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Conferenza Partito radicale
Partito Radicale Giorgio - 7 aprile 1992
intermezzo esperantista
Devo alcuni chiarimenti ai compagni che sono intervenuti relativamente al tema "lingua federale" al XXXVI Congresso del Partito radicale:

L'uso che ho fatto della parola "castronerie" in realtà era un eufemismo amichevole verso Anna - che lavora anche lei al Partito - con la quale mi vedo ogni giorno e per la quale ho molta simpatia. In realtà la parola più appropriata era "bugie". Difatti chi conosce cos'è l'esperanto e qual'è la sua storia e la storia del movimento esperantista, non avrebbe mai potuto dire tutte le bugie che sono state dette, e condivise anche da altri in questa conferenza.

Come si può avere un'opinione su ciò che non si conosce?

Un adagio radicale non era quello di "conoscere per poter...?

Per "compagni" la' dove non specifico compagno socialista o, ad esempio, comunista, intendo un radicale e per radicale intendo non tanto un radicale storico o di area ma semplicemente una persona ISCRITTA al Pr.

Altro mistero è poi per me come si possa parlare di tolleranza là dove dicendo ESPERANTO INESISTENTE si dice ad un compagno SEI INESISTENTE (essendo esperantista); la' dove si è mossi da voglie di conquista ("radicalizzare" gli esperantisti - ma non eri d'accordo con Anna che non esistevamo? Come si può "cosare" una cosa che non esiste? E come si fa a dire che degli INESISTENTI si sono iscritti al Pr? - e non "esperantizzare" i radicali); là dove si dimostra persino - lavorando addirittura al partito - di non conoscere i rapporti intercorsi dal 1987 tra gli esperantisti e il partito o, addirittura dal 1981 tra essi e il "leader" del Pr Marco Pannella e di non conoscere tant'altro ancora.

OH DIO! Cosa ho detto?

Cosa ha detto quell'intollerante irrispettoso delle idee altrui di Giorgio Pagano? Che non conosciamo?

Dagli all'untore! Al negro! Al frocio! All'ebreo!

Peggio: Dagli all'esperantista!

Allora Giorgio Pagano si guardò in tasca, aprì il portafoglio cercò tra le varie tessere: ecco quella dell' Ordine degli architetti; ecco la patente di tassista; ecco la foto di Giulia Europa (lì si fermò un'attimo: e se anzichè una figlia avesse avuto un figlio e lo avesse chiamato Giulio Esperanto? Sarebbe stato consideranto allo stesso tempo esistente come Giulio e inesistente come Esperanto? Che cosa strana, però quell' insegnante polacca, esperantista di 3a generazione, che aveva fatto un lungo filo diretto a Radio Radicale, non si chiamava Esperantina? In quel caso l'avrebbero considerata totalmente inesistente? O forse sarebbe stata salvata alla morte da quel "INA" finale?); ecco la Patente ...ma dove si era cacciata?

Ah! Eccola: NONVIOLENT*GANDHIEN...1992, TESSERA/CARD/CARTE 505 GIORGIO PAGANO, ROMA, ITALIA. No! Quella che aveva davanti agli occhi non era inesistente, era proprio la tessera 1992 del Partito radicale, o no? Forse era inesistente in quanto vista attraverso occhi di un nessuno? Ma nessuno, in senso "omerico" era qualcuno. Oppure: si poteva dire, pensando al fatto che due negazioni affermano, che due inesistenze indicano esistenza?

 
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