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Conferenza Partito radicale
Lorenzi Giuseppe - 22 maggio 1992
Caro Pajalich,

hai ragione da vendere. Noi radicali abbiamo più degli altri il dovere di dialogare con chiunque, specialmente con coloro che non sono d'accordo con noi. E non farlo è una nostra grande contraddizione.

Il fatto è, caro Pajalich, che non siamo perfetti (almeno io...) e allora quando uno come me, che ha raggiunto la convinzione che quello che Marco Pannella sta tentando di fare per salvare il diritto, la democrazia e la pace nella ex-yugoslavia è l'UNICA iniziativa giusta che ho sentito fare non solo in Italia, ma nel mondo intero, uno come me che in appoggio a questa iniziativa si è messo anche a digiunare, uno come me che, sfogliando Agorà, legge un intervento come quello di Salvidio, cade pienamente vittima nelle sue contraddizioni e, invece di mettersi pazientemente al terminale e spendere un paio d'ore (se bastano...) per tentare di confutare a Salvidio le sue tesi, infila in conferenza un " oh, Gesù..." di commento che ha almeno il vantaggio di esprimere senza annoiare nessuno il mio stupore nel leggere un certo tipo di considerazioni.

Hai ragione, Pajalich, il mio non è certamente il massimo del dialogo e ti assicuro che mi dispiace molto di non avere la capacità e la pazienza e il rigore di colloquiare sempre e comunque con chi non la pensa come me.

Ti assicuro però che il mio non-dialogo non significa né mancanza di rispetto per "l'altro", né convinzione assoluta di essere nel giusto, né adesione fanatica a tesi precostituite.

Significa solo - almeno nel caso di Salvidio (come nel caso della maggior parte degli intervistati per strada da Dentamaro) - tanta, tanta stanchezza.

 
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