Fax del Partito radicale ai Capi di Stato e di Governo di Portogallo, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Spagna riuniti nel Consiglio europeo a Lisbona il 26 e 27 giugno 1992Il mancato rispetto dei diritti delle minoranze è all'origine delle attali crisi ed instabilità europee.
Di fronte all'impellente necessità di individuare le soluzioni di tali tensioni, il Partito radicale si sta impegnando nella promozione di uno strumento che consentirebbe di tutelare la più peculiare delle caratteristiche dei singoli gruppi etnici, siano questi minoranze all'interno di singoli Stati o vere e proprie nazioni: la lingua, e con essa la diversità culturale.
Lo strumento di cui ci facciamo promotori è quello di una lingua "sovranazionale", come l'esperanto. Infatti una tale lingua permette di rispettare e di garantire l'uso dei singoli idiomi evitando l'egemonia linguistica di una o poche lingue su tutte le altre e, nel contempo, avviare la comunicazione europea ed internazionale su una base egalitaria, mettendola al riparo dalla supremazia di alcuni popoli su altri.
Ci rivolgiamo a voi affinchè una particolare attenzione sia prestata a tale questione in sede di redazione dell'atto finale del vertice.
Vi inviamo inoltre, e per conoscenza, notizia dell'iniziativa intrapresa in sede CSCE.
Con i nostri migliori auguri di buon lavoro, deferenti saluti
Sergio Stanzani (Segretario)
Emma Bonino (Presidente)
Paolo Vigevano (Tesoriere)
Marco Pannella (Presidente del CF)
Basile Guissou (Già Ministro del Burkina Faso)
Ivan Mesicek (Deputato del DEMOS -Coalizione Democratica Slovena-)
Giorgio Pagano (Consigliere federale del Partito radicale)