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Conferenza Partito radicale
Salvidio Ascanio - 11 maggio 1992
Trugenberger II

Brevissima:

Sul patto sociale: non mi sembra di aver detto che sia fondato

sulla legge del piu' forte, bensi' proprio il contrario. Esso

e' la risposta alla legge del piu' forte. Qualunque forma sociale

e' di mutuo soccorso a fronte della prevaricazione individuale

o animale, o della natura. Ripensa ai porcospini, se i greci ti

sono ostici...

Sull'aborto: se equipari l'aborto all'omicidio, come per l'omicidio

non vedo come tu possa lasciare all'individuo liberta' di

"danneggiare un'altro nel pieno dei suoi diritti".

Sulle categorie morali: non e' in base a categorie morali

che si agisce contro l'omicida, ma in virtu' dell'obbligo

sociale di tutelare i singoli individui. Obbligo che sta

alla radice del patto sociale.

Sulle valutazioni morali: quelle di per se' non costituiscono

il fondamento dell'azione inibitoria o punitiva a fronte del-

l'aborto. Esse servono solo come metro , relativistico, del

giudizio di valore sull'aborto, sulla vita ,ecc. Il "motore"

della coercizione avverso l'aborto sta, lo ripeto nuovamente,

nell'accordo per la tutela della vita dei singoli alla base

di tutti i patti sociali che conosca.

In conclusione: non si scappa. E' molto seccante, ma chi ammette

che l'omicidio e l'aborto siano sullo stesso piano non puo' poi

cadere in contraddizione prevedendo per l'omicidio di nato leggi

manette e galera, e libera scelta per l'omicidio di non-nato.

Piu' coerente chi dice che il feto e' acqua fresca con unpo'

di proteine, o chi vede in esso un'appendice della madre.

Piu' coerente, ma altrettanto sbagliato, a parer mio.

 
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