CONGRESSO BABELEAndiamo incontro ad un Congresso Babele? Questo mi sembra il senso (o perlomeno uno dei sensi possibili) della lettera aperta di Bandinelli a Marco Pannella. Che consente di avviare, tardivamente, un qualche discorso preparatorio ad un Congresso importante (come tutti, del resto) della storia del PR.
Certo il pericolo Babele esiste e non è escluso che nella Babele delle lingue, delle idee e dei vissuti ci si possa anche incagliare un poco.
Ma siccome la sfida del partito transnazionale sta proprio tutta lì mi sembra che meglio si affronta il problema Babele meglio si prepara il partito nuovo.
Intendo: porsi il problema della comunicazione fra iscritti, o quello di quale progetto unitario dare agli iscritti radicali di Torino e Mosca, o quello di come aumentare iscritti e forze (che sono la stessa cosa o dovrebbero esserlo per un partito come il nostro ) è, trasferito sul piano europeo - non comunitario ma geografico politico - lo stesso problema che le cancellerie di tutti i paesi stanno affrontando.
Come far coincidere la necessraia integrazione europea, politica e giuridica, non solo economica, con le altrettanto necessarie (anche se a un piano diverso) richieste di indipendenza e autodeterminazione.
Il modello federale di cui spesso abbiamo parlato (forse senza nemmeno conoscerlo a fondo), quello di Spinelli intendo, che soluzioni offre alla situazione attuale? E' possibile andare a parlare di federazione europea oggi a popolazioni che combattono per la propria ampia, incondizionata autonomia?
Ricordo che nell'ultimo Consiglio federale di Zagabria nella mozione conclusiva sul problema della exIugoslavia c'era fra l'altro l'ipotesi di una Conferenza europea sulle minoranze, etniche, politiche, religiose, etc.
C'è molto lavoro da fare, anche di chiarezza sulla stessa terminologia usata, ma credo che una proposta di lavoro del genere (ovvero un Convegno sulle minoranze e sull'integrazione europea, magari organizzato a Praga con il patrocinio di CEE, ONU e governo cecoslovacco) può essere un appuntamento importante del Partito nuovo. Per il partito nuovo e per gli altri ai quali ci rivolgiamo.
Rimane, comunque, il problema di sempre, quello che ci guasta i sonni e che ci fa dire, ogni volta, tutte le volte "ecco, siamo punto e a capo, ci risiamo con le iscrizioni". Ed io credo che ci si debba andare preparati su questo fronte al prossimo Congreso del Partito, perchè questo appuntamento con l'ansia iscrittoria (....) lo abbiamo sempre. E come tutte le ansie, anche questa non si elimina mai del tutto: se ne deve comprendere il significato e la si affronta per quello che è, sapendo che, in un partito come il nostro il fiato sul collo dei tanti iscritti da fare lo avremo sempre.
ps: parlo, ovviamente, innanzitutto per me. non vorrei mai che fosse presa come una ramanzina a qualcuno su qualcosa
p.s.:parlo, ovviamente, inanzitutto per me