Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
dom 26 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza Partito radicale
Ranieri Giancarlo - 31 marzo 1992
ANTICLERICALISMO:

Definisce il Battaglia:

Movimento volto a contrastare la rigida osservanza, in materia

sociale e politica, delle direttive della chiesa.

"...l'avversione non era al cattolicesimo ma al clericalismo, al

nero clericalismo" (Bacchelli, i-III-751 1860).

Da che mondo e' mondo, fin dai primordi della societa' umana,

potere spirituale e potere temporale sono sempre andati a

braccetto all'interno di delicati e complessi equilibri volti in

genere, a spartirsi le ricchezze e le forze del popolo.

Non a caso, financo nelle tribu' piu' primitive, il potere si

manifesta in forma essenzialmente diarchica sotto forma di un

capo-tribu' e di uno sciamano.

Diverse sono le forme di deterrente impiegate, analoghi gli scopi.

La semplice opzione per uno o l'altro di questi poteri non

comporta quindi, di per se, necessariamente prospettive piu' rosee.

Per tornare all'oggetto del presente messaggio sono rimasto

piacevolmente sorpreso dall'intervento di Sforza, della stessa

forma di piacere che provo quando, nelle fiere antiquarie che si

tengono qua e la per l'italia ritrovo vecchi santini

ottocenteschi con le trine di carta ancora intatte ed i volti

dei personaggi ispirati ad una sconcertante ingenuita'.

Prima o poi, la polvere che si libera dalle vecchie carte mi

strappa qualche starnuto, ma e' un prezzo che pago volentieri :-)

Che il clero costituisse uno dei pilastri, e non certo il minore,

dell'"ancien regime" credo nessuno possa contestarlo.

Mi appare altresi' evidente come lungi dal costituire un "punto

di rifugio" per i poveri, il clero si sia sempre distinto per lo

spirito codino ed opportunista con cui si e' alleato con il

Potere, spesso attraverso scellerati patti con i dittatori piu'

sanguinarii. Purche' "cattolici".

Amena l'immagine di un clero meschino e vendicativo che nega

"uno dei pochi punti di riferimento civile" a poveri e

diseredati solo perche' la breccia di Porta Pia aveva posto fine

al potere locale del papato per estenderlo, col tempo,

all'intera neonata italia.

In questo senso, Francesco ha ragione:

Liberato il papa dal ricordo di scomodi roghi e dall'esigenza di

comminare contraddittorie esecuzioni capitali arroccato nella

fortezza spirituale di Castel S.Angelo, "espropriatolo" di beni

e fondi, peraltro gia' patrimonio comune (cfr.

Sforza-Anticlericalismo), gli veniva offerta su un piatto

d'argento la possibilita' concreta di tirare meglio i fili della

politica e dell'economia nazionale.

Di cio', infatti, la dc gliene e' e sara' perennemente grata.

Molti dei suoi esponenti di maggior spicco sono infatti dotati

di un eccellente senso dello stato. Vaticano.

Dello stato pontificio rimangono pero' i danni, danni che non si

constatano in regioni amministrate da capi piu' illuminati.

Rimangono le proprieta' fondiarie ed immobiliari vaticane, le

banche cattoliche, lo IOR ed i Marcinkus.

Rimangono anche quelle chiese, costruite a spese e danno di quei

"tanti e tanto poveri", di quei poveri mantenuti in condizioni

di indigente ignoranza appunto dalla lungimirante quanto

cinica politica pontificia.

Nessuno e' perfetto, temo...neppure i bersaglieri.

Ma, se invece di indulgere a fantasie post-khomeiniste,

l'autore, abbandonando quella che indubbiamente mi sembra una

ben architettata provocazione, avesse voluto esprimere la

semplice, banale constatazione che dopo la "caduta" dello stato

papalino altri travagli attendevano il popolo...mi avrebbe

trovato subito d'accordo.

Fu, infatti, proprio a causa di questi travagli che nacque il

Socialismo...

Migliore del papato?... peggiore?

Caduto il mito della Citta' di dio, rimane la speranza nella

Citta' degli Uomini.

La strada dell'Uomo e' fatta di tentativi, sconfitte, vittorie e

magari ancora sconfitte. L'importante e' non arrendersi. Mai.

Da leggere: I promessi Sposi di A.Manzoni.

giancarlo

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail