Ero approdato qui, anch'io per cortese invito del moderatore di "il fatto del giorno", per fare delle domande per me normalissime, per gli interlocutori forse polemiche [ho appena visto il polpettone di J.Huston sulla Bibbia; avete presente la torre di babele? :-)]; Vittorio mi ha preceduto su alcune di esse, salvandovi da un mio pippone colossale.
Il mio primo problema e' mettermi in salvo dalle possibili sassate; troppi ne ho visti cadere in quest'arena bollati come Non-Iscritti-Al-Partito; pressoche' sempre a cura di Laura Terni. [che notoriamente amo alla follia.]
Notoriamente un N.I.P.A. gode di quasi tutti gli svantaggi che derivano dall'essere radicali [vabbe', magari non fa i digiuni.:-)] e deve pure scontare la pena consistente nel sentirsi raccontare, ogni volta che parla di politica con un radicale, i 100 modi in cui i radicali sono diversi dagli altri.
[Lo so, amici radicali, che queste mie frasi forse vi feriscono {a Dentamaro sicramente non fanno un baffo :-)} e che non e' carino che io venga a dirvelo qui dove sono magnificamente ospitato da oltre 2 anni, ma se non ve le dice un amico queste cose...]
Mettero' quindi le cose in una forma tale che una risposta di quel genere mi dia ragione.
Per l'appunto ieri ho a lungo parlato con alcuni di voi [non e' ammesso lamentarsi neanche per l'accomunamento dei singoli!], e precisamente Roberto , Anna Maria R.S. e un altro agoriano simpaticissimo di cui - mi vergogno a dirlo - ho scordato il nome.
Sono naturalmente sfuggito a stento al linciaggio, e questo solo perche' io sono molto piu' cattivo di loro 3 messi insieme.
Il motivo dell'assalto [naturalmente sto esagerando a ruota libera, mi hanno riproverato un pochino...] era la crudelta' mentale da me dimostrata nei confronti di Angiolo Bandinelli nella conferenza dov'e' iniziata la discussione, e di aver osato parlare genericamente "dei radicali".
Oltre a sorbirmi da tutti e 3 la spiegazione dei 100 modi in cui siete diversi, mi ha sinceramente sorpreso la quasi-convinzione dei miei interlocutori che io provassi un insanabile odio nei confronti di Angiolo.
Ci sono anche rimasto un po' male, ma soprattutto mi sono stupito per l'entita' attribuita alla cosa. In fondo ad Angiolo [che non odio affatto e di cui anzi apprezzo molto gli scritti - ne approfitto per chiedergli scusa se gli ho fatto prendere un'arrabbiatura] ho solo rimproverato di non essersi sufficentemente spersonalizzato nel moderare la conferenza, ad altri come Anna Maria ne ho dette ben di peggio...
Ho fatto una fatica bestiale per spiegare la mia posizione, e non c'erano modem a separarci.
Tutto questo non c'entra nulla, serviva solo per ricreare l'atmosfera.
S
La domanda e' semplice e, credetemi, non e' polemica:
Perche' volete farci credere che quando vi commuovete ai congressi la vostra commozione e' "politica" e non commozione tout-cour come per noi comuni mortali?
come fa Dentamaro ad essere prammatico e non ideologico quando risolve l'antiproibizionismo facendo 2+2=4? [e il bello e' che sono d'accordo con lui al 100%, solo che io lo ammetto di metterci un po' di ideologia.]
Perche' le vostre prassi sono indiscutibili esattamente come le ideologie?
Insomma: perche' ci tenete tanto ad essere per forza diversi?
Marco