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Cicciomessere Roberto - 9 febbraio 1991
(11) LA "POISON GAS CONNECTION"

D. Cronologia

Quella che segue è una selezione cronologica di eventi tratti dal Rapporto Schauble. I lettori interessati potranno trovare il testo integrale in appendice.

22 aprile 1980 Il BND riferisce che, con l'aiuto di anonimi esperti tedeschi occidentali e orientali, "la Libia sta elaborando un impianto per la fabbricazione di agenti per la guerra chimica, nonchè un sistema di impiego di essi..."

22 luglio 1981 Il BND riferisce che la Libia mantiene l'impegno di produzione di agenti per la guerra chimica e si sta attualmente adoperando per l'acquisto di prodotti chimici di base, all'uopo necessari, dall'Italia e dalla Spagna.

22 luglio 1983 Il BND riferisce che la Libia possiede un proprio impianto per la fabbricazione di iprite. Si dice che l'impianto abbia iniziato la produzione alla fine del 1981. Si ritiene che l'impianto sia ubicato nei pressi di Abu Khammash.

Luglio 1984 Un agente del BND riferisce che un ex-impiegato di una ditta tedesca è andato in Libia per un anno ed ha guadagnato una gran quantità di denaro. Si presume che abbia costruito un impianto per la produzione di iprite a fianco del complesso chimico di Abu Khammash. Si riferisce che il complesso contiene un impianto di elettrolisi del cloruro costruito da una ditta tedesca ... capace di produrre uno dei precursori necessari per l'iprite.

5 luglio 1985 L'Ambasciata tedesca a Mosca comunica informazioni ricevute da una fonte non orientale secondo cui la Imhausen du Lahr (proprietario il Dr. Hippenstiel) ha stipulato un contratto ad Hong Kong per forniture ad un progetto farmaceutico. Si dice che vi sia coinvolta una società tedesca di proprietà dello stato ... Si dice che la Libia sia stata indicata come il vero paese di destinazione.

19 luglio 1985 Il BND risponde all'AA (Ministro degli Esteri) dicendo che non sono disponibili informazioni circa il rapporto dell'ambasciata.

28 gennaio 1986 Il BND riferisce che si dice che l'impianto per la fabbricazione di iprite in Libia sia stato costruito sotto la direzione di un membro di una società tedesca il cui nome è stato identificato. Si ritiene che i precursori siano stati comprati da finte ditte greche, maltesi e britanniche, anche se esse non sono state ancora identificate. L'Associazione dell'industria chimica è stata avvertita di prestare particolare attenzione alle vendite effettuate per il tramite di agenti dei paesi suddetti.

7 febbraio 1986 Il BND riferisce notizie provenienti da un servizio segreto alleato secondo cui è possibile che 100 tonnellate di fluoruro di sodio siano state spedite da Zeebrugge alla Libia sul cargo panamense "Capira" agli inizi di ottobre 1985. Si dice che sia coinvolta una ditta tedesca individuata per nome.

28 Ottobre 1986 E' stato richiesto all'Office for the Protection of the Constitution (BfV) da un servizio informazioni alleato di fornire intelligence sulla gestione della IBI di Francoforte alla luce del suo convincimento che "...essa abbia ricevuto l'incarico di installare un laboratorio di ricerche microbiologiche in Libia..." Poichè non vi è un apparente sfondo terroristico, il dato non viene registrato. Altre autorità non erano informate all'epoca. Una nuova indagine in data 18 agosto 1987 ha portato allo stesso trattamento della questione.

22 Giugno 1987 Briefinfg quotidiano da parte del BND. Secondo informazioni fornite da un servizio alleato, una officina per agenti bellici è in procinto di essere portata a termine nei pressi di Rabta con una capacità di produzione stimata da 1 a 3 tonnellate di Sarin il giorno.

3 agosto 1987 Il BND conferma da proprie indagini (foto del satellite SPOT) che il nuovo stabilimento industriale nei pressi di Rabta è con ogni probabilità la nuova officina per agenti bellici.

