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Conferenza Partito radicale
Cicciomessere Roberto - 26 aprile 1990
Referendum
Sono ormai molti anni che denunciamo l'abrogazione, di fatto, dell'istituto referendario.

Ha iniziato la Corte costituzionale con una serie di sentenze di non ammissibilità letteralmente scandalose. Basti pensare ai passati referendum sulla caccia dichiarati per ben due volte inammissibili. Eppure la Costituzione non lascia margini alla discrezione quando prevede che non sono ammessi referendum "per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali". Nonostante ciò la Corte si è arrogato il diritto di annullare milioni di firme sulla base di semplici calcoli politici.

Ha proseguito il Parlamento intervenendo sulle leggi oggetto di referendum, quando il corretto rapporto fra due poteri dello Stato, quello parlamentare e quello referendario, escluderebbero qualsiasi forma di sovrapposizione e di prevaricazione. Inutilmente abbiamo sostenuto a questo proposito che il Parlamento, in presenza di una richiesta referendaria, dovrebbe astenersi dal legiferare sulla legge oggetto della consultazione popolare, almeno in tempi prossimi alla data di svolgimento del referendum.

Infine, anche quando per Loro gentile concessione i referendum si sono potuti svolgere, Il Parlamento ha vanificato il voto popolare legiferando in direzione esattamente contraria all'esito del referendum. E' il caso del referendum sulla responsabilità dei giudici che ha visto il Parlamento approvare una legge che ha reso praticamente impossibile perseguire un giudice che ha danneggiato volontariamente un cittadino.

Perché stupirsi quindi del comportamento della Camera sulle leggi relative alla caccia e ai pesticidi. Con l'ultima modifica del regolamento non è poi neppure concepibile l'ostruzionismo parlamentare o comunque qualsiasi forma di resistenza. La maggioranza può stabilire il giorno in cui si voterà una legge, a prescindere dal dibattito parlamentare e dagli emendamenti presentati. La vicenda della legge sulla caccia dimostra anche quanto sia forte e potente la lobby dei cacciatori e dei produttori di armi. Sono riusciti ad imporre la modifica nel chiuso della commissione, con l'aperta complicità del Pci e del Psi che pur avevano sostenuto il referendum.

Ma la vanificazione dell'istituto referendario è solo la punta di quell'iceberg costituito dal generale degrado delle istituzioni repubblicane.

 
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