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Conferenza Tibet
Donvito Vincenzo - 25 maggio 1996
Gentile Piero
prendo atto che a contestazioni politiche rispondi con ipotesi sulla sanità mentale di chi interloquisce. Un metodo bizzarro, che mi ricorda gli ospedali psichiatrici trasformati in prigioni per dissidenti, e che, sincerametne, non credevo facessero parte del tuo bagaglio interlocutorio. Ma ognuno è quello che può.

Comunque ricordo alcuni particolari non indifferenti della visita del Dali Lama in Toscana.

Pisa. Come Partito radicale abbiamo chiesto di mettere un nsotro tavolino con bandiere e cartoline per la liberazione del Panchem all'interno dell'aula magna dove si svolgeva l'incontro. La risposta è stata negativa.

Abbiamo chiesto di metterlo all'esterno e la risposta è stata altrettanto negativa: le forze dell'ordine (udite udite) hanno sostenuto che la nostra presenza poteva essere elemento di turbativa per l'ordine pubblico, ijh partioclare perchè da parte del comitato organizzatore non era caldeggiata la nostra presenza.

Ma noi siamo testardi. Siamo entrati in circa 15 persone nell'Aula magna, con inviti da studenti o giù di lì e abbiam osventolato le banidere del Tibet. Al Dalai non era possibile rivolgere delel domande dirette, ma bisognava formularle per scritto e darle al signor X dell'organizzazione che poi provvedeva a tradurle in tibetano. Siccome non ci fidiamo, abbiamo chiesto di formularne noi direttamente in lingua inglese, ma ci è stato fatto presente che il cerimoniale non lo prevedeva. Abbiamo quindi formulato una domanda scritta sulla campagna in atto per la liberazione del Panchem. La nostra domanda non è stata girata al Dalai ..... e stendo un velo sulel cazzate grandi come una casa che invece sono state chieste .... del tipo "che ne pensa della Cina?".

Pomaia. Abbiamo chiesto di mettere un nostro tavolino dentro o subito fuori dell'ingresso della Comunità per distribuire bandiere e cartoline del Panchem. La richeista ha avuto esito negativo, sempre da parte dell'organizzazione "laica" e non quella religiosa. A qualcuno di noi che, individualmente, ha gentilmente chiesto di poter entrare e nel luoghi non di culto e non di emditazione distribuire un po' di cartoline a mano, è stato risposto negativamente.

Questi sono fatti e circostanze precise. valuta te se sono degne di analisi psichiatrica, visto che hai capacità di discernere in materia.

Io faccio politica, non altro, per lo meno in questo caso.

Firenze. Coloro che sono il tuo riferimento qui a Firenze, in diverse occasioni -non ultima quella in cui abbiamo manifestato insieme al Dopolavoro ferroviario lo scorso 5 maggio- hanno ribadito che non vogliono avere niente a che fare con il Partito radicale.

E questi continuano ad essere fatti.

Fatti gravi per chi conduce una politica di alleanze ad ogni livvelo per una causa che coinvolge gli assetti e gli equilibri più delicti della politica imperialista mondiale della Cina. Roba da "polli di Sergio" di manzoniana memoria, me ne rendo conto. Ma che tu non contribuisci a chiarire e a risolvre ma che alimenti gettando ancora legna sul fuoco.

Mi auguro che l'incidente si chiuda qui, almeno quello della tua scortesia. Perchè rimane comunque la gravità egli episodi che ho ricordato, tutt'altro che positivi.

 
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