3 febbraio 1988 L'ambasciata tedesca a Tripoli riferisce che a seguito di interrogatorio, i rappresentanti di ditte di costruzioni tedesche hanno dimostrato che non vi sono ditte tedesche impegante nella costruzione dell'impianto per ricerche a Gharyan (Rabta). La fornitura di attrezzature è stata principalmente organizzata via Svizzera; in essa si ritiene che siano state coinvolte ditte ed intermediari tedeschi.

15 marzo 1988 L'Istituto Criminologico delle Dogane (ZKI) rivela che la ditta IBI di Francoforte ".... svolge attività di affari con know-how e impianti industriali...."

18 maggio 1988 Il Ministro degli Esteri (AA) riceve una documentazione di routine non in forma di rapporto dall'ambasciata americana. Essa esprime preoccupazione circa la partecipazione di ditte della Repubblica federale tedesca alla fornitura di strutture chimiche alla Libia e circa l'ammodernamento degli apparecchi libici C-130 per fornire loro la capacità di rifornimento di carburante in volo. Il documento americano recita:"Siamo informati che diverse ditte della RFT hanno fornito o facilitato l'acquisizione da parte della Libia di attrezzature per un impianto probabilmente per la produzione di armi chimiche. Tra le ditte coinvolte in tale attività sono la Sihi GmbH & Co. e la Imhausen Chemie GmbH.

15 luglio 1988 Il BND riceve informazioni da un servizio segreto alleato circa possibili forniture da parte di ditte tedesche per la costruzione di un impianto di produzione di gas venefici a Rabta. Le ditte citate sono la IBI, la Pen Tsao e la Imhausen.

2 agosto 1988 Lo ZKI e il BND discutono il coinvolgimento delle predette ditte e concludono per ora che lo ZKI debba unicamente dar corso ad indagini preliminari nei confronti della Imhausen astenendosi dal disporre una indagine sugli scambi con l'estero ed i pagamenti da parte di ispettori delle dogane prima che siano state raccolte ulteriori informazioni.

21 settembre 1988 L'Ambasciata degli Stati Uniti consegna all'AA una comunicazione in base alla quale risulta che la Libia abbia sviluppato una cpacità di produzione di armi chimiche con aiuti esterni, tra cui ditte dell'Europa Occidentale, ed è in procinto di iniziare la produzione di massa. L'Amministrazione degli Stati Uniti è dell'avviso che si debba interrompere ogni assistenza alla Libia per lo sviluppo della sua capacità di fabbricare ed impiegare armi chimiche.

20 ottobre 1988 Il Cancelliere Federale riceve per la prima volta informazioni raccolte dai servizi segreti circa gli sforzi libici di creare una officina per agenti bellici. Il sommario cita anche il possibile coinvolgimento della ditta tedesca Imhausen.

2 novembre 1988 Il BND contatta un informatore che, a certe condizioni, è disposto a fornire documenti di affari delle compagnie che si sostiene siano coinvolte a Rabta.

11 novembre 1988 L'AA presenta un briefing scritto al Ministro federale Genscher in vista dei suoi colloqui di Washington, proponendo che egli sollevi i seguenti punti:

- Le prove fornite dagli Stati Uniti nell'ottobre del 1988 sono state prese in esame, ma finora nulla è stato riscontrato a carico di cittadini o di ditte tedesche in violazione del Foreign Trade and Payments Act.

- Non esistono dati confermati circa l'attività di cittadini tedeschi nei confronti dell'impianto per le armi chimiche della Libia. Anche se così fosse il governo non avrebbe gli strumenti efficaci per prevenire la mera partecipazione di tedeschi in tali progetti.

11 novembre 1988 Il servizio informazioni consegna al BND documenti che gli consentano di controllare l'autenticità dei materiali che esso intende fornire.

15 novembre 1988 Nel corso della riunione con il Segretario di Stato Shultz a Washington, al Cancelliere federale ed al ministro degli esteri Genscher vengono fornite le prove da parte del direttore della CIA Webster circa il coinvolgimento delle ditte tedesche, compresa la Imhausen e la IBI, nel presunto stabilimento di produzione di armi chimiche di Rabta.

