"....Spesso si ignora, inoltre, che la presenza dei monaci tibetani in Europa e in America è dovuta in primo luogo alla fatalità della storia, che li ha costretti a subire la violenza e l'esilio. Eppure, per ragioni inesplicabili, il genocidio tibetano passa in secondo piano, è ricordato distrattamente. Il libro di Piero Verni, "Dalai Lama", biografia autorizzata dal capo spirituale tibetano, pubblicata da Jaca Book nel 1990 e ristampata quest'anno, ha il pregio di rimarcare quanto la mentalità corrente mostra di sottovalutare. Il ben documentato lavoro racconta le vicende politiche del Tibet e di Tenzin Gyatso, descrivendo con lucidità la straziante esperienza politica, cultruale e umana del popolo tibetano.D'altro canto, i buddhisti - in particolar modo i tibetani - non esercitano il proselitismo. Il Dalai Lama oggi è considerato un leader spirituale internazionale, la sua parola è accolta con favore in ogni parte del globo. Ciononostante, due anni fa, nel corso di due giornate di insegnamenti nel centro buddhista di Pomaia, Sua Santità il Dalai Lama ha di nuovo consigliato agli occidentali di professare, se possibile, la propria religione tradizionale. Ma in caso contrario - aggiungiamo timidamente - è bene approfondire l'argomento attraverso letture specifiche, prima di buttarsi a capofitto...".
La Gualdana recensisce poi due libri:
J.W. Hayward e F.,J. Varela, <>, Neri Pozza editore, Vicenza 1998, pagg. 314, L. 35.000;Lama Surya Das, <>, Arnoldo Mondadori editore, Milano 1998, pagg. 378, L. 33.000.