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Cicciomessere Roberto - 8 febbraio 1991
(6) LA "POISON GAS CONNECTION"

I fornitori occidentali di armi e tecnologie non-convenzionali

all'Iraq e alla Libia

Rapporto speciale redatto da

Kenneth R. Timmerman per conto del Simon Wiesenthal Center

D. Karl Kolb e i "Segreti di Samarra"

Il principale complesso iracheno per la produzione di armi chimiche è situato su un terreno di 25 chilometri quadrati nel deserto, 120 chilometri a nord di Bagdad, presso la città santa di Samarra. Lo stabilimento è sorto sotto gli auspici dello "State Establishment for the Production of Pesticides" (SEPP) ed è diretto da un certo Dr. Al Aui. Un documentario della rubrica "Panorama" della BBC andato in onda il 27 ottobre 1986, ha fornito ampi dettagli sul complesso, compresa una foto presa dal satellite SPOT. E' stato riferito che uno stabilimento separato per la fabbricazione di armi chimiche è stato ultimato nel 1988 in un nuovo sito appena a nord di Samarra.(24)

I "segreti di Samarra" - tale era il titolo del documentario della BBC - erano del tipo che tutti conoscono, ma per i quali nessuno fà nulla.

Per lo stabilimento di "pesticidi" di Samarra, costruito da un consorzio di ditte della Germania Occidentale, con a capo la ditta Dr. Karl Kolb GmbH, era sin dal 1984, un segreto di pulcinella. E nessuno era stato capace - o disposto - ad impedirne la produzione di armi chimiche, malgrado i chiari e ripetuti avvertimenti.

Spesso è difficile rintracciare la fornitura di prodotti chimici precursori. Vi concorrono decine di diversi prodotti e, fino a poco tempo addietro, molti di essi non erano in alcun modo sottoposti a controllo. Secondo Julian Perry-Robinson, "ci sono tanti intermediari, che occorre un investigatore esperto per venire a capo di faccende del genere. Un singolo treno carico di prodotti chimici può cambiare di mano sei volte durante il percorso dallo stabilimento al porto, per cui si perde ogni traccia della sua origine."(25)

Ma una volta che l'Iraq ebbe cominciato ad impiegare il proprio arsenale di armi chimiche di recente perfezionato, per attacchi su larga scala contro le truppe iraniane nel 1984, sono cadute le coperture, le lingue si sono sciolte e sono cominciati a circolare documenti. Nel giro di alcune settimane, è stato pubblicamente individuato uno dei fornitori di tecnologia e di prodotti per le armi chimiche all'Iraq. Si è trattato della Karl Kolb GmbH di Drieich nella Germania Occidentale. La CIA alla fine ha fatto trapelare al New York Times un rapporto riservato sullo stabilimento di Samarra. Il giornale lo ha pubblicato affermando che esistevano prove "schiaccianti" che l'Iraq aveva dato corso alla realizzazione di un importante stabilimento per la produzione di gas nervino (Tabun) a Samarra.

Il rapporto della CIA precisava le consegne all'Iraq da parte della Karl Kolb e di una società consociata denominata Pilot Plant, costituita con il compito precipuo di portare a compimento l'affare con l'Iraq. Tra le attrezzature fornite figuravano i vasi foderati di vetro del reattore per la miscelazione di composti letali quali i gas nervini Sarin e Tabun. Altre attrezzature erano state affidate ad una ditta sub-appaltatrice tedesca chiamata Quast, con sede a Inden Pier, vicino a Diren, presso il confine olandese.

