Questo mio intervento e` una risposta all'intervento n. 1554di Ascanio Salvidio dopo il mio n. 1543 e lo spunto mi e`
dato da alcune frasi di Luigi Pajalich che scrive di un
povero Salvidio vittima degli sberleffi ed offese altrui ed
aggiunge frasi ironiche, di un'ironia divertente, sulla
tessera radicale che pare renda liberi a tal punto da
permettere l'evasione dalle mura del carcere o sul fatto che
egli, non iscrivendosi, rinuncia ad essere libero.
Pajalich, io ti consiglio di non iscriverti perche' secondo
alcuni, Salvidio compreso, i radicali non hanno il senso
dell'umorismo ed allora se tu ti iscrivessi perderesti
questo bel dono che mi rende piacevoli i tuoi interventi.
Personalmente ritengo che le differenze che separano le
persone siano assai minori, ma tanto minori di quanto
appaiano, ne' mi ritengo superiore ad altri perche' conosco
bene me stesso ed i miei abissi, questi ultimi probabilmente
maggiori di quelli di molti di voi. Lo dico senza retorica e
pertanto non ho mai pensato che "solo chi e' iscritto al PR
e` un uomo libero" e sarebbe poco intelligente e da fanatici
pensarlo, come ritenere che solo i battezzati nella fede
cristiana avranno la vita eterna, se questa c'e`.
Sarebbe poco intelligente anche pensare, per esempio, che
una persona sia onesta per il solo fatto di essere iscritta
al PR. Caso mai per il tipo di Statuto del PR che stabilisce
anche le forme di finanziamento non vengono richieste
tangenti per finanziare il partito ma si sborsano piuttosto
almeno 250.000 lire per un anno di iscrizione. Anche questo,
se si vuole, e` il prezzo per un grado in piu` di liberta`.
Non credo ad una liberta` totale dell'individuo, ma solo a
margini di liberta` nei quali ci muoviamo e chi ha coscienza
di se` (ed anche qui entro margini di coscienza) si accorge
quanto i condizionamenti corporali ed ambientali facciano
spesso da volano passivo o da limite insormontabile
all'agire che si vorrebbe.
Se e` questo cio' che Salvidio indende per liberta`, sono
rimasto sconvolto da quanto ha affermato, e cioe` che al di
fuori del Partito Radicale esistono milioni di persone
libere: io credevo che fossero miliardi.
Ritengo pure, e la cosa non e` poi tanto astrusa, che si
possa sostenere un partito politico anche senza esserne
degli iscritti.
A Salvidio contestavo altro: che l'essere iscritti ad un
qualunque partito significhi automaticamente avere dei
padroni. Puo` esserlo per molti partiti politici, ma per il
Partito Radicale no e proprio per il suo tipo di Statuto. Ed
aggiunsi che l'iscrizione, con la conseguente possibilta` di
decidere in prima persona per quale documento congressuale
votare, oltre che la partecipazione diretta al congresso,
aggiunge un grado di liberta` in piu`. Non certo la liberta`
totale.
Cio` non toglie che dei radicali abbiano delle sudditanze
psicologiche verso altri radicali e mi ha sempre dato
fastidio sentire in certe occasioni da parte di qualche
radicale "storico", l'affermazione che "siccome Pannella
aveva sempre visto giusto, aveva ragione pure in quel
particolare momento." Come se l'Alzheimer ...
Infine non saprei che rispondere al tipo di cultura che ha
"colui che gia` in passato era iscritto ad un altro partito"
perche' io non ho avuto altre tessere di partito al di fuori
di quella del PR. Immagino pero` che le persone colte od
illetterate siano dappertutto e cosi` quelle intelligenti od
imbecilli.
Avevo sollevato solo un'obiezione tecnica e sono stato
ricoperto da epiteti quali: ridicolo, goliardia mista a
demenza, insulso fanatismo.
Accetto serenamente solo l'accusa di fanatismo perche` mi e`
stata gia` rivolta anche nel mio ambiente di lavoro
(Universita` statale di Milano) avendo sempre rifiutato di
richiedere il pagamento delle ore di lavoro straordinario
non fatto. Fin dall'inizio mi accorsi che anche qualche
altro mio collega di lavoro, non radicale (spero che
qualcuno non si disturbi di questo mio accorgimento), si
comportava come me.
Cosa volete? ad alcuni di noi, radicali e no, avere un
pezzetto di liberta` in piu` ci piace.