| Conferenza Partito radicale |
| Pezzilli Dora
- 17 giugno 1992
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| Caro Ranieri, |
| Certo, anch'io sarei in grosse difficolta' al posto di quel giudice.Ma, dal mio punto di vista, il proplema, e' solo accertare, pensa cosa dico, la reale volonta' del soggetto, che a mio unico giudizio, subisce violenza.La cultura, con la K intendo, occidentale, cosi' si giustifica; e quindi l'intervento, e' un atto sottoposto solo alla coscienza.Sulla formazione della coscienza individuale o di gruppo, o di etnia, si puo' discettare, in eterno.A ciascuno il suo, direbbe Sciascia.Io, da molto lavoro a questa concretezza, attraverso il Contel, ae Agora', quando capita, chi come te mi aiuta.Poi, devo riconoscere, che se non riesco, a farmi comprendere e a sottrarre la vittima alla violenza, mi faccio la ragione che per quella vittima non e' ancora venuta l'ora liberatoria. e attendo.Non tutte le vittime, sono pero' di questa idea. Donde per cui io ritrovo, la mia ragione missionaria. Maledetto mestiere il terapeuta. Anche come prassi politica, perche' necessaria.Parola, elitropia, quindi anche nascondimento.Da l punto di vista di una cattolica, ringrazio Iddio, di possedere una differenza di sitema; non desidero essere convertita, e reagisco malissimo se qualcuno si attenta.Cio' detto, se l'impresa di affabulazione della conquista falla, trovo sempre la mia isola.Interna.Ciao, Dora. |
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