Sul tema della ex-Jugoslavia, e sulle iniziative radicali al riguardo, credo sia utile riportare di seguito tre testi.
Il primi due riguardano due fatti che ho citato nel precedente intervento, la diserzione di sette giovani dall'esercito serbo-federale e la loro iscrizione al Partito radicale, e la morte, al fronte, di un altro giovane, radicale, serbo di Croazia. Il terzo è il testo della mozione proposta da Marco Pannella alla Camera dei Deputati, sulla guerra in Bosnia, mozione che si avvia a raccogliere, se non ha già raggiunto al momento in cui scrivo, la maggioranza assoluta dei deputati.
Per comprendere, per capire. Buona lettura.
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AGORA': NOTIZIE RADICALI
4284, 10-Gen-92, I-----
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SETTE 'DISERTORI' DELL'ESERCITO SERBO-FEDERALE SI ISCRIVONO AL PR. I SETTE HANNO RAGGIUNTO SUL FRONTE LA GUARDIA NAZIONALE CROATA.
COMUNICATO STAMPA
Roma, 10 gennaio 1992
Una lunga ovazione del quarto Congresso italiano del Partito Radicale ha accolto la notizia della iscrizione al Pr per il 1992 di sette 'disertori' dell'esercito serbo-federale. I sette hanno raggiunto sul fronte le postazioni della Guardia Nazionale croata comunicando la propria decisione.
Si tratta di Sasa Gavrilovic (1972), Radisa Arandjelovic (1961), Mile Nikolic (1965), Srecko Todorovic (1955), Zivorad Vujicic (1951), Dejan Vujicic, del Movimento del rinnovamento serbo (1971),Zoran Pajzer (1966).
La loro iscrizione è stata raccolta da Ivan Babic, deputato al Parlamento croato, eletto a Nova Gradiska, in Slavonia, iscritto al Pr, ed annunciata durante l'edizione centrale del primo canale della Radio Croata.
Il Congresso italiano del Pr ha salutato con profonda riconoscenza la decisione presa per costituire insieme il Pr del 1992.
La diserzione da un esercito golpista, oppresso come l'intero popolo serbo dai suoi generali e dal razzismo del presidente Milosevic, è forte e rigorosa affermazione di coscienza, di pacifismo, di nonviolenza, di democrazia. E' incoraggiamento, sostegno, ancoraggio ai comuni ideali, in primo luogo della Repubblica e dell'esercito croato, ma anche dei pacifisti e dei democratici di tutta Europa. E' ragione e misura delle scelte politiche del Pr. Il IV Congresso italiano, con gli organi del Pr, studieranno nelle prossime ore le misure politiche, civili e umane, atte a far immediatamente tesoro operante delle loro scelte.
AGORA': CONFERENZA PARTITO RADICALE
1266, 29-Feb-92, 10:19, I-----, 3548, S.Ottoni, I, Roma
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la morte di momo
CROAZIA: "APPRENDIAMO CON DOLORE LA NOTIZIA DELLA MORTE DEL NOSTRO COMPAGNO MOMCILO VUKASINOVIC, UCCISO SUL FRONTE CROATO DURANTE LA GUERRA."
Zagabria 26.2.92 - Dichiarazione di Sandro Ottoni, consigliere federale PR.
" Sono venuti ieri a visitarci in sede a Zagabria alcuni giovani radicali di Bjelovar. Da loro abbiamo appreso con dolore la notizia dell'uccisione sul fronte croato, in dicembre, di Momcilo Vukasinovic, nostro compagno e iscritto molto attivo. Lui stesso aveva convinto questi suoi amici ad iscriversi al partito radicale negli anni scorsi.
A loro spese, dopo la sua morte, hanno pubblicato una raccolta di racconti di Momcilo che recava, oltre ad una sua foto ad una riunione di radicali a Bjelovar, una lettera scritta ad una amico. Penso che sia doveroso far conoscere questo scritto, come testimonianza ed in memoria di un caro amico, di un radicale serbo in Croazia, che ha dato la sua vita per un ideale di giustizia e di libertà."
Lettera di Momcilo Vukasinovic a Drazen B.:
Bjelovar, 13.ottobre 1991
Ciao,
mi sento un po' scemo. Non so nemmeno cosa vorrei scrivere. Per essere sincero, spero che non succeda proprio a me e spero che tu non legga questo senza di me, ma...
Spero di non sembrare troppo melanconico. Vedi, vorrei spiegarti perché sono entrato "attivamente" in questo macello. Sai, quello, volontari ecc...
Per dirti la verità non perdonerò mai a loro di avermi costretto a ucciderli. Questo l'ho letto in un libro, e sono d'accordo. Credimi. Devi sapere che non sono un'eroe, sto morendo di paura, ma non posso non partecipare. Non posso crederci, ma è cosi.
Adesso mi è venuta in mente Budapest ed il nostro Partito radicale transnazionale, la lotta per i diritti degli emarginati, per la legalizzazione della prostituzione, per il libero mercato dei narcotici... Poi "Leptir" (La Farfalla, una rivista ndt.) e tutto il resto. Un mondo diverso, come hai detto. Le parole dei "cantinieri"
(i rifugiati che vivono nelle cantine, a causa dei bombardamenti, ndt).
Ti lascio tutti i miei racconti (nessuno potrebbe capire cosa significavano per me e perché li ho scritti). Odio gli oscuramenti, un essere umano si sente male in queste situazioni innaturali. Non riesco a concepire un'unica frase intelligente. Per questo a volte divento cattivo. D'altra parte non posso rimanere a casa, aspettando non so che cosa.
