Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
dom 26 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Conferenza Partito radicale
Dentamaro Gaetano - 22 maggio 1992
Salvidio, Pajalich,
scrivete molto ma leggete poco. Non avete letto, o fate finbta di non avere letto, o non ricordate, o fatew finta di non ricordare, i resoconti sul Consiglio Federale di Zagabria, i comunicati e le posizioni espresse in quella occasione dal "Bedem Ljiubavi" (=Bastione dell'amore, organizzazione di madri croate e serbe contro la guerra), non avete letto, o fate finta di, non ricordate o fate finta di non ricordare, la testimonianza del nostro compagno Momo, serbo, arruolatosi nell'esercito croato oper combattere non contro i serbi ma contro il peggiore regime stalinista rimasto nell'Europa orientale; non avete letto, o fate finta di non aver letto, o non ricordate o fate finta di non ricordare che a Capodanno, quando Marco Pannella e Olivier Dupuis vestirono la divisa croata, senz'armi, anche per schierarsi senza revoca dalla parte degli aggrediti e denunciare la politica pilatesca europea che metteva sullo stesso piano gli aggrediti e gli aggressori, bene, in quei giorni, dalle linee serbe disertarono dei so

ldati, dei giovani attraversarono le linee, loro serbi, per consegnarsi ai croati, ma più ancora per consegnarsi all'resercito nonviolento radicale che combatteva dall'altra parte: attraversarono le linee per iscriversi al Partito radicale. Salvidio, dimentichi tutto questo, perché? Non lo hai letto o fai finta di non averlo letto, perché?

"Tudjiman è un fascistello...", "quarant'anni fa... gli sloveni, le foibe, i massacri".

Ma in Slovenia, in Croazia, si sta costruendo un nuovo regime democratico: lo si costruisce consapevolmente, e la soluzione di continuità con il passato c'è stata.

Quarant'anni fa o quarantacinque, i civilissimi italiani esponevano Mussolini e la Petacci a Piazzale Loreto; quaranta anni fa, o quarantacinque, fascisti e antifascisti in Emilia, in Toscana, e altrove, erano protagonisti della stessa violenza tribale che non è caratteristica dell'etnia serba, macedone, zulu o italiana, ma che alberga dentro ciascuno di noi, e pulsa (e quanto si vede!) anche sotto la crosta tua, Salvidio, di buon cittadino educato a considerarsi buono ed integerrimo, anzi "Cathos", "puro".

Il problema, caro Ascanio, è un altro: di tutto questo che ne facciamo? Ma da oggi e da domani, non da ieri. Io chiedo a te un minimo, ma davvero un minimo, di umiltà: te lo chiedo con umiltà, ma davvero, e credo dovresti sapere che da dieci, o quindici anni a questa parte, potrei rivendicarti carceri e digiuni, manifestazioni clandestine all'Est e azioni nonviolente all'Ovest; cinque anni fa, per esempio, quando in una dozzina fummo arrestati ed espulsi dalla Jugoslavia per aver esposto uno striscione con la scritta "Jugoslavia nella comunità europea" e distribuito volantini allo stadio di Spalato, durante la partita amichevole di calcio Jugoslavia - Italia. Non mi frega nulla, caro Ascanio, di cosa facevi tu allora, se guardavi la tv oppure no. Ma devo constatare che oggi, sei, malgrado tutto (e cioè il patrimonio di informazioni di cui disponi, malgrado la fortuna di essere tra i privilegiati del mondo, piuttosto che tra i dannati di Sarajevo) ancora molto lontano dalla capacità di esercitare la tua cosci

enza. Qualcuno ha proposto (conf eccetera) un Blob di Agorà. Io ne ho fatto uno su di te in conf il fatto del giorno: dove strillavi contro l'omicidio politico e le "apologie di reato", dimenticando di avere espresso, sullo stesso tema, posizioni identiche a quelle che attribuivi ai tuoi avversari, tempo prima e in un'altra conferenza. Ed è questo solo un esempio che porto a beneficio di Pajalich. Agorà vuol dire piazza, Pajalich: il fatto che ci siano terminali, modem e kilometri di mezzo non muta la situazione rispetto ad una piazza "vera", nella quale gli interlocutori si scelgono, si "eleggono". Per essere più chiari: in mezzo ad una strada, non mi metterei a "dialogare" politicamente con un demente o un ubriaco, o con un hooligan che maneggia una chiave inglese. L'equivalente di queste categorie (e di molte altre

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail