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Conferenza Partito radicale
Deangelis Roberto - 12 maggio 1992
Lettera inviata da D. Romano
Lettera inviata da Davide Romano al Corriere della Sera e non pubblicata.

Spett. Direttore,

sul Corriere del 28 aprile, appare un'intervista di

Barbara Stefanelli alla rappresentante degli interessi siriani in

Italia, la signora Souad Abdallah. Tale intervista è quantomeno

sorprendente per le falsità di cui si fa portatrice la Abdallah.

Ella infatti, si lascia andare a dichiarazioni come "Del resto,

la comunità ebraica vive bene. L'unico limite è che non possono

prestare servizio militare." Ebbene, la signora Abdallah forse

dimentica che gli ebrei siriani non hanno neanche accesso ai

pubblici uffici, la posta ed il telefono sono censurati, e sulle

loro carte d'identità vi appare a caratteri rossi la scritta

Musawi (di fede mosaica). Per non parlare del fatto che il

governo distrugge i loro cimiteri, e non permette alla gioventù

ebraica siriana di studiare all'università. La signora Abdallah

sentenzia poi "in passato molti di loro sono usciti e poi tornati"

senza precisare che tali persone, per uscire, hanno dovuto

lasciare come ostaggio, a casa, i familiari. Tali restrizioni,

sono valide solo per gli ebrei, e non per i musulmani che possono

attraversare invece le frontiere col Libano e con la Giordania.

Sarei anche curioso di sapere cos'altro inventerebbe la signora

Abdallah per spiegare ciò che avvenne nel 1985, ad una famiglia

italiana di religione ebraica, cui venne negato il permesso di

lasciare la Siria. Le autorità siriane dissero: "Li consideriamo

ebrei, non italiani." la signora conferma? E i 4 anni di prigione

subiti dai fratelli Sueid senza averli sottoposti a processo? E

il centro di tortura per ebrei in Damasco dove sono già state

storpiate decine di persone? "Dovete conoscerci meglio", così

esordiva nell'intervista la Abdallah. No grazie, rispondo io, se

è così che trattate i vostri ospiti.

DISTANTI SALUTI

DAVIDE ROMANO

 
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