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Cicciomessere Roberto - 8 febbraio 1991
(3) LA "POISON GAS CONNECTION"

I fornitori occidentali di armi e tecnologie non-convenzionali

all'Iraq e alla Libia

Rapporto speciale redatto da

Kenneth R. Timmerman per conto del Simon Wiesenthal Center

A. L'odierna produzione di armi chimiche.

La capacità di produzione di armi chimiche dell'Iraq e le riserve di agenti chimici sono talmente vaste da superare quelle di tutti gli altri paesi del Medio Oriente messe insieme. E' senz'altro possibile che l'Iraq sia attualmente il maggior produttore di armi chimiche del mondo. I suoi depositi di armi e di agenti chimici sono solo al terzo posto dopo quelli dell'URSS e degli Stati Uniti, i soli altri paesi del mondo che hanno denunciato i propri depositi di armi chimiche.

Una recente stima dell'intelligence francese individua tre centri principali di produzione di armi chimiche in Iraq, situati nei pressi delle città di Samarra, Fallujah e Akashat. I principali depositi si trovano attualmente a nor di Fao, in un laboratorio militare presso la base aerea di Balad, a nord di Bagdad, e in magazzini sotterranei presso la città santa di Kerbala. Gli stabilimenti di produzione, progettati, costruiti e attrezzati da ditte occidentali - per la maggior parte tedesche - producono ora tra 1.400 e 2.500 tonnellate di agenti per armi chimiche l'anno, tra cui l'iprite, la ciananide, il somar, il sarin e il tabun. (7)

Ma anche questa preoccupante stima può essere inferiore alla realtà. Il giornale Der Spiegel ha riferito di recente (8) che una ditta tedesca, la W.E.T.GmbH, ha costruito linee di produzione di gas nervino Tabun e Sarin a Fallujah (indicate nei documenti contrattuali come Progetto 33/85) capaci di produrre 17,6 tonnellate al giorno di gas nervino. In 300 giorni di produzione effettiva, questo solo impianto è stato perciò in grado di produrre 5.280 tonnellate di gas nervino l'anno, più del doppio della stima massima avanzata dai francesi circa l'intera produzione annua di agenti di armi chimiche dell'Iraq!

Gli agenti dei servizi segreti statunitensi indicano inequivocabilmente l'Iraq come "il più esperto paese del mondo" per quel che riguarda la produzione e l'impiego di armi chimiche. Le stesse fonti, parlando a Parigi nel corso di interviste rilasciate nel corso della Conferenza sulle Armi Chimiche, hanno fatto presente che gli iracheni "hanno risolto il problema della produzione e sanno come caricare le munizioni". Quindi essi sono usciti dalla Guerra del Golfo con maggiore esperienza degli Stati Uniti e dell'Unione Sovietica" in tutti gli aspetti della guerra chimica. Esse hanno altresì dichiarato che gli Stati Uniti hanno individuato sette stabilimenti di produzione completamente dediti alla produzione di armi chimiche in Iraq.(9)

Gli stabilimenti militari iracheni sono ora in grado di riempire una ampia gamma di munizioni con agenti chimici, servendosi di speciali macchine utensili acquistate sul mercato europeo. Durante la guerra con l'Iran, l'Iraq ha fornito ampie prove della sua capacità di lancio di armi chimiche dagli aerei da combattimento e da vari apprestamenti al suolo. I veicoli per il trasporto e il lancio conosciuti comprendono i bombardieri pesanti a largo raggio Tu-16 e TU-22; gli apparecchi d'attacco SU-22 e Mirage F1 EQ5; i caccia MiG 29; i razzi aria-terra; le bombe di gravità; i serbatoi dispensatori sganciati in volo; i serbatoi dispensatori montati su autocarri o su elicotteri; i mortai da 122, 152 e 155 mm.; i sistemi di lancio di razzi multipli a largo raggio (il sistema fornito di gittata da 50 a 100 chilometri Ababil, elaborato congiuntamente dall'Iraq e dalla Jugoslavia).

Pur non esistendo ancora la prova precisa che l'Iraq sia riuscito a creare testate chimiche per i propri missili balistici a medio raggio, non vi è dubbio che questa sia una delle principali priorità dell'Iraq. La valutazione dei servizi segreti francesi sopra ricordata prevede che ciascuno SCUD B fornito di testata chimica fornita di un agente volatile è capace di contaminare un'area di 100 ettari all'atto dell'esplosione. L'impiego di un agente persistente aumenterebbe la capacità letale a 150-250 ettari.

L'Iraq ha anche cominciato a creare armi biologiche a Salman Pak, laboratorio di ricerca batteriologica situato lungo il fiume Tigri a 17 chilometri a sud di Bagdad. Il telegiornale dell'NBC l'11 aprile 1990 riferiva che l'Iran aveva ottenuto ceppi di carbonchio ematico, di tifo e di colera che potevano essere racchiusi in munizioni biologiche, e citava una azienda statunitense, l'Atlanta Centers for Disease Control che aveva effettuato tre spedizioni di virus della febbre del Nilo occidentale al Salman Pak nel 1985.(10) I giornali tedeschi sostengono che una piccola ditta tedesca di Neustadt am Rubenberge, la Josef Kun ha consegnato piccoli quantitativi (da 100 milligrammi ciascuno) delle mortali micotossine TH-2 e T-2. (11).

 
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