14 dicembre 1988 Agenti del ZKI si incontrano con un informatore e ricevono un faldone contenente documenti. Essi sono:

- specifiche per il progetto Pharma 150;

- resoconti inviati all'IBI da ditte straniere;

- corrispondenza varia con ditte tedesche e straniere concernente il Pharma 150;

- disegni delle costruzioni.

Tuttavia, non vi sono prove di violazioni ai danni del Foreign Trade and Payments Act. In particolare, non vi sono prove di merci fornite da ditte tedesche.

22 dicembre 1988 Riunione con la delegazione USA al Federal Foreign Office. Gli esperti statunitensi presentano materiali fotografici relativi all'impianto chimico Pharma 150 ai colleghi tedesche e riferiscono in merito ad un incidente di montaggio verificatosi nell'agosto del 1988. Essi si dicono convinti che l'impianto serva per la produzione di armi chimiche.

2 gennaio 1989 Iniziano le ispezioni sugli scambi con l'estero e sui pagamenti della Imhausen da parte dell'Ufficio Finanze regionale di Friburgo (OFD). L'ufficio del procuratore di Offenburg viene tenuto al corrente. Esso nonritiene a questo punto che ricorrano i presupposti per una indagine formale e pertanto dà solo inizio ufficialmente ad iniziative di controllo.

E. Da Rabta a Sebha

Ad un dato punto nel mese di gennaio del 1989, i funzionari dei servizi segreti hanno calcolato che l'impianto di Rabta fosse capace di produrre 42 tonnellate di iprite e un agente del nervino Sarin al giorno, un quantitativo superiore a quello della maggior parte delle stime relative alla produzione di gas venefici dell'Iraq.(45) Mentre non esistono prove che Rabta avvia mai raggiunto tale livello di produzione, l'impianto ha ripreso a funzionare dopo il clamore iniziale, ed ha prodotto un quantitativo iniziale di trenta tonnellate di iprite. Il telegiornale ABC News ha riferito il 6 marzo 1990 che la produzione di nervino e di iprite era stata ripresa alla fine del 1989. Il Dipartimento di Stato confermava la notizia nel corso di un briefing il giorno successivo.(55)

Ad una settimana di distanza dalle notizie predette è stato riferito che un misterioso incendio era scoppiato all'impianto di Rabta. In realtà, l'incendio a quanto pare è stato una elaborata messa in scena da parte del Colonnello Gheddafi come mezzo per prevenire un intervento aereo da parte degli Stati Uniti contro l'impianto. Un raffronto tra le foto prese dallo SPOT il 12 marzo 1990 (prima del presunto incendio) e il 18 marzo 1990 non hanno mostrato "traccia di gravi incendi in nessuno dei principali fabbricati".(56)

Nel corso di una visita ad Israele il 13 maggio del 1990 il nuovo Segretario di Stato per l'intelligence del Cancelliere Kohl, Lutz Stavenhage, ha comunicato notizie preoccupanti. "Abbiamo ragione di ritenere che è in fase di progettazione un secondo impianto simile a Rabta" ha detto Stavenhage ai giornalisti. "Siamo riusciti ad eliminare quella parte in cui sono state coinvolte ditte tedesche."(57)

E' stato detto che la fabbrica sia stata costruita nelle profondità del deserto a Sebha, 650 chilometri a sud di Tripoli. sul sito della precedente fabbrica di missili OTRAG. Lo Spiegel ha dichiarato il 7 maggio del 1990 che Sebha era già in piedi e funzionante e produceva napalm, con elevatori idraulici forniti dal gigante della produzione di attrezzature industriali, la Thyssen.

Conclusione: verso una volontà comune

Non vi è nulla di particolarmente brillante nel modo in cui l'Iraq e la Libia si sono dati attorno per comperare gas venefici e tecnologie di produzione dall'Europa Occidentale e dagli Stati Uniti. Essi non hanno fatto altro che seguire metodi provati ed autentici impiegati dai contrabbandieri di armi in ogni luogo. Contrabbandieri, o "tecnobanditi" come talvolta sono chiamati, chercheranno sempre il punto debole delle leggi nazionali. Una delle loro tecniche preferite è di porre l'uno contro l'altro i diversi paesi e le loro autorità preposte all'osservanza delle leggi, facendo scivolare le proprie spedizioni attraverso il caos che ne consegue.

