| Conferenza Partito radicale |
| Pezzilli Dora
- 9 aprile 1992
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| Caro Giorgio Pagano, come al solito trovo semplicemente deliziosi i tuoi articoli.Sai, che ho pochi pregiudizi, e molte domande, sul "come" usare l'esperanto;ricorda pero' cio' che ti ho gia' detto.1)Non sempre la semplicita' attrae quella materia cerebrale che per restare viva e giovane esige di muoversi velocemente attraverso la complessita' neuronale; per questo l'essere umano ama le cose complesse, e spesso le inventa, grazie a Dio.Cio' non toglie l'uso "adulto", che dell'esperanto si puo' fare.2) Il problema sono i Miti, Giorgio, i Miti, quelli, non accettano semplicita' postume, essi sono.Parlare, con un coreano, vuol diremangiar il suo mito, attraverso il suono.Contenuto e relazione non sono la stessa cosa, lo sai bene.Verbale ed analogico nemmeno.Suoni diversi formano labbra divwerse, pieghe nel corpo, quanto nell'anima di chi parla, cosi' di chi pensa.Il linguaggio e' prima di tutto muto, Giorgio come il coro del Nabucco. Ne parleremo ho delle idee, ti stimo molto. Dora. |
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