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Conferenza Partito radicale
Cupane Francesco - 15 maggio 1992
Testo della lettera appello su cui, di fronte a montecitorio, un gruppo di "iraniani democratici" sta raccogliendo le firme.

S.E. BOUTROS BOUTROS GHALI

Segretario Generale

delle Nazioni Unite

New York

S.E. Segretario Generale,

in un'epoca all'insegna del rapido progresso verso la pace, la democrazia e la cooperazione internazionale, i mullah al potere in Iran persistono in una politica che viola le norme e le convenzioni internazionali.

Nella sua ultima sessione la Commissione Diritti Umani dell'ONU ha adottato una ferma risoluzione di condanna dell'aumento delle violazioni dei diritti dell'Uomo, tra cui le esecuzioni ufficialmente annunciate, perpetrate dal governo di Rafsanjani.

La violazione delle leggi internazionali da parte del governo Rafsanjani ha preso una piega pericolosa il 5 aprile scorso quando l'aviazione del regime di Teheran ha infranto i confini internazionali e bombardato una base dell'Esercito di Liberazione Nazionale dell'Iran situata in profondità in territorio iracheno. L'azione da una parte rivela quanto i mullah temano la Resistenza, e dall'altra riflette la minaccia estremamente seria che questo regime fa pesare sulla pace e sulla stabilità della regione, specialmente alla luce dei suoi sforzi per dotarsi delle armi nucleari.

Esistono altre prove innegabili del disprezzo del regime verso gli impegni internazionali: la mancanza di rispetto della Dichiarazione Universale dei diritti umani, il mantenimento del decreto di morte contro Salman Rushdie, l'espulsione del Comitato Internazionale della Croce Rossa dopo aver ufficialmente dato il suo assenso alla ispezione delle prigioni iraniane da parte del CICR, l'esportazione dell'integralismo e l'ingerenza negli affari interni degli altri paesi, ed infine l'organizzazione e l'esecuzione degli assassinii degli oppositori iraniani per mano dei diplomatici di Rafsanjani. Recentemente il Parlamento europeo ha condannato in una risoluzione il tentativo di assassinio di Massud Rajavi, leader della resistenza iraniana.

Questi atti dimostrano che tre anni dopo la morte di Khomeini il mito della moderazione ha toccato il fondo. Il diffondersi delle proteste in Iran e l'ampiezza del boicottaggio della farsa elettorale del regime in risposta all'appello fatto in tal senso dalla Resistenza iraniana, chiedono una maggiore attenzione internazionale e un più grande sostegno all'alternativa democratica, il Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana.

La situazione estremamente sensibile di questa regione necessita di una risposta ferma della comunità internazionale contro il regime iraniano. Il particolare ruolo del Consiglio di sicurezza dell'ONU nell'attuale stato del mondo, richiede la condanna del regime iraniano per il suo raid aereo contro una base dell'ELNI e per la flagrante violazione della risoluzione 598 del Consiglio di Sicurezza. Prima che questa regione sia nuovamente stretta nella morsa di una nuova crisi, il Consiglio deve imporre sanzioni sulle armi e sul petrolio contro questo regime.

Le chiediamo quindi di trasmettere alla prima occasione la nostra preoccupazione al Consiglio di Sicurezza.

I nostri più rispettosi saluti,

 
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