Le spedizioni di tecnologie proibite hanno un loro modo di ballare il valzer da paese a paese, spesso coperte da una massa abbondante di doumenti ed autorizzazioni alla esposrtazione perfettamente legali. Le autorià propense a favorire gli scambi sono contrarie a respingere le esportazioni di tecnologie essenziali dato che esse contribuiscono al positivo esito della bilancia dei pagamenti a favore del paese. Tale provato conflitto di interessi dovrà portare alla esclusione di tali agenzie dal processo di concessione delle licenze di esportazione di merci strategiche in futuro.

I casi della Libia e dell'Iraq hanno dimostrato che le leggi non sono sufficienti per prevenire tale tipo di esportazioni di tecnologie essenziali. I controlli sui prodotti chimici precursori esistevano nelle disposizioni di quasi tutti i paesi fornitori. Ciò malgrado, quei prodotti chimici ed altre tecnologie sono passati.

Oltre ad una legislazione più severa, ciò che occorre è la volontà. La volontà di prevenire la proliferazione di tecnologie e precursori che, nelle mani di certi leaders del Terzo Mondo, contribuiscono direttamente alla creazione di armi per la distruzione di massa.

Naturalmente, ciò comporterà un certo sacrificio economico, per quanto modesto. Ma il prezzo dei contratti perduti impallidisce in confronto ai costi astronomici dell'arresto delle mire espansionistiche di leaders come Saddam Hussein.

Un editorialista del settimanale francese l'Express ha recentemente invocato una "apartheid tecnologica" contro i paesi del Terzo Mondo quali la Libia e l'Iraq. Egli sostiene che gli acquisti di tecnologia elevata più spesso derivano dalla "megalomania" delle elites locali anzichè da reali bisogni delle popolazioni del Terzo Mondo. "Rifiutando di trasferire al Terzo Mondo il non plus ultra della propria capacità di innovazione, l'Occidente avvantaggerà anzi le popolazioni locali invece delle loro elites."(58)

Esistono già tre distinti regimi di controllo delle tecnologie: il COCOM, che controlla le esportazioni di tecnologie strategiche all'ex-blocco sovietico; il MTCR, che controlla le esportazioni di tecnologie balistiche al Terzo Mondo; e il Trattato di non-proliferazione che controlla il diffondersi delle tecnologie nucleari ai paesi non nuclerari. Malgrado i disordinati sforzi fatti nell'area delle tecnologie chimiche a partire dal 1984, non esiste attualmente un regime di controllo unificato, principalmente a causa delle pressioni provenienti dal Terzo Mondo.

E' giunto il momento di prefigurare l'istituzione di un simile regime di controllo delle armi chimiche, i cui partecipanti comprendano non solo gli Stati Uniti e l'Europa (occidentale ed orientale insieme), ma i principali produttori del Terzo Mondo come l'India, il Brasile, e di "draghi" dell'Asia sud-orientale.

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Nota del redattore: Il presente rapporto speciale è stato redatto da fonti aperte e da fonti primarie in interviste realizzate dall'autore con funzionari di governo, dirigenti industriali e membri della comunità dei servizi segreti. Nelle note sono state rivelate solo le fonti aperte.

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(1) Cifre relative al periodo 1978-87 (oltre 52 miliardi di dollari) desunte dall'Arms Control and Disarmament Agenzy: "Spese militari e trasferimenti di armamenti nel mondo", edizione 1988.