Devo essere attivo, devo andare nelle prime linee. Si dice che ognuno sceglie la propria via, io ho scelto la mia, e che sia quel che sia.
Voglio che tu sappia che ho desiderato da sempre un' Europa senza frontiere con rispetto dei diritti dell'individuo, prima di tutto. Io non sono croato, ma la mia patria è la Croazia. Sono serbo di origine, della settima o dell'ottava generazione in Croazia. Non mi vergogno di questo. Non rinnegherò mai il mio nome e le mie origini. Mi dispiace che combattiamo proprio contro i serbi, ma non posso farci niente. La mia opinione è che combattiamo contro lo stalinismo piu' arretrato. In fin dei conti, loro hanno mandato i carroarmati, contro i loro studenti nel marzo dell'anno scorso.
Non voglio più "rompere" con le mie opinioni su questa guerra. Spero che tu capisca bene cosa voglio dire. Non si tratta di giustificazione, io non ho bisogno di giustificarmi davanti a nessuno - voglio solo confermarti quello che già sai.
Spero che "Leptir" voli ancora ed io ti manderò altri miei racconti, se questo sarà possibile. Forse con altri motivi e temi, se sopravviverò, si capisce.
Ciao, e non rimproverarmi.
1563, 16-Mag-92, 09:24, IEF---, 7023, R.Cicciomessere, I,
Roma
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MOZIONE SULL'AGGRESSIONE DELLA BOSNIA DA PARTE DEL REGIME SERBO
Ecco il testo della mozione parlamentare proposta dai deputati del gruppo federalista europeo e sulla quale stiamo raccogliendo le firme degli altri colleghi (attualmente 130)
La Camera,
condanna la politica di guerra e razzistica condotta dal regime di Belgrado che, ieri in Croazia, oggi in Bosnia-Erzegovina, massacra popolazioni, costringendo oltre un milione di persone alla condizione di profughi, opprime due milioni di albanesi del Kossovo, distrugge sistematicamente città e monumenti che appartengono alla civiltà umana, semina odio razziale erigendolo a moralità politica e di Stato;
delibera che nessun riconoscimento sia conferito in sede internazionale, comunitaria europea e italiana alla nuova entità denominata Repubblica Federale di Jugoslavia; che immediatamente sia negato ogni rapporto con i rappresentanti dell'ex- Repubblica Jugoslava, rifiutando il principio della continuità fra questa e quella, senza riserve e senza ritardi; si ritiri quindi immediatamente ogni rappresentante presso l'ex-Repubblica Jugoslava e che tutti i suoi pretesi rappresentanti non siano riconosciuti come tali né come rappresentanti della nuova entità, non riconosciuta e non riconoscibile allo stato degli atti;
impegna il Governo italiano ad escludere qualsiasi riconoscimento nelle future trattative di pace alla situazione di fatto di "ridistribuzione etnica" perseguita ed imposta con la guerra, i massacri, il terrore che hanno provocato finora oltre un milione di profughi e ad assicurare il diritto ad un immediato ritorno dei profughi nelle loro terre d'origine, nel quadro degli Stati di appartenenza, riconosciuti dalla Comunità internazionale, dalla Comunità europea e dall'Italia; così come qualsiasi riconoscimento alla cosiddetta Repubblica federale di Jugoslavia fin quando non riconosca per Costituzione e legge a tutti i cittadini di Serbia e di Montenegro, a cominciare da quelli di nazionalità albanese, ungherese e del sangiaccato gli stessi diritti già riconosciuti ai cittadini ed alle minoranze dalle Repubbliche di Croazia, Slovenia e Macedonia;
denuncia la politica della comunità internazionale, in primo luogo della Comunità europea, come concausa dell'attuale tragedia, come complice degli aggressori e dei razzisti e militaristi che stanno mettendo a ferro e fuoco l'intera ex-Jugoslavia; politica questa attuata in violazione - oltre tutto - di ogni norma di diritto internazionale e, per quanto riguarda l'Italia, decisa in dispregio delle delibere e degli indirizzi dettati dal Parlamento; denuncia che con questa politica si stanno ripetendo i tragici, cinici e ciechi errori degli anni trenta e successivi, nei confronti delle violenze naziste e staliniste;
impegna il Governo ad intraprendere immediatamente tutte le azioni possibili e necessarie per l'adozione di misure energiche e sanzioni immediate contro l'aggressore e per fermare la guerra, sia nell'ambito delle Nazioni Unite che della Comunità europea e della CSCE;
impegna in particolare il Governo a richiedere al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di decretare l'embargo totale nei confronti delle Repubbliche di Serbia e Montenegro, l'interdizione dello spazio aereo e marittimo dell'ex-Jugoslavia a qualsiasi veivolo o nave militare, finchè l'esercito non si sia ritirato dalla Bosnia ed Erzegovina e dalla Croazia; di richiedere la liberazione immediata di tutti i prigionieri;
impegna il Governo ad inviare subito aiuti ai profughi ed ai rifugiati della Bosnia ed Erzegovina e della Croazia.
impegna il Governo ad attuare immediatamente quanto stabilito e indicato dalla presente mozione, assicurando inoltre, in ogni modo e con ogni mezzo legalmente possibile, la difesa dei diritti umani, civili, politici degli ex-Jugoslavi e una risposta adeguata per battere gli aggressori, isolarli e condannarli per i loro crimini di guerra e comuni.
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