Caro Partito Radicale,
ti scrivo quattro righe per sfogare alcune amarezze sopite da tempo e riemerse recentemente in occasione delle elezioni. Ho votato la Lista Pannella per la Camera dei deputati e la lista Verdi sole che ride per il Senato, perché non ho visto presenti liste verdi civiche. Lontana dall'informazione politica per qualche tempo, debbo riconoscere di avere vissuto nel corso di questa campagna elettorale un clima di generale apatia: mancavano temi coinvolgenti, imperversavano risse da cortile povere di proposte ideologiche ed espressione di un malessere simile alla disperazione. Non potendo prendermela con partiti che sembra non abbiano più nemmeno un'identità, me la prendo con te, caro Partito Radicale. Il volantino che pubblicizzava la Lista Pannella parlava di sospetta vecchiaia del Partito (forse dei partiti, ma le recenti proposte politiche di "bipartitismo" e di repubblica presidenziale o federale, possono diventare pura demagogia se non sono espressione di crescita intellettuale e morale). Non sono d'accordo
. Penso invece che tu abbia esaurito l'entusiasmo che in passato aveva sostenuto coloro i quali si erano impegnati in campagne politico-sociali emotivamente coinvolgenti e aggreganti. Cosa è rimasto? Ben poco. L'antiproibizionismo non è compreso dai più, l'antimilitarismo sembra non interessare (mi sono piacevolmente stupita di trovare nel simbolo della Lista Pannella l'effige pacifista, dopo le confusioni di intenti espresse da alcuni tuoi esponenti in occasione della recente guerra del Golfo: è difficile sostenere di poter essere pro e contro l'azione militare, sinceramente mi sembra poco radicale), l'ecologia, mentre acquista rilevanza sociale e culturale, diventa per gli ambientalisti motivo di scontri o talvolta di competizioni. Cosa ne è stato dei fervori "antimilitaristi", "non violenti", "garantisti", "libertari", "umanitari" del Partito dei diecimila iscritti? Sono finiti nel limbo delle illusioni perdute? Cosa ne è stato del grande tema politico e sociale della "fame nel mondo"? Eppure questo grand
e tema ti aveva dato forza, caro Partito Radicale, aveva coinvolto nei giorni di sensibilizzazione politica e di dialogo sociale ambienti religiosi, mondo laico, politico e intellettuale. Molte persone hanno compreso che ecologia, militarismo, droga, crimine organizzato, abusi di potere, sono temi che richiedono una visione ampia, internazionale; sono le malattie storiche del "terzo mondo", lacerazioni profonde del tessuto sociale di numerosi stati. Il Sud del mondo collassa e trascina nel caos anche il forte Nord, gonfio di presunzione e vuoto di valori morali ed ideologie. Certo quel poco che avevi ottenuto, caro P. R., era costato molta fatica, ed ad alcuni più che ad altri; io ero fra i meno generosi, ma in quei giorni vivevo un entusiasmo politico e sociale che non ho più ritrovato. Cosa ne è stato delle iniziative abbozzate allora? Sembra che le energie siano venute ad esaurirsi ed ho l'impressione, ma mi posso anche sbagliare, che anche tu, caro P.R., ti sia uniformato ad una generale e cauta indiffer
enza verso i problemi del Sud del mondo. Gli amici poveri e politicamente poco affascinanti sono dunque destinati ad essere dimenticati? Quante persone sono morte per fame nel frattempo? Quanto Sud è stato lottizzato dal Nord-ovest o dal Nord-est del mondo? Quanti Stati del terzo mondo hanno perduto la loro identità politica insieme a quella sociale e culturale? Quante persone "religiose" e non, impegnate in aiuti umanitari concretamente e direttamente, hanno subito violenze nel corso della loro opera di soccorso? Certo, in questo caso l'indifferenza è storica, ha matrici annose, ingiusto sarebbe attribuirne la responsabilità a qualcuno in particolare. Probabilmente, caro P.R., i tuoi parlamentari hanno continuato ad impegnarsi al meglio delle loro possibilità nella loro opera di sensibilizzazione e concreta proposta politica (confesso di non essermi informata in merito). Oggi, caro P.R., anche tu sei più povero, non hai più al tuo attivo 10000 iscrizioni,non hai almeno in teoria rappresentanza in Parlamento
e la "Lista Pannella", che riflette la tua immagine nelle proposte politiche e nei percorsi ideologici ha ottenuto poco più dell'uno per cento dei voti nazionali. Ricordo che Giovanni Negri nel corso del congresso di Bologna del 1987-1988 (il solo a cui abbia partecipato) si diceva pronto a sopportare anche la tua scomparsa dalla scena parlamentare, definendola prezzo quasi inevitabile da pagare per una crescita internazionale. Hai voltato pagina, caro P.R., hai intrapreso il cammino della "transnazionalità", che tuttavia sembra avere la connotazione di un processo lento e laborioso; troppo per chi ha bisogno di entusiasmo immediato. Probabilmente è la strada più giusta, forse è solo spreco di energie. In attesa di una eventuale reiscrizione ti porgo i miei più sinceri saluti.
Enza Sagliaschi