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Conferenza Partito radicale
Zambardino Vittorio - 7 maggio 1992
Radicali/chiese/modo di discutere
(una polemica in "Il fatto del giorno" che approda qui per competenza tematica)

Roberto Cicciomessere mi spiega la differenza tra l'essere ex comunisti (sarei io) e l'esser radicali. Mi spiega che un laico pensa al programma e non alla "posizione". Posso sommessamente dire che ci ero già arrivato da solo? Posso anche dire che non è questo il punto di maggior ritardo nell'ex Pci? Io li ho lasciati da tempo, poveri, ma hanno discusso per dieci anni di questa riforma morale così importante. Per conto mio, cerco, con qualche catastrofe stackerizzata, di far funzionare il mio sistema operativo. Ma la garbata presa per il culo (perchè di questo si tratta, ma lui ci è abituato , mi chiede smepre perchè mai mi ostino a fare il giornalista sportivo come si mi ostinassi a studiare il sesso dei girini di rana) di Roberto si riferisce alla mia dichiarazione secondo cui io sarei allontanato dal PR dalle dichiarazioni dei singoli, Eh caro Roberto, sì mi faccio allontanare dalla cultura che prevale, dalle posizioni di singole persone, così come mi ero avvicinato per quello che in parlamento, il giorno

in cui scoppio' la guerra nel golfo, avevano detto Emma Bonino e Sergio Stanzani. Ci si media sempre con le posizioni espresse da un altro essere umano. Anche quelle scritte nei documenti congressuali lo sono.

Tanto è vero che qualche critico un po' più rozzo di te delle mie posizioni ha pensato bene di ricordarmi che "Pannella è così intelligente" che proprio non si capisce come uno si permetta di disssentire. L'obbiettivo della mia polemica era un altro e richiamo l'attenzione di voi lettori di Agorà. Andate, vai Roberto anche tu, a leggere le domande fatte da Marco Calvo qualche settimana prima delle elezioni in Conf. Droga sul proibizionismo,. Una persona non radicale chiedeva lumi, diceva: parlatemi degli effetti della vostra posizione, di quello che succederebbe dopo se passasse la vostra linea. Ha preso, dagli stessi lanciasassi del Fatto del Giorno, una serie di rabbuffi infastiditi. Insomma, come si permetteva di mettere in discussione la bontà di una linea e la sua cristallina validità. Soprattutto se si è pragmatici e non si ha una verità rivelata da imporre agli altri, questo non mi pare un bel mnodo di discutere.

Ecco perchè ho parlato per la Conferenza Fatto del Giorno di reazioni ideologiche. Di questo si tratta, quando invece della pazienza e degli argomenti, prevalgono i richiami spocchiosi alla linea. E poichè non mi piace polemizzare senza obbiettivvi, dico che Laura Terni ha un modo assolutamente pazzesco di discutere. Ecco, questo sul metodo e sull'essere radicali. Ultima: se non fate i conti, voi nucleo storico radicale e da sempre, che ci sono altre culture che arrivano e vogliono discutere senza tagliarsi un lobo del cervello e senza essere abbagliati dai carismi, dovete rassegnarvi a ragionare anche con le parole degli altri. Parlate di esperanto? Createne uno insieme a noi che siamo appena arrivati. Non parlateci il vostro incomprensibile inglese.

 
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