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Conferenza Partito radicale
Ranieri Giancarlo - 16 maggio 1992
Esperanto: Lingua del Futuro?

Dalle nebbie dei primi decenni del secolo ogni tanto riaffiora

l'utopia dell'Esperanto, la lingua universale che dovrebbe

affratellare i popoli migliorandone la reciproca comprensione.

Peccato nessuno o quasi la conosca, neppure tra gli

esperantisti, che pure dovrebbero credere in essa.

Una lingua morta prima di nascere, immobile e cristallizzata per

mancanza di uso, di "vita" e deprivata, percio', di quei

continui piccoli e grandi mutamenti che l'uso nel tempo apporta.

Ricordo, a questo proposito, le alchimie vaticane per esprimere,

in latino, neologismi come "pistola", "bomba atomica" o

"televisione". Chi si occupa dei neologismi esperan...in

esperanto, insomma?

Io credo che, nella malaugurata quanto improbabile adozione di

questa lingua, le difficolta' di inter-comunicazione

aumenterebbero a dismisura, sia per mancanza di interpreti, sia

per il rifiuto delle persone ad abbandonare l'attuale lingua

universale, la lingua inglese, per passare ad un idioma

sconosciuto, privo di riferimenti culturali, di modi di dire

squisitamente autoctoni.

Il lavoro di interpretariato sarebbe impossibile.

Senza contare che chi affidasse le proprie possibilita' di

comunicazione a tale idioma si troverebbe completamente isolato

ed incapace di comunicare alcunche' in caso di soggiorni

all'estero, a meno di non poter contare su un'altra lingua

"vera", come ad es l'inglese o lo spagnolo.

Nei miei rapporti di lavoro con la Germania spesso impongo l'uso

della lingua inglese per le comunicazioni scritte. Talvolta,

quale acquirente, impongo l'uso dell'italiano.

Se provassi ad imporre l'uso dell'Esperanto...temo che ben poche

transazioni andrebbero in porto...:-(

Mi chiedo, anzi, se sia possibile redigere contratti od

effettuare traduzioni giurate in questa lingua.

Senza questa possibilita', ogni ipotesi di transazione

commerciale sfuma irrimediabilmente.

Occorrerebbe, pertanto, impiegare la lingua inglese, od altra,

per le comunicazioni di affari ma adottare l'Esperanto per...per??

Io non vedo alcuna soluzione ragionevolmente accettabile.

E voi?

giancarlo

 
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