I due interventi di Dora e Laura mi sembrano entrambi ottimi interventi. Perchè?
Perchè evidenziano come le tensione al transnazionale, il volerlo realizzare "qui e subito" appalesi poi due atteggiamenti interiori diversi ma con i quali bisogna fare i conti.
Dora, in relazione all'intervento di Olivier che ci racconta come in Romania il Transnazionale venga visto destabilizzante, ricorda come Hitler abbia perseguitato gli esperantisti (ma non solo Hitler, anche Stalin lo ha fatto, e anche Saddam ora lo sta facendo): perchè?
Perchè gli esperantisti vengano perseguitati? Se sono così pochi, se tra quei pochi addirittura ancor più pochi - mi dice Laura - sanno l'esperanto, perchè perseguitarli?
Nelle democrazie poi, i radicali ne sanno qualcosa, l'eliminazione fisica o comunque "strutturale" che c'è nelle dittature (non in tutte però, si badi bene!) passa attraverso il silenzio. Le democrazie "uccidono" non dando informazione. Quante volte gli esperantisti hanno chiesto ai mezzi d'informazione di trattare il tema della lingua federale o, più semplicemente, della lingua di comunicazione per gli europei?
Quante volte io stesso ho mandato fax con l'annuncio di corsi di esperanto e la stampa "democratica" non me li ha pubblicati?
Perchè quindi uccidere, in un modo o nell'altro, gli esperantisti? Se non ci sono?
Ed ora perchè Laura dice: perchè gli esperantisti vengono a parlare di esperanto proprio a noi radicali?
Dietro questa frase è ravvisabile l'ennesima "destrutturazione" degli esperantisti? Democratici si "ma fino a un certo punto"?
Ma Laura a chi devono andare a parlare di federalismo, anche linguistico, gli esperantisti: ai nazionalisti?
Sbaglio o quella che ho in tasca è la tessera di un partito federalista? Sbaglio o siamo per gli Stati Uniti d'Europa? Sbaglio o il testo di Olivier dimostra che il transnazionale a qualcuno da fastidio?
O siamo democratici, federalisti, transnazionali a "mezzo servizio"?