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Conferenza Partito radicale
Pezzilli Dora - 10 maggio 1992
Non so per certo, anzi ne dubito, se questo invito che mando al compagno Taradasc sara' gradito; forse perche' so', che rispetto al problema antiproibizionismo siamo su posizioni totalente, o quasi diverse.
Il garantismo , secondo me, e' l'unica strada utile a percorrere un obiettivo, che piu' riguardare la politica, riguarda la scienza.Intendo scienza del corpo come della psiche.

La politica, per cio' che io conosco, quando si inserisce all'interno del meccanismo di sperimentazione di una teoria, basata essenzialmente sull'esperienza, biologica o psichica, non ha mai compreso nulla o a prodotto solo teori.Talmud.Mentre, in quel campo e' l'eccezzione che conta.

Per cio' che mi riguarda, il compagno Taradasc soffre inanzitutto, onnipotenza, malattia nota, ai dottori veri, che la vedono agita, a livelli di paranoia, sopratutto in certi medici e assistenti sociali del problema.Muccioli, e' scusabile solo perche' soffre di paranoia vera.

Quindi, non concordo, sui tempi di attesa, Marco, perche' altro e' il problema.

I tempi di attesa nel linguaggio partitocratico del sistema di controllo sull'"altrui" droga, e' identico a quello che il Partito Comunista Italiano di allora sbandierava come necessario per mantenere il famoso Istituzionale quadro".

Balle, oggi come allora, hanno solo una paura, di perdere loro, il controllo sll'"affaire droga"

Io, una legge NON LA VOGLIO, sono e resto, una garantista liberalradicale storica.

Vado a Trieste il 24, maggio 1992, a mezzogiorno.

La mia esperienza me lo ordina, me lo chiede la mia storia, e Trieste e' bell. Dora.

 
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