Dalle nebbie dei primi decenni del secolo ogni tanto riaffiora
l'utopia dell'Esperanto, la lingua universale che dovrebbe
affratellare i popoli migliorandone la reciproca comprensione.
Peccato nessuno o quasi la conosca, neppure tra gli
esperantisti, che pure dovrebbero credere in essa.
Una lingua morta prima di nascere, immobile e cristallizzata per
mancanza di uso, di "vita" e deprivata, percio', di quei
continui piccoli e grandi mutamenti che l'uso nel tempo apporta.
Ricordo, a questo proposito, le alchimie vaticane per esprimere,
in latino, neologismi come "pistola", "bomba atomica" o
"televisione". Chi si occupa dei neologismi esperan...in
esperanto, insomma?
Io credo che, nella malaugurata quanto improbabile adozione di
questa lingua, le difficolta' di inter-comunicazione
aumenterebbero a dismisura, sia per mancanza di interpreti, sia
per il rifiuto delle persone ad abbandonare l'attuale lingua
universale, la lingua inglese, per passare ad un idioma
sconosciuto, privo di riferimenti culturali, di modi di dire
squisitamente autoctoni.
Il lavoro di interpretariato sarebbe impossibile.
Senza contare che chi affidasse le proprie possibilita' di
comunicazione a tale idioma si troverebbe completamente isolato
ed incapace di comunicare alcunche' in caso di soggiorni
all'estero, a meno di non poter contare su un'altra lingua
"vera", come ad es l'inglese o lo spagnolo.
Nei miei rapporti di lavoro con la Germania spesso impongo l'uso
della lingua inglese per le comunicazioni scritte. Talvolta,
quale acquirente, impongo l'uso dell'italiano.
Se provassi ad imporre l'uso dell'Esperanto...temo che ben poche
transazioni andrebbero in porto...:-(
Mi chiedo, anzi, se sia possibile redigere contratti od
effettuare traduzioni giurate in questa lingua.
Senza questa possibilita', ogni ipotesi di transazione
commerciale sfuma irrimediabilmente.
Occorrerebbe, pertanto, impiegare la lingua inglese, od altra,
per le comunicazioni di affari ma adottare l'Esperanto per...per??
Io non vedo alcuna soluzione ragionevolmente accettabile.
E voi?
giancarlo