Lorenzi, probabilmetne in buona fede, ci ha propinato un clamoroso
falso nelle sue liste sulla pena di morte.
Ha dimenticato di dire che, i paesi nei quali si applica la pena
di morte sono 107. Non 106. Il centosettesimo e' l'Italia.
La pena di morte, in Italia, per quanto non contemplata se non
dal codice militare di guerra, viene in realta' sistematicamente
applicata per tutta una serie di reati che vanno dal furto di
autoradio, all'omicidio pluriaggravato.
Le modalita' di esecuzione della sentenza di morte sono eleganti
e discrete: il reo viene inviato per poche notti in uno dei diversi
istituti di pena, messo in una cella sovraffollata, in compagnia di
uno o piu' malavitosi suoi pari, dei quali almeno uno e' sieropo-
sitivo. Durante la notte, secondo un rito ormai millenario, gli
inquilini piu' vecchi della cella, sodomizzano e percuotono il nuo-
vo ospite, che in 3 casi su 5 risulta dopo 6 - 8 mesi sieropositivo
anche lui. A questo punto, la pena e' applicata.
L'ordinamento italiano prevede, anche, il caso che il condannato
sfugga alla pena per circostanze che possono essere le piu' varie.
In questo caso, l'esecuzione e' differita al soggiorno del reo
nei locali docce, nei cortili, nei corridoi. Qui, infatti, gli
altri detenuti hanno occasione di ferirlo e percuoterlo, di fargli
ingoiare i propri sputi, di seviziarlo a piacere. In genere, dopo
pochi mesi di trattamento, anche il piu' fortunato dei clpevoli
non sfugge alla sieropositivita'.
Non risulta, peraltro, che nessuno si dia particolare pena per
questo stato di cose. Nemmeno Amnesty International.