Dopo ripetute proteste da parte americana pare che il Cancelliere Helmut Kohl sia intervenuto per impedire le forniture nell'agosto del 1984.(27) Ma la Karl Kolb alla fine ha fatto causa al governo de ha avuto la meglio. Nell'ottobre del 1984 due ingegneri della ditta sono tornati in Iraq per ispezionare due linee di produzione di gas venefici nuove di zecca, denominate "Ahmed 1" e "Ahmed 2".(28)

In altre parole, malgrado l'atteggiamento assunto dal governo Kohl, l'affare dei gas è andato avanti regolarmente. Anzi, la Karl Kolb ha continuato a rifornire l'Iraq per almeno altri quattro anni, praticamente senza alcun intervento da parte del governo della Germania Occidentale.(29)

Secondo un parlamentare della Germania Occidentale, "durante quegli anni gli americani hanno inviato oltre mille documenti al governo tedesco lamentando l'assenza di decisioni" circa i programmi di gas venefici dell'Iraq ed il coinvolgimento delle ditte tedesche. "Essi sono stati semplicemente archiviati ed ignorati."(30)

Nel frattempo, un'altra ditta tedesco occidentale, la Water Engineering Trading (W.E.T.) è stata accusata dalla stampa di aver firmato un contratto del valore di 20 milioni di marchi con l'Iraq nel 1985, per la costruzione di linee di produzione in un complesso della SEPP a Fallujah, una per il Tabun e l'altra per il Sarin. Il contratto, noto come "progetto 33/85", prevedeva la consegna di 17,6 tonnellate di tricloruro di fosforo, noto precursore del gas nervino. Un successivo accordo è stato firmato dalla W.E.T. nel giugno del 1987. Cento tecnici ed operai della Germania Occidentale sono stati inviati in Iraq per soprintendere alla costruzione ed alle istallazioni.(31)

Lo stabilimento di al-Fallujah, per la produzione di gas venefici, si trova ad ovest di Bagdad, nei pressi della base aerea di Habbaniyah, ed è un impianto essenziale per quel che concerne l'autonomia dell'Iraq contro un embargo internazionale. E' là che i chimici iracheni stanno ora fabbricando i prodotti precursori dei gas venefici che in precedenza erano costretti ad importare dall'Europa e dagli Stati Uniti. L'enorme stabilimento industriale non solo include un vasto impianto chimico, ma ospita anche l'MPA che fabbrica la maggior parte delle fusoliere dei propri missili balistici.(32).

Dozzine di ditte europee ed americane hanno, in un modo o nell'altro, offerto il loro contributo allo stabilimento. Tra di esse figurano la MBB, la Ifat, il Gruppo Consen, la Femberg e la W.E.T.. Questa ultima ditta è in realtà poco più che una società fittizia di copertura per gli affari privati con l'Iraq di due dipendenti di una importante ditta di prodotti chimici della germania Occidentale, la Preussag A.G. Non avendo dipendenti interni su cui contare, la W.E.T. ha dovuto "acquistare" altrove la propria expertise. Si è pertanto rivolta ad una ditta francese, fabbricante di prodotti chimici, la Atochem (consociata e interamente posseduta dalla società petrolifera nazionale francese Elf-Aquitaine), per poter imparare a trattare le sostanze estremamente pericolose da consegnare all'Iraq.(33)

La W.E.T. ha anche creato un piccolo laboratorio di ricerca a Samarra per provare, su esseri viventi, la letalità dei "pesticidi" da essa fabbricati in Iraq. In questo caso i soggetti erano cani e gatti, ma la loro resistenza ai vari "pesticidi" fabbricati a Samarra veniva misurata in termini di secondi, non già di minuti o di ore. Come uno degli ingegneri tedeschi che avevano collaborato alla costruzione del particolare laboratorio ha rivelato in seguito, era certamente "strano" che tali prove su animali vivi fossero richieste per un impianto che fabbricava unicamente pesticidi o prodotti farmaceutici.(34) I leaders iracheni hanno un concetto curioso della vita umana. I generali alludevano spesso alle ondate di iracheni lanciati all'attacco, come ad altrettanti "insetti". Secondo una dichiarazione della radio "Voce delle masse" di Bagdad, l'Iraq ha preparato "un certo insetticida per ogni tipo di insetto.(35)

 
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