(2) Notiziario sulla Difesa nel Medio Oriente: Mednews (10 rue de l'Union, 78600 Maisons Laffitte, Francia), 3.21/22 (27/8/90); l'Express, 7-13 sett. 1990. La Repubblica federale tedesca, per eludere il divieto della propria Costituzione che le vietava la vendita della maggior parte delle armi, ha fatto ricorso a molte delle vendite di armi da parte della Francia attraverso accordi di co-produzione (la MBB e l'Aerospatiale sono state associate in pieno Consorzio Euromissile che ha venduto missili HOT, Milan e Roland). Altre vendite di armi tedesche all'Iraq, tra cui gli elicotteri anti-carro BO 15, sono passate attraverso intermediari in Svizzera, Olanda e Spagna.

(3) "La cricca delle armi segrete di Saddam", "Panorama" della BBC, 3/9/90.

(4) E' stato il caso dell'AS30L missile aria-terraguidato da laser dell'Aerospatiale, usato con successo contro l'isola di Kharg nel 1985. E' stato anche il caso del missile anti-radar Armat, che l'Iraq ha acquistato nel 1985 prima che esso superasse le prove di qualificazione per l'aviazione francese.

(5) Mednews 3.12 (12/4/90).

(6) "La cricca delle armi segrete di Saddam", "Panorama" della BBC, 3/9/90.

(7) L'Express, 7-13 sett. 1990.

(8) Der Spiegel, 33/90.

(9) Mednews 2, 7/8 (9/1/89).

(10) La storia di Salman Pak è stata prima rivelata da Mednews il 23 gennaio 1989 (ediz. 2,9). La NBC nota che due basi militari israeliane erano state in precedenza infettate esattamente dallo stesso ceppo di febbre del Nilo occidentale spedito dalla CDC.

(11) Der Spiegel, 33/1990.

(12) Liberation, 12/3/84; Sunday Times, 11/3/84; Washington Post, 25/5/88 "13 anni di ricerca di prodotti chimici mortali da parte dell'Iraq".

(13) Mednews 24/10/88.

(14) Herbert Krosney, "L'Iraq produce forme letali di agenti nervini, Jerusalem Post, 24/11/86. Quella di Krosney è stata la principale ricerca per il documentario del 1986 di "Parnorama" della BBC su Samarra.

(15) Liberation (12/3/84). La Technipetrol ha negato ufficialmente il coinvolgimento nel progetto Akashat.

(16) Mednews 2,15/16 (8/5/89).

(17) Mednews 2,2/3 (24/10/88).

(18) Time magazine, 10/9/90, p. 34. Il governo federale ha informato ufficialmente il Bundestag della Germania Occidentale in data 22 agosto 1990, circa 12 casi in corso, coinvolgenti 25 ditte, affidati a vari procuratori di Stato. Altri 35 casi, relativi a 34 ditte, erano sotto inchiesta da parte delle autorità del fisco.

(19) Mednews 3,7/8 (19/1/90).

(20) Der Spiegel 26/1/89. La questione è trattata anche nel rapporto Schauble riprodotto in appendice.

(21) Stern 26/1/89 e Der Spiegel 24/89.

(22) Der Spiegel 28/90.

(23) Secondo Der Spiegel, a metà del 1987, l'H+H si è impegnata a creare una struttura completa per l'arricchimento dell'uranio a Taji in Iraq. I trasferimenti sono stati effettuati per il tramite di una intermediaria di Londra chiamata Nast Dependence Meed International che figurava come ditta di facciata per la Nasr Enterprise for Mechanical Industries irachena di proprietà dello stato, incaricata della fabbricazione di missili balistici nel quadro della Military Production Authority. Anche la H+H Metal form e la Nasr Dependence meed hanno fornito sofisticati ugelli per motori di missili balistici, costruiti dalla Leifeld & Co. fabbricante di macchine utensili di Ahlen, nella Germania Occidentale. Altre ditte in tutta l'Europa hanno avuto la loro fetta di affari, compresa la Schmiedemeccanica svizzera specializzata nella fabbricazione di acciai speciali. E negli Stati Uniti, quasi una dozzina di ditte ad alta tecnologia sono ora sotto inchiesta per aver fornito calcolatori sofisticati ed altre apparecchiat

ure da progettazione alle organizzazioni per le commesse nucleari all'Iraq (v. anche Der Spiegel, 33/1990). Oggi nessuno sa a che punto è l'Iraq nella acquisizione di capacità di produzione di armi nucleari. Le stime variano da due a dieci anni. Ma una cosa è certa: se l'Iraq riesce ad ottenere la bomba, l'Occidente avrà svolto al riguardo un ruolo fondamentale.

