Posso solo rispondere a Zotti di rileggere il mio e il suo intervento e confrontarli con un minimo di attenzione (io non mi ci metto). Ha dovuto infatti falsificarmi per darmi del successore di Mueller (ma chi era?).
Tipico. Uno scarico di aggressività. Ma quanta ce n'è nell'aria! Non smetto di sorprendermi. Leggere in fretta (troppa fretta, troppa fretta, non è vero, donne?), eccitarsi perché non si è capito niente, afferrare con quelle manacce qualche parte del discorso, metterle in modo che sembrino degli sporchi negri, e giù bastonate. A che serve?
Forse così uno può pensare di aver eliminato il "male". Sforza codino! Sforza clericale! Dagli! Bel progresso. La fretta e la tristezza sono due zitellone che abitano volentieri negli interni borghesi. Il tempo, caro Zotti, è perfido. Uno crede di fare prima e si ritrova più indietro. Ti consiglio Sade Prossimo Mio, di Pierre Klossowski.