Tu riesci a vedere un uomo politico soltanto come un tizio che esegue determinati "rituali" : sei pronto, e' vero, a riconoscere una maggior credibilita' a Marco -rispetto agli altri politici- ma gli neghi quella capacita' illuminata di capire le cose prima e meglio degli altri, quella creativita' sempre nuova, che fanno di lui un politico assolutamente diverso da tutti gli altri.
Non da oggi, Marco ha ripetuto cento volte che e' molto facile stendere "programmi": ma che e' assurdo ed inutile farlo, quando i giochi sono truccati, quando le regole sono stravolte, quando non c'e' democrazia autentica. Al Congresso di Firenze (il 31.mo, nel 1985) fu presentata la ricerca Sintel: la risposta dei maggiori costituzionalisti, magistrati, avvocati, giornalisti, opinion-leader aveva confermato l'assenza di democrazia, il sequestro di verita' e di informazione, che gia' allora contrassegnavano la realta' politica italiana.
Da sempre, ma soprattutto da allora, noi radicali siamo una specie di pattuglia di prima linea, di "Resistenza attiva", dalla parte dei cittadini e dei cittadini di tutto il mondo. E da allora, piu' che mai, non ci pieghiamo ai rituali triti e ritriti, ma -in piu'- anche inutili.
L'idea della "Lista Pannella", questo esperimento assolutamente nuovo, inimmaginabile per coloro che tanto ciarlano di "riforme istituzionali" ma non hanno il coraggio e la capacita' di affrontarne i rischi, e' in questa linea. Ed e' un rischio che Marco si assume personalmente, senza coinvolgere il partito in alcun modo.
Siamo tuttora nella fase in cui vogliamo sapere se ci sono adesioni -e quante- alla presentazione di una lista che prefigura ("simula") la presentazione uninominale in un contesto regolato da una legge proporzionale maggioritaria.
Poiche' si tratta di una lucida follia, di una scommessa "nel regno dell'impossibile", bisogna pur vedere se ci sono altri folli veggenti disposti a dare una mano, prima di dar di piglio alla penna e stendere progetti.
I temi, genericamente parlando, sono gia' prefigurati: i poveri senza voce, i diseredati, i truffati dal potere usurpato, saranno come sempre obiettivo di lavoro per quello che siamo.
Quello che siamo, va visto nelle adesioni: cerchiamo persone capaci di obbedire soltanto alla propria coscienza e alle leggi "legittime".
Quando vedremo chi siamo, e ci conteremo, saranno stese le liste: e, se le liste verranno formate, si sapra' che cosa intendiamo fare.
Nessun cedimento a "mozioni degli affetti", nessun "culto della personalita'", quindi: ma radicale razionalita'.
Chi frequenta i Radicali dovrebbe gia' sapere tutto questo.