine Eltsin parte per Shanghai dove firmerà uno storico accordo con i presidenti di Cina, Kazakhstan, Kirghizistan e Tagikistan sulla sicurezza ai confini comuni dei cinque Paesi con una serie di misure per accrescere le fiducia.
ASSE TRA MOSCA E PECHINO
di Sergio A. Rossi
Il Sole 24-ore, 26 aprile 1996, pag.4