22 MAGGIO 1992La Voce del Popolo, 22 maggio 1992, pagina 4
Pannella fa scuola
DEPUTATI A DIGIUNO
Zagabria - I deputati del Sabor croato Miroslav Zupancic e Josip Valencic attuano lo sciopero della fame senza limitazioni di tempo già da 13, rispettivamente 6 giorni. Essi si sono uniti in tal modo all'europarlamentare Marco Pannella, il quale esige che la CEE ed il Governo italiano intervengano con urgenza per porre fine alla guerra nell'ex-Yugoslavia. Lo ha communicato ieri a Zagabria il Partito radicale transnazionale.
In un'intervista a Radio Radicale, Miroslav Zupancic ha dichiarato che la maggior parte dei deputati del Sabor croato è convinta che Marco Pannella sia "l'unico uomo politico italiano che abbia fatto tutto ciò che ha potuto". Zupancic per tale motivo è deciso a rimanere al suo fianco nel digiuno, fino alla fine.
Allo sciopero della fame di Pannella si sono associati 234 detenuti di Verona e altri 900 cittadini italiani, che digiunerano in gruppi per due giorni fino al 31 maggio.
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RASSEGNA STAMPA DEI QUOTIDIANI CROATI DEL 23.5.1992
a cura di Beba K.
Argomenti: 1. Situazione in Bosnia Erzegovina
2. Situazione in Croazia
1. Situazione in Bih
Vjesnik
Sarajevo - Gli aiuti umanitari spediti ai cittadini di Sarajevo finiscono nelle mani dei cetnici serbi. Continua il blocco totale della capitale bosniaca. Tutto quello che arriva viene controllato dai serbi o dalle unità dell'Armata Federale.
Anche venerdì è continuato il dramma dei 10.000 abitanti del sobborgo Dobrinje, che si trovano da 18 giorni senza acqua e senza corrente, completamente circondati dai cetnici. La gente per cucinare sta incendiando i mobili. ci sono molti morti e feriti, vittime di cecchini serbi.
Inoltre, tra i serbi è segnalata una scissione. Sono due i generali che controllano la situazione, e non vanno affatto d''accordo. Il primo è il generale Zivota Panic, che sta minacciando di ditruggere totalmente la città, mentre il secondo, Ratko Mladic, non dimostra compassione neppure per i cittadini serbi bloccati a Sarajevo, diendo che se vogliono possono trovare una via d'uscita dalla città da soli.
Oggi dovrebbe cominciare il ritiro delle truppe federali da Sarajevo, secono l'accordo firmato ieri da Fikret Abdic e Stjepan Kljujic, da parte della presidenza della Bosnia Erzegovina, Jerko Doko, da parte della difesa territoriale bosniaca, e dal generale Cedo Boskovic con il colonnello Branko Cado da parte dell'Armata federale. Secondo questo accordo, i federali possono portare con sé solo le armi personali, e l'intero ritiro deve essere effettuato entro le ore 18 del 24 maggio. L'ultima caserma che dovrebbe essere abbandonata è quella del centro della città.
TUZLA - Secondo i dati della Difesa territoriale della Bosnia Erzegovina, anche una parte di questa città è stata colpita da razzi aerei. La tv della Bosnia ha informato venerdì che i federali avevano intenzione di far saltare in aria 3 milioni di litri di cherosene. Per fortuna questa disgrazia è stata fermata dalla Difesa territoriale. Nel caso di un violento bombardamento della città, centro dell'industria chimica bosniaca, c'è il pericolo di provocare una catastrofe ecologica simile a quella di Cernobil.
MOSTAR - Anche se sono circondati da già diverse settimane, i difensori del capoluogo della Erzegovina stanno segnalando molte vittorie. Stanno per liberare anche il centro della cosiddetta "Repubblica autonoma serba dell'Erzegovina". Mentre i federali stanno disertando e scappando dal fronte, in seguito alle grandi perdite e alle malattie che li tormentano.
2. Situazione in Croazia
ZARA - L'artiglieria dell'aggressore non ha cessato di distruggere Zara nemmeno ieri. L'attacco si è intensificato dopo mezzogiorno. Sulla città sono caduti centinaia di proiettili. Sono stati segnalati 3 feriti, di cui uno grave. I proiettili di tank hanno colpito anche l'isola di Ugljan. I cittadini di Zara stanno passando momenti molto difficili, già da 3 giorni sono nei rifugi, da mercoledì il nemico non cessa di bombardare.
OSIJEK - Dopo due giorni di tregua, anche a Osijek è stato segnalato ieri l'allarme generale. La tregua è stata violata presto, alle 9.47 quando 3 granate sono cadute sulla città. Alle 13.30 la città è stata colpita da 20 razzi. 11 civili sono rimasti feriti e uno ha perso la vita.
Dal 15 maggio, quando l'UNPROFOR ha assunto la responsabilità per questo territorio, nell'ospedale di Osijek sono stati segnalati 40 feriti e 8 morti, di cui 7 civili.
SEBENICO - Il Ministero Pubblico distrettuale ha mosso l'accusa contro il generale dell'Armata federale Ratko Mladic e contro alcuni capitani della Marina militare federale.
ZAGABRIA - La settimana prossima verrà assegnato un aiuto finanziario a tutti i profughi che ne hanno fatto richiesta durante il mese di marzo.
"Il Partito radicale transnazionale invita tutti i profughi esperantisti che vogliono sistemarsi in Italia di contattare il Dottor Renato Corsetti. (...)" (pag.8).