Caro Paolo,
innanzitutto grazie per il tono pacato e amichevole del tuo intervento di cui condivido molte cose, specialmente le annotazioni relative al tuo modo laico di militare nel P.R. Consentimi di risponderti, con tono altrettanto amichevole e pacato, ad alcune cose. Cominciamo dalla fine. Quello che ho scritto riguardo alla organizzanda manifestazione del PR sul Tibet con relativa esclusione di Italia-Tibet è esattamente quello che mi è stato riferito da una giovane tibetana che non sa nulla degli 'scazzi' che ci dividono in questi giorni ed è persona di assoluta fiducia. Non credo di aver avuto alcuna caduta di stile parlando di Karma, dal momento che lei è molto più seccata di me da questa faccenda (marginale quanto vuoi ma sia pure indicativa di un clima) ed è proprio lei che ha insistito perchè ne parlassi. Telefonare per credere. Tu dici che io ho dei complessi... verissimo! Di alcuni sono consapevole ma chissà quanti altri ne ho di cui non sono consapevole. Solo Donvido può pensare che non si abbiano comples
si e nevrosi. Ma per quanti complessi e nevrosi io abbia non penso certo, puoi credermi sulla parola, che "... tutti, ma proprio tutti stiano ad occuparsi di come togliere la voce a te o a Karma". Penso solo quello che mi è stato riferito da una persona, ripeto all'oscuro di ogni nostro 'scazzo' e assolutamente degna di fede. Un episodio marginale, lo ripeto, ma indicativo di un clima psicologico, spero proprio non di tutto il PR, ma di qualcuno certo sì.
Radio Radicale. Come tu sai bene, e come sanno tutti coloro che mi conoscono, sono un acceso sostenitore di Radio Radicale oltre che un RadioRadicale dipendente. Ritengo che il servizio che questa radio rende al Paese è incommensurabile, non solo ovviamente riguardo al Tibet, ed ho votato nel proporzionale Lista Pannella (turandomi il naso e nonostante la siderale distanza politica che mi separa dalle scelte politiche di questa lista) solo perchè con quel voto speravo di votare Radio Radicale, speravo di contribuire alla vita di Radio Radicale, la cui esistenza accresce la qualità della mia vita. Quindi non era certo mia intenzione criticare Radio Radicale. Mi sono limitato, specificando subito dopo che poteva benissimo essere un caso, a sottolineare di non essere più contattato da alcune settimane per la trasmissione sul Tibet del lunedì pomeriggio. Non sapevo, essendo stato fuori Milano per oltre 20 giorni consecutivi, che la trasmissione era terminata. Me ne dispiace, ma sono convinto che tu e Marina, i v
eri artefici di una trasmissione che è stata così importante per far conoscere il problema Tibet a un vasto pubblico (il mio apporto è stato del tutto marginale), saprete trovare nuovi spazi, altrettanto validi, per parlare di Tibet a Radio Radicale.
Ancora sul Bollettino. Francamente non mi sembrava così importante non aver messo la pagina esplicativa sulla manifestazione del 10 marzo (comparsa invece sul Bollettino stampato che va ai soci di Italia-Tibet) che non era su dischetto, dal momento che credo tutti, ma proprio tutti, i lettori di Agorà sappiano come stanno le cose. In ogni caso ritengo che sarebbe stato possibile (ed io ne sarei stato veramente felice) spiegare cosa era successo se mi si fosse stato chiesto, magari con una telefonata o tramite la posta elettronica, ragione dell'accaduto in termini un po' meno polemici e sgradevoli di quanto non sia stato fatto pubblicamente.
L'udienza del PR con il Dalai Lama. Confermo che l'impressione che abbiamo avuto è che sia stato il PR a chiedere, se ricordo bene con una telefonata di Olivier Dupuis, alla signora Chundag Koren un incontro separato con il Dalai Lama. Se nella concitazione di quei giorni ho avuto una impressione errata me ne dispiaccio ma, francamente, non mi pare molto probabile. Il problema, Paolo, non è di tenere in ostaggio i rappresentanti del Dalai Lama; ma se esiste, come esiste, un comitato che ha la responsabilità di definire l'agenda del Dalai Lama è a quel comitato che si deve far riferimento. Per motivi squisitamente organizzativi, in caso contrario è il casino totale. Questo vale per l'agenda politica così come per gli incontri culturali, le interviste giornalistiche etc. Solo questo e niente di più. Ti assicuro che nè il comitato nè tantomeno l'Associazione Italia-Tibet vogliono tenere in ostaggio i rappresentanti del Dalai Lama (come del resto questi sanno benissimo, altrimenti non ci darebbero la fiducia che
ci danno). Comunque, questioni formali a parte, io sono stato assolutamente favorevole all'incontro separato del PR con il Dalai Lama sulla base del fatto che il PR non è un partito nazionale ed ero in totale sintonia con la signora Koren a questo proposito.
Infine sulle slealtà commesse dalle organizzazioni per il Tibet. Per quanto riguarda Italia-Tibet abbiamo sempre collaborato con lealtà e con convinzione con il PR. Per questo ci siamo anche 'beccati' (noi Italia-Tibet ed io personalmente, essendo stato per anni iscritto al PR e avendo sempre rivendicato pubblicamente con orgoglio questa iscrizione -cosa che pare divertire tanto Donvito-) ruvide e sovente acide critiche di subalternità e di appiattimento sulle posizioni del PR. Ti ricordo, tanto per citare un episodio fra i tanti, che all'interno del famoso Comitato per la visita del Dalai Lama ci fu chi tentò di impedire a Italia-Tibet di organizzare gli incontri politici del Dalai Lama sostenendo che affidare a noi tale 'onore ed onere' voleva dire affidarlo al PR tout-court. In ogni caso, tornando alla 'slealtà'... da questo punto di vista, a parte qualche episodio marginale di incomprensione dovuto alla fretta con cui si deve sempre lavorare, non credo noi si abbia nulla da rimproverarci.
Caro Paolo grazie ancora per la qualità del tuo intervento... il mio, purtroppo, è molto più banale. Ma la stima, l'affetto e la simpatia sono le stesse.
Con la tenerezza di sempre,
Piero Verni