Brevissima:
Sul patto sociale: non mi sembra di aver detto che sia fondato
sulla legge del piu' forte, bensi' proprio il contrario. Esso
e' la risposta alla legge del piu' forte. Qualunque forma sociale
e' di mutuo soccorso a fronte della prevaricazione individuale
o animale, o della natura. Ripensa ai porcospini, se i greci ti
sono ostici...
Sull'aborto: se equipari l'aborto all'omicidio, come per l'omicidio
non vedo come tu possa lasciare all'individuo liberta' di
"danneggiare un'altro nel pieno dei suoi diritti".
Sulle categorie morali: non e' in base a categorie morali
che si agisce contro l'omicida, ma in virtu' dell'obbligo
sociale di tutelare i singoli individui. Obbligo che sta
alla radice del patto sociale.
Sulle valutazioni morali: quelle di per se' non costituiscono
il fondamento dell'azione inibitoria o punitiva a fronte del-
l'aborto. Esse servono solo come metro , relativistico, del
giudizio di valore sull'aborto, sulla vita ,ecc. Il "motore"
della coercizione avverso l'aborto sta, lo ripeto nuovamente,
nell'accordo per la tutela della vita dei singoli alla base
di tutti i patti sociali che conosca.
In conclusione: non si scappa. E' molto seccante, ma chi ammette
che l'omicidio e l'aborto siano sullo stesso piano non puo' poi
cadere in contraddizione prevedendo per l'omicidio di nato leggi
manette e galera, e libera scelta per l'omicidio di non-nato.
Piu' coerente chi dice che il feto e' acqua fresca con unpo'
di proteine, o chi vede in esso un'appendice della madre.
Piu' coerente, ma altrettanto sbagliato, a parer mio.