Come volevasi dimostrare, per conciliare un atteggiamento di contemporanea indulgenza verso la pratica dell'aborto e la sanzione per l'uccisione di un nato, hai fatto marcia indietro, accentuando la relativita' della tua opinione sull'ascrivibilita' dell'aborto nella categoria dell'omicidio.
Non potevi, infatti, fare altrimenti, se non dire che, per te un omicidio di un nato e' un fatto ben preciso, mentre l'omicidio del non nato e' solo un'opinione.
Solo che, per poter fare questo distinguo, tu perdi di vista il fatto che anche l'omicidio di un uomo gia' nato e' una mera opinione. Una opinione fondata sull'iscrizione dell'individuo alla categoria "uomo". E come si iscrive un individuo in questa categoria ? In base a che cosa ? intelligenza, peso, colore, eta', salute...Ad ogni tentativo di individuare la condizione di iscrivibilita' dell'individuo nella categoria "uomo", corrisponde storicamente un abuso o una tragedia. L'unico modo per evitarle e' la rinuncia alla rticerca di una "condizione vincolante" per promuovere l'individuo a uomo. E arrivati a questo punto, anche la stessa condizione di "nato", non ha piu' rilievo. ecco perche', se l'aborto e' omicidio solo d'opinione, lo e' anche quello del nato, mentre se e' omicidio tout-court lo e' anche quello di un nato. A te la scelta, ma che sia chiara, e senza compromessi. Quello che la morale ed il coraggio devono darti, e', secondo me, la forza di passare al disopra di amicizie e simpatie per ribellar
ti alla cultura dell'indifferenza, della barbarie e del calpestare l'individuo, ammantate da cultura umanistica e liberale. Ci metterai tempo, ma quanto hai gia' a mezza voce ammesso ti tormentera' tutta la vita finche' non ti avra' vinto.