Non cadete nel ridicolo, con proclami del tipo "solo chi e' iscritto al PR e' un uomo libero". Finite per assomigliare agli eroi infantili di Van Vogt, quelli dalla pistola custodita nella ipertasca, capace di sparare solo per autodifesa, e pronta a comparire nelle loro mani saltando fuori dal nulla. Ricordate quel romanzetto, che forse molti di voi avranno letto nei primi anni sessanta: anche loro, quegli eroi da fantascienza, avevano un motto " solo un uomo armato e' un uomo libero". Ora, vorrete forse calarvi in questa atmosfera di goliardia mista a demenza, atteggiandovi a possessori del verbo e della Tessera Liberatoria in ogni occasione ? Ma vi rendete conto che milioni di persone solo altrettanto libere (o di piu') di voi pur non essendo iscritte affatto al vostro partito ? Suvvia, almeno i piu' intelligenti fra voi pongano un argine a questo insulso fanatismo. Almeno per un senso di estetica e di decoro.
Certo, posso capire che un iscritto abituato in passato a sentirsi sul collo la polizia di partito del PCI, o anche il fiato caldo del sottopanza democristiano, veda nella tessera del PR un atto liberatorio, una specie di manumissione, o il diploma agognato di citadinanza romana. Ma che cultura e che educazione vi sono dietro colui che gia' in passato era iscritto ad un partito ? Sono forse esse paragonabili a quelle di chi ad un partito non e' mai stato iscritto ? Non credo. Moderatevi, dunque, per non apparire la caricatura di voi stessi. Gia' gli interventi vostri della conferenza il fatto del giorno lo sono stati abbastanza.