Napoli, 14 aprile 1992
Rinnovo la mia iscrizione al Partito Radicale per il 1992 ritenendo, più che mai, indispensabile il progetto transnazionale lanciato alcuni anni addietro.
Avverto, purtroppo, una certa stasi nella politica italiana che necessita obbligatoriamente di riforme istituzionali ed elettorali per promuovere e propugnare libertarismi soffocati dalla nomenclatura dei partiti.
Abbattere i muri saldamente restati in piedi è il compito (forse arduo) che spetta al Partito Radicale, l'unico ad essere partecipe con coerenza delle gravi incombenze che pesano sull'Europa (fame nel mondo, contro gli irredentismi dei popoli).
Si profila quindi una fase nuova, si fanno avanti un po' tutti per la formazione di un nascituro governo, dal PDS alla Rete di Orlando, dalle Leghe, forti del bottino ottenuto, ai Verdi. Nessuno però paventa delle attente analisi riformistiche, lasciando nell'aleatorio il futuro del nostro Paese. Quanto più mi preme è il risanamento delle nostre istituzioni e auspico alla Lista Pannella i migliori risultati in Parlamento, sperando che le proposte avanzate non vengano ignorate (come al solito) dall'arroganza dei partiti dell'unità nazionale.
Un saluto fraterno
Albino Pece, candidato nelle scorse elezioni nelle liste dei Verdi Sole Che Ride