(24) Mednews 2,2/3 (24/10/88).

(25) Mednews 2,2/3.

(26) New York Times, 30 marzo 1984.

(27) Herbert Krosney, Jerusalem Post, 24/11/86.

(28) Ibid. Krosney ha riferito che queste nuove linee erano capaci di lavorare fino a 4.000 litri di prodotti chimici grezzi al mese per la produzione di gas venefici.

(29) Norbert Gansel, deputato socialdemocratico al Bundestag tedesco fornisce un dettagliato resoconto sul modo in cui il governo Kohl ha tenuto all'oscuro il parlamento sul caso Samarra, e sulle esportazioni di tecnologia missilistica all'Iraq, in un documento parlamentare datato 28 ottobre 1989, recante il titolo "Die deutsche Rakentenluke".

(30) Intervista con gli autori, 19/9/90.

(31) Stern 10/1/87. Stern ha inizialmente individuato l'ubicazione delle linee di produzione del Sarin e del Tabun a Samarra, ma successivi resoconti concordano che esse siano state collocate a Fallujah.

(32) "Panorama" della BBC, "Isegreti di Samarra".

(33) Stern 10/1/87.

(34) Stern 10/1/87.

(35) Citato da David Ignatius, op.cit., da una trasmissione del 1982.

(36) Questo rapporto di due pagine aveva il titolo epico: "Zwischenbericht uber den Stand der staatsanwalkschaftlichen Ermittlungen wegen des Verdachts illegaler Ausfuhren von Ausrustungsteilen zur Produktion chemischer Kampfstoffe im Irak." Drucksache 11/3762.

(37) The Independent 6/9/89.

(38) Fonte: documenti interni del Dipartimento del Commercio messi a disposizione di Mednews a condizione che la fonte restasse anonima.

(39) Profil 8/5/89; Financial Times 20/11/89; varie edizioni di Stern e Der Spiegel.

(40) Documento di briefing parlamentare del partito social democratico in data 28 ottobre 1989, intitolato "Die deutsche Rakentenluke".

(41) Profil 8/5/89.

(42) Alain Firedman, "Il volo del condor, Financial Times (20/11/89) esibisce una riproduzione dell'organigramma del Consen, ricostruito da documenti interni della ditta.

(43) "Panorama" della BBC, 3/9/90.

(44) Fonti presso la Commissione Relazioni con l'estero del Senato hanno dichiarato di stare verificando un possibile conflitto di interessi che escluderebbe la MBB da futuri contratti con la Difesa USA.

(45) Audizioni davanti la Commissione relazioni con l'estero del Senato, 1 marzo 1989, in Chemical and Biological Weapons Threat: the Urgent Need for Remedies (Minaccia delle armi chimiche e biologiche: urgente necessità di interventi) Washington, D.C., 1989.

(46) Dispacci del servizio radio, 14/9/88, e International Herald Tribune 15/9/89.

(47) Il New York Times ha pubblicato una intervista con il presidente della Imhausen-Chemie, Murgen Hippenstiel-Imhausen nella edizione del 1· gennaio 1989.

(48) International Herald Tribune, 4/1/89.

(49) International Herald Tribune, 5/1/89.

(50) Newsweek 23/1/89.

(51) "Come Gheddafi ha costruito la sua letale officina chimica", Business Week, 23/1/89.

(52) Newsweek, 23/1/89.

(53) Mednews 2,10, 6/2/89.

(54) Business Week, 23/1/89.

(55) International Herald Tribune, 8/3/90.

(56) Dichiarazione da parte della Spot Image in data 18/3/90.

(57) International Herald Tribune, 14/5/90.

(58) Jean Villars, "Pour L'Apartheid Tecnologique", l'Express 7/9/90.

 
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