L'esperanto non è una lingua federale, né internazionale, né transnazionale.
L'esperanto (erroneamente chiamato Lingua internazionale) è incompatibile con la realtà, e non è nemmeno una "ragionevole follia", perché non è né folle né ragionevole. E' ortopedico.
Non è una lingua viva. Non è neanche morta perché non è mai vissuta. Non si parla per strada, non la pronunciano gli uomini quando fanno l'amore, quando soffrono, quando piangono. E' una fabbricazione da laboratorio.
Non si potrà mai imporre, perché la vita e la storia hanno i loro ritmi naturali e non artificiali. Omogeneizzare con l'esperanto non è essere transnazionale, è essere grigio.
Come lingua "veicolare", cioè che serva solo a "communicare a livelli basici" potrebbe - premesso che qualcuno la parlasse - servire. Ma mi pare un futuro un po' insipido per una lingua....
L'aspetto più bello di una lingua sono le sfumature, le frasi fatte, i modi di dire ... cioè tutto quello che l'esperanto non ha. E se un giorno, in ogni regione incominciassero ad avere modi di dire, l'esperanto si disgregherebbe inesorabilmente.
Firmato: Anna Maria Reyes Serrano. Di mestier: